Non solo botteghe sfitte ma degrado ad ogni angolo: auto bruciate o abbandona, materassi accatastati, sporcizia e tanta desolazione
Ma come detto, se Provinciale è il nome del quartiere, altrettanto provinciale è il contesto che lo ospita. Nel fare quattro chiacchiere con commercianti e residenti, ci accorgiamo che ogni angolo della strada nasconde “perle di vergogna” purtroppo non rare, che al nostro sguardo non passano certo inosservate. Discorso ben diverso invece per coloro i quali a quel degrado ci hanno fatto l’abitudine, al punto quasi di esserne diventati “immuni”. E mentre in questo caso si parla di un’indifferenza frutto della mancanza di alternative in cui poter sperare, ben più grave è l’atteggiamento indifferente, o per meglio dire strafottente, di chi ne approfitta per peggiorare le cose o di chi, pur avendo in mano gli strumenti, non fa nulla per migliorarle.
Auto bruciate, auto rubate, parcheggiate e poi abbandonate, auto dotate di tutti i “comfort” e diventate dimora per senza tetto, auto posteggiate all’incrocio semaforico. Ma i “tesori” di Provinciale, dettagliatamente catalogati su photogallery, non finiscono certo qui: arredo urbano e manutenzione stradale sono solo un miraggio, ordine e pulizia una vera e propria utopia. Ovunque scatoloni abbandonati, buche nei marciapiedi, erbacce che “colorano” ma certo non rendono confortevoli le strade, diventando piuttosto rifugi perfetti per topi, animali e insetti di ogni natura.
Tocco finale, forse anche complici le nubi che offuscano il cielo, un grigiore che rende l’atmosfera di Provinciale ancor più cupa di quanto in realtà già non appaia, dove tra botteghe sfitte e cartelli “Affittasi” appesi ad ogni angolo, la sensazione è quello di avere attraversato la terra di tutti e di nessuno.
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