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33 mila euro per gli esperti esterni scelti da Accorinti per la Leopardi

Francesca Stornante

33 mila euro per gli esperti esterni scelti da Accorinti per la Leopardi

lunedì 10 Aprile 2017 - 10:11

La saga della Leopardi è andata avanti per mesi. La scuola era stata chiusa dall'Ispettorato del Lavoro per motivi di sicurezza e ha riaperto grazie ad una relazione di consulenti esterni ingaggiati dal sindaco. Un incarico da 33.550 euro. Il Genio Civile aveva già presentato una relazione che giungeva praticamente alle stesse conclusioni.

Da oggi alla scuola Leopardi di Minissale si aprono i cantieri per gli interventi di adeguamento sismico. Alla fine, senza trasferire alunni e docenti, senza quella sistemazione alternativa rincorsa per mesi senza esito, si è deciso di lasciare la scuola aperta e contemporaneamente dare il via ai lavori che ovviamente non dovranno né intralciare né mettere a rischio attività didattiche e sicurezza della comunità scolastica di Minissale. Quella scuola che il 22 novembre scorso la Direzione territoriale del Lavoro aveva chiuso per motivi di sicurezza, costringendo alunni, docenti e famiglie a due mesi di disagi e difficoltà, aveva riaperto i battenti il 24 gennaio. Ovviamente non perché nel frattempo era tornata sicura, ma perché era arrivata la relazione del gruppo di esperti esterni a cui il sindaco Renato Accorinti aveva affidato l’incarico di valutare se c’erano le condizioni per una riapertura temporanea. Un incarico che è costato 33.550 euro. Ecco quanto ha dovuto sborsare Palazzo Zanca per avvalersi della consulenza del professore dell’Università di Catania Ivo Caliò e del suo team di lavoro.

Ma ripercorriamo le tappe della vicenda per ricordare bene come nacque la decisione di questa consulenza esterna. Era il giorno dell’Epifania e Accorinti, messo alle strette da giorni di proteste serrate dei genitori ormai esasperati, aveva tirato fuori dal cilindro questa soluzione: affidare a degli esperti un ulteriore studio per la verifica della vulnerabilità in condizione sismica e statica della scuola. In quei giorni, non trovando possibilità di dialogo con l’Ispettorato del Lavoro, che aveva fatto chiudere l’edificio perché un dirigente di Palazzo Zanca aveva dichiarato quello stabile non idoneo ad ospitare il seggio elettorale per motivi di sicurezza, Accorinti aveva scelto una soluzione “esterna”. Accorinti in quei giorni era stato messo con le spalle al muro da genitori e consiglieri comunali per l'inefficienza dell'amministrazione nella gestione di una questione che riguardava 440 alunni e centinaia di famiglie che per giorni avevano aspettato di capire in quale scuola sarebbero tornati i propri figli dopo le vacanze di natale. Ed ecco che saltò fuori il nome del tecnico esterno. Oggi, a distanza di tre mesi, ecco le carte che dicono che quella collaborazione è costata 33.550 euro.

Ecco come andarono le cose: il 14 gennaio il Dipartimento Manutenzione Immobili comunali, su input dell’amministrazione, ha chiesto al prof. Ivo Caliò e agli ingegneri Matteo Mucari e Giuseppe Occhipinti una consulenza che valutasse un provvedimento di riapertura, per due mesi, attraverso una stima di vulnerabilità sismica. Il 17 gennaio i tre tecnici hanno formulato la loro offerta per l’importo di 33.550 euro, iva inclusa. Il dipartimento segnalava l’urgenza di disporre al più presto della consulenza e nello stesso giorno approvava il preventivo dei consulenti, affidando direttamente l’incarico, facendo rientrare l’intervento nel Piano di monitoraggio degli edifici scolastici. Quasi subito arrivò la “Relazione sintetica per la riapertura parziale e temporanea del plesso scolastico G. Leopardi del Comune di Messina” che stabiliva che “a seguito opportune e accurate calcolazioni si è potuto ritenere possibile procedere a una riapertura parziale e temporanea del plesso scolastico limitatamente ai corpi A, B e C con esclusione del corpo D, dell'aula II D nel corpo C e della palestra e del locale custode annesso”. Così l’ispettorato del Lavoro acconsentì alla riapertura della scuola. Doveva essere solo per due mesi, poi pochi giorni fa è arrivata la decisione di prorogare l’apertura fino alla fine dell’anno scolastico.

Il quadro dunque adesso è completo. Restano alcuni dubbi, che in realtà già la presidente del consiglio comunale Emilia Barrile aveva segnalato in questi mesi. In particolare, la presidente ricordava un’altra relazione sulla scuola Leopardi stilata dal Genio Civile di Messina che giungeva alle stesse conclusioni dei consulenti, ma che era stata consegnata all’amministrazione il 5 gennaio, quindi prima dell’affidamento dell’incarico esterno. La Barrile chiedeva chiaramente il motivo per cui non fossero state date disposizioni di riapertura della scuola stante la relazione tecnica dell’Ingegnere Capo del Genio Civile Leonardo Santoro che, avendo relazionato sull’idoneità parziale del plesso scolastico, aveva di fatto anticipato le conclusioni dell’esperto chiamato dall’Amministrazione. Ad oggi non è arrivata nessuna risposta, ma finalmente ci sono numeri e date che dicono tutto.

Francesca Stornante

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4 commenti

  1. Chissà se i messinesi sono in grado di identificare i responsabili di tanto inutile spreco?

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  2. Chissà se i messinesi sono in grado di identificare i responsabili di tanto inutile spreco?

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  3. Quando si devono spendere soldi per gli “esperti”, non si bada a spese. e poi dicono che soldi non ce ne sono…. Certo, per la città e per i cittadini, non c’è un euro ma per gli amici……

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  4. Quando si devono spendere soldi per gli “esperti”, non si bada a spese. e poi dicono che soldi non ce ne sono…. Certo, per la città e per i cittadini, non c’è un euro ma per gli amici……

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