La sede del primo Quartiere e quelle insormontabili barriere architettoniche. Viola: «Anche il partito mi ha abbandonato, me ne vado»

La sede del primo Quartiere e quelle insormontabili barriere architettoniche. Viola: «Anche il partito mi ha abbandonato, me ne vado»

La sede del primo Quartiere e quelle insormontabili barriere architettoniche. Viola: «Anche il partito mi ha abbandonato, me ne vado»

sabato 04 Dicembre 2010 - 10:10

Il consigliere della Prima Circoscrizione, in carrozzina dalla nascita, lascia per prostesta l’Udc e passa al gruppo Misto: «Non mi è stato permesso di espletare il mio mandato in modo decoroso e dignitoso»

Una distrofia muscolare lo costringe in carrozzina fin dalla nascita. Ma lui vuole essere considerato uno come tanti, purché venga messo nelle condizioni di sentirsi tale. Così non è stato per Giovanni Viola, consigliere della prima Circoscrizione, che da mesi batte i pugni affinché vengano abbattute quelle barriere architettoniche, nella sede del Quartiere, che rendono impossibile, per lui, espletare al meglio il mandato per cui è stato eletto dalla gente. Abbandonato da tutti, secondo lui anche dal suo partito, l’Udc. Così Viola ha agito di conseguenza: ha abbandonato il gruppo Udc D’Alia per passare al Gruppo Misto. Una decisione, afferma Viola, «scaturita dal totale abbandono del gruppo di appartenenza. Non garantendomi il supporto sulla quale era scaturita questa iniziale intesa, ad aggiungersi alle assenze c’è la questione della sede circoscrizionale che dopo circa due anni e mezzo ancora non si è riusciti a trovare, una sede adeguata alle riunioni consiliari oltre che per l’ufficio anagrafico non provvedendo ad abbattere quelle barriere architettoniche che dal primo momento si erano evidenziate. In questo il gruppo, in se stesso forte delle posizioni che ha ricoperto e ricopre, non mi ha permesso di espletare il mio mandato in modo decoroso e dignitoso, in quanto ogni volta devo subire le umiliazioni per questa incresciosa situazione. Le mie lamentele non sono state accolte, anzi molto spesso sono state ignorate, in un contesto dove le parole non sono state seguite dai fatti e dalle promesse».

«Quando quel 21 luglio del 2008 abbiamo prestato giuramento nella sede circoscrizionale – prosegue Viola – è iniziato il mio calvario, mi avevano dato tempo qualche mese per poter sistemare questo increscioso problema, si è passati dal posizionamento di un montascale elettrico, ad una temporanea locazione della sola sala consiliare, alla nuova sede. Invece ancora ad oggi si parla di ricerca di nuovi immobili, presentando quasi come un gioco sempre lo stesso, i fari puntati sono sempre su Tremestieri e Mili come se il primo quartiere fosse solamente in questa porzione di territorio. Rassicurazioni e perdite di tempo questo è quello che mi sono visto e sentito dire in quest’arco di tempo. Ho evitato eclatanti manifestazioni perché ho dato la mia parola di persona corretta e che avrei aspettato, ma purtroppo ogni volta che salgo e scendo questa scala non posso fare a meno di pensare che metto in pericolo la mia vita e quella dei miei colleghi ai quali devo l’unico ringraziamento che ad ogni riunione si devono sobbarcare il peso di portarmi su e giù per le scale affinché possa espletare il mandato. Oltre questo penso anche a chi, costretto in carrozzina, va a farsi la semplice carta d’identità o un documento qualsiasi, subendo le umiliazioni di essere trattati come cittadini emarginati. Quante volte – aggiunge amaramente Viola – ho chiesto soluzioni per far sì che questo momento potesse essere il meno angoscioso, le persone che erano nel mio gruppo ricoprivano e ricoprono come detto importanti ruoli istituzionali, senatori, vice sindaci, assessori, consiglieri comunali, un peso nell’ambito politico non indifferente. Sono stato completamente ignorato in queste mie richieste e in altre, adesso mi ritrovo a ricominciare da zero ma stavolta non rimarrò solo un umile spettatore».

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