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Strada in salita per la Messina Social City: deciderà il Tar di Catania

Francesca Stornante

Strada in salita per la Messina Social City: deciderà il Tar di Catania

lunedì 11 Marzo 2019 - 19:48
Strada in salita per la Messina Social City: deciderà il Tar di Catania

A presentare un ricorso al Tar di Catania è stato il comitato di Messina dell'Unione Nazionale Consumatori. L'amministrazione De Luca ha affidato la difesa all'avvocato Arturo Merlo

Nonostante i sorrisi, le feste e i brindisi, i primi passi mossi dalla Messina Social City continuano ad essere su una strada in salita. Non solo le polemiche, le proteste di chi è rimasto fuori, gli attacchi. A pesare c’è anche un ricorso che porterà il Comune a dover rispondere di fronte al Tar di di Catania della nuova azienda creata per i servizi sociali.

A depositare il ricorso, lo scorso 11 febbraio, il Comitato Locale di Messina dell’Unione Nazionale Consumatori. Un ricorso che porta la firma dell’avvocato Paolo Intilisano e che mette in discussione la delibera n. 70 del 21 novembre 2018, quella cioè con cui il consiglio comunale votò il contratto di servizio della Messina Social City.

A finire nel mirino dunque non è la nuova agenzia dei servizi sociali in quanto tale, ma l’affidamento dei servizi che fino al 28 febbraio erano appaltati alle cooperative e che invece adesso sono gestiti in maniera diretta dall’agenzia. Tutto questo mentre nel frattempo la Messina Social City è andata avanti e ha assunto ben 540 lavoratori.

Il Comune ovviamente si difenderà. E difenderà la scelta politica e amministrativa di internalizzare i servizi sociali con la Messina Social City. Per questo, la giunta De Luca ha scelto di affidare l’incarico legale all’avvocato Arturo Merlo. Sarà lui la voce del Comune di Messina di fronte al Tar di Catania.

Diverse le motivazioni inserite nel ricorso dall’Unione Nazionale Consumatori. Si contesta che nel contratto di servizio non sono state determinate con chiarezza le prestazioni e l’attività che l’azienda deve rendere e ciò renderebbe nullo l’intero atto. Soprattutto di fronte a impegni che il Comune si assume per garantire alla sua azienda di poter espletare i servizi. Servizi che però restano totalmente generici, secondo il ricorso. All’appello mancherebbe anche la carta dei servizi, che invece doveva essere allegata al contratto. Una serie di passaggi che dunque renderebbe l’atto illegittimo.

A questo punto la palla è nelle mani del Tar. Sarà la sezione di Catania a decidere se la strada imboccata dall’amministrazione De Luca è stata tracciata in modo corretto oppure no.

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