PALERMO. Musiche del maestro compositore Bartolomeo Cosenza
PALERMO – Ha fatto registrare il tutto esaurito il concerto che si è tenuto nei giorni scorsi nella Cappella Palatina di Palermo. In prossimità della Settimana Santa è stato eseguito lo “Stabat Mater Christi”, musiche del maestro compositore Bartolomeo Cosenza su testo di Jacopone da Todi. A dirigere l’orchestra “Arturo Toscanini” lo stesso maestro Bartolomeo Cosenza, a cantare il mezzosoprano Lorena Scarlata. L’orchestra costituita nel 2009 per volontà dei professori Massimo Barrale e Ferdinando Caruso, all’epoca rispettivamente spalla dei primi violini e primo contrabbasso della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana, è formata da ex professori dell’Orchestra sinfonica siciliana di cui diversi primi strumenti, da professori del Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo, giovani diplomati e studenti dei corsi superiori dei Conservatori di Musica siciliani che si sono particolarmente distinti nel corso degli studi. Al concerto l’orchestra ha dato prova di essere affiatata e talentuosa, una bella realtà musicale nella città di Palermo.
Allo stato attuale è formata da: Guido Maduli (flauto); Francesco Paolo Bonanno (tromba); Tommaso Santangelo (corno); Federica Liberto (pianoforte); Giorgio Rosato, Carmelo Martorana, Cosereanu Mariana, Debora Puleo (violini primi); Antonella Romano, Michele La Cagnina, Elena Tamburello, Pietro Siragusa (violini secondi); Francesco Mineo, Enrico Gatto (viole); Salvatore Clemente, Franco Oliveri (violoncelli); Ferdinando Caruso (contrabbasso). La splendida voce e la sublime interpretazione di Lorena Scarlata ha incantato gli spettatori. Le musiche, ora intense e struggenti ora soavemente pacate e rilassanti, sono riuscite a far vibrare le corde dell’animo degli spettatori, il tutto immerso in una atmosfera di ineguagliabile bellezza e sontuosità che solo la Cappella Palatina può offrire.
Lo Stabat Mater Christi si è concluso con uno spettacolare Amen apprezzatissimo dal pubblico, con il suo carattere meditativo all’inizio e poi, subito dopo, dirompente, travolgente e maestoso. Commoventi sono state le parole di monsignor Michele Polizzi, parroco della Cappella Palatina, che ha introdotto il concerto. Polizzi ha sottolineato l’importanza di iniziative del genere: “È proprio ciò di cui la città di Palermo, dopo il brutto periodo pandemico, ha bisogno: arte e cultura che avvicinano l’uomo al Mistero della fede”.
