Il celebre violinista, ospite dell’Accademia Filarmonica, è tornato a Messina, entusiasmando il pubblico
MESSINA – Sabato scorso al Palacultura, ospite dell’Accademia Filarmonica, si è esibito il celebre violinista e compositore Alessandro Quarta, che ha eseguito, insieme all’Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo, diretta dal M° Cristian Lombardi, e al pianista Giuseppe Magagnino, la sua ultima composizione: “I Cinque Elementi….e la loro creazione”
È stato un ritorno assai gradito quello di Alessandro Quarta, che ha entusiasmato il pubblico con l’esecuzione del suo ultimo lavoro.
Si tratta di un progetto visionario, un capolavoro composto in realtà da sei movimenti. Infatti i cinque elementi (nell’ordine Terra, Acqua, Aria, Fuoco ed Etere), sono preceduti da un altro brano, “La Creazione” un pezzo calmo, quasi misterioso, che a poco a poco prende forma, una splendida introduzione ai successivi brani che descrivono gli elementi primordiali.
Terra, Acqua, Aria e Fuoco non sono raffigurati attraverso una musica descrittiva, impressionista, piuttosto il compositore mira a cogliere il significato intrinseco, ove la musica si ispira all’essenza dell’elemento stesso, e a ciò cui rimanda.
E così la Terra, come spiegato da Quarta stesso nelle note al programma, diventa una signora anziana che racconta, e la musica, lirica e malinconica, ne coglie perfettamente il senso. L’accentuato lirismo caratterizza anche i due brani successivi: l’Acqua, brano ispirato alla sua terra, Otranto, la porta d’Oriente, una raffigurazione del mare ora calmo ora tempestoso. L’Aria, brano suddiviso in più temi, l’elemento invisibile ma essenziale il respiro, il vento….
Il brano certamente più coinvolgente e impressionante è però il Fuoco. Elemento simbolo dell’Eros, della sessualità, ma anche dei fulmini, degli incendi, dei vulcani e infine dello stesso inferno, ha come incipit un incantevole tango cubano, molto ritmato. Ad un certo punto la musica si fa agitata, tempestosa, fino a raggiungere un impressionante parossismo, ove il violinista si scatena letteralmente in passaggi virtuosistici ad una velocità sfrenata, di inaudita difficoltà.
Alessandro Quarta ha eseguito questo brano in modo strabiliante, destando un’enorme impressione sugli spettatori, sbigottiti ed entusiasti, per aver assistito ad una tale performance.
Eccellente anche ll’Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo, che ha accompagnato alla perfezione il violinista, diretta impeccabilmente da Cristian Lombardi. Altrettanto dicasi per il pianista Giuseppe Magagnino, anch’egli molto applaudito.
La composizione si chiude con “Etere”, il quinto elemento, un brano di raccoglimento, quasi una preghiera, un ringraziamento francescano per ciò che la vita ci offre, sia bello, sia tragico.
Un concerto indimenticabile.
