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Stipendi Atm. Cisl, Faisa, Ugl e Orsa attaccano gli altri sindacati e puntano sul SalvaMessina

Redazione

Stipendi Atm. Cisl, Faisa, Ugl e Orsa attaccano gli altri sindacati e puntano sul SalvaMessina

sabato 01 Febbraio 2020 - 18:05
Stipendi Atm. Cisl, Faisa, Ugl e Orsa attaccano gli altri sindacati e puntano sul SalvaMessina

I quattro sindacati ribadiscono le rassicurazioni date ieri dall'azienda. E il ritardo nel pagamento dello stipendio ai lavoratori Atm diventa nuovo terreno di scontro sindacale.

Quando si parla di Atm anche il ritardo sul pagamento dello stipendio ai lavoratori diventa terreno di scontro sindacale. E così il fronte composto da Cisl, Orsa, Faisa e Ugl intervengono sul problema stipendi esploso prepotentemente in questi ultimi due giorni per il forte ritardo che ha messo in seria difficoltà i lavoratori. Ma lo fa partendo da un attacco indirizzato chiaramente all’altro fronte sindacale composto da Cgil, Uil e Cub.

«Il ritardo è un fatto grave che va risolto nelle sedi opportune. Gli allarmismi tattici e l’istigazione a sfasciare tutto può servire a una minoranza di oppositori che auspicano la catastrofe per dare un senso alla loro opposizione e dimostrare di esistere ma non risolve il problema dei lavoratori senza stipendio. Non giustifichiamo il ritardo dello stipendio, che resta un diritto costituzionale imprescindibile, ma invece di dedicare preziose risorse ai comunicati stampa autoreferenziali o rispondere al turpiloquio che in queste occasioni echeggia nelle pagine dei social con insulti diretti all’Azienda, al Sindaco e a una parte di Sindacato, proferiti da soggetti minoritari mai vista in piazza, ci siamo impegnati a risolvere il problema che in questa fase affligge i lavoratori e le loro famiglie» scrivono i sindacati.

I segretari Lillo D’Amico (Fit Cisl), Lillo Sturiale (Faisa Cisal), Antonio Sciotto (Ugl) e Gianmarco Sposito (Orsa) spiegano che da interlocuzioni dirette tenute in questi giorni con i Commissari Liquidatori, con la Direzione Aziendale e con gli Istituti Comunali competenti, è emerso che il Comune di Messina ha girato i fondi necessari ad ATM e l’azienda, in data 29 gennaio 2020 ha effettuato alla Banca Nazionale del Lavoro il bonifico propedeutico al pagamento degli stipendi. La situazione debitoria di Atm in liquidazione però è drammatica e la banca, legittimamente, ha bisogno di tempo per porre in essere ogni precauzione a sua tutela. 

I sindacati riprendono dunque l’annuncio già fatto ieri dai commissari liquidatori di Atm e spiegano che oggi si è reso concreto e spendibile l’accredito della somma che il prossimo lunedì 3 febbraio consentirà il pagamento dello stipendio di dicembre. «Sempre secondo fonti aziendali, sarebbe pronto anche il pagamento del mese successivo. In buona sostanza, a partire dal prossimo lunedì, i lavoratori dovrebbero ricevere due mensilità a distanza di pochi giorni.

La cattiva gestione

Si tratta degli ultimi intoppi prima di mettere la parola fine all’Atm in liquidazione, mangiatoia della politica che ha fatto pagare a caro prezzo ai messinesi anni di mala gestio e sperpero di denaro pubblico che stava trascinando l’intera città al dissesto. I dipendenti Atm, ma anche il resto dei messinesi, non sono più disposti a pagare le conseguenze del debito insanabile accumulato negli anni da questa azienda oggi in liquidazione. Il percorso del “Salva Messina” è necessario quanto inarrestabile, non serve lanciare continui allarmi per esasperare gli animi e istigare i lavoratori che sono intelligenti ed hanno ampiamente capito con chi schierarsi».

L’attacco agli altri sindacati

Poi continua l’attacco contro i “nemici” sindacali: «Non dobbiamo tutelare e difendere nessuno oltre i lavoratori, non abbiamo governi amici né amici da garantire e soprattutto non ci prestiamo a sponsorizzare nessuna parte politica. Con l’Amministrazione Comunale abbiamo sottoscritto un percorso di rilancio di Atm, successivamente emendato e votato dal Consiglio Comunale. Se il fronte sindacale con più iscritti in azienda, insieme al Sindaco e il Consiglio Comunale, eletti dai cittadini, hanno tracciato un percorso di risanamento aziendale, la realizzazione di tale obiettivo equivale al rispetto della volontà della maggioranza espressa attraverso democrazia rappresentativa.

Le minoranze se ne facciano una ragione, l’opposizione è legittima ma senza istigare i lavoratori o auspicare catastrofi che darebbero soddisfazione effimera agli oppositori ma alla fine a pagarne le conseguenze sarebbero sempre i lavoratori e la città».

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