La giunta Basile affida all'Avvocatura interna il mandato di appellare i verdetti con cui il Tar aveva bocciato i ricorsi contro i progetti da oltre 1.300 posti letto promossi da Zanklon
Palazzo Zanca prosegue il contenzioso sulla partita urbanistica degli studentati universitari legati alla Zes. Con le delibere di giunta 667 e 669 del 23 ottobre 2026, l’amministrazione comunale ha infatti deciso di promuovere ricorso in appello dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (Cgars). L’obiettivo è ribaltare le sentenze con cui il Tribunale Amministrativo Regionale di Catania ha respinto i ricorsi originari del Comune, confermando la piena validità delle Autorizzazioni Uniche rilasciate dalla Struttura di Missione per i complessi “Archimede” (1.080 posti letto) e “Centro” (255 posti letto).
Il nodo politico-amministrativo
Al centro del ricorso in appello resta lo scontro istituzionale sui poteri decisori. L’amministrazione comunale aveva fondato la sua opposizione sulla necessità di subordinare l’efficacia dei titoli edilizi a una preventiva delibera di gradimento del Consiglio Comunale, organo che nel novembre 2025 aveva espresso parere contrario sul riconoscimento dell’interesse pubblico per entrambi gli interventi.
Il Tar aveva smontato questa tesi, evidenziando che la normativa speciale sulle Zes attribuisce alla Conferenza di Servizi un potere di ponderazione complessiva degli interessi — inclusi quelli urbanistici — che prevale sul dissenso dell’ente locale, escludendo inoltre la necessità di una variante permanente al Piano Regolatore Generale. I giudici di primo grado hanno rimarcato la legittimità dell’iter e la presenza delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dalla Soprintendenza ma la giunta ha preferito affidare la questione al secondo grado, confermando la difesa agli avvocati interni dell’Avvocatura comunale Vincenzo Airò e Alessandro Gangemi. Il confronto si sposta ora a Palermo davanti al Cgars, chiamato a scrivere l’ultimo capitolo giudiziario.

