L'assessore Cicala ha spiegato che l'amministrazione vuole "accompagnare le attività". Ma Calabrò contesta: "Riduzione per tutti penalizza chi incassa meno"
MESSINA – Come già annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Federico Basile, l’amministrazione vuole “accompagnare” le attività commerciale alla piena normalità nel pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico. Per farlo, per il 2024 si pensa a una esenzione del 50%, una via di mezzo tra la gratuità prevista dalle norme per fronteggiare la crisi pandemica fino al 31 dicembre 2023 e il pagamento pieno che sulla carta è previsto dall’1 gennaio 2024.
Cicala: “Accompagneremo le attività fino al regime ordinario”
A spiegarlo è stato anche l’assessore Roberto Cicala, durante la prima commissione consiliare presieduta dal consigliere Salvatore Papa di Sud chiama Nord: “Siamo nel regime ordinario dal 2024. Il sindaco in qualità di assessore al bilancio aveva richiesto al mio assessorato di portare una delibera per l’esenzione totale nel 2023. Per il 2024 mi è stato richiesto di portare in giunta una riduzione del 50% per accompagnare la attività lungo quest’anno fino al regime ordinario nel 2025”.
I dehors
Visto il tema, i consiglieri Dario Carbone e Libero Gioveni di Fratelli d’Italia hanno chiesto quale sia la situazione dei dehors. Cicala ha spiegato: “I dehors? Sono già posizionati in maniera corretta, sono quasi sempre nei posti dei parcheggi delle auto e non oltre. Sul marciapiede possono stare al massimo 50 centimetri, non ci può non essere lo spazio per i pedoni. In ogni caso nelle verifiche che stiamo facendo stiamo dando gli strumenti anche per verificare questo aspetto”.
Calabrò (e D’Angelo) contestano la riduzione per tutti
A contestare la riduzione del 50% è stato invece Felice Calabrò, capogruppo del PD, che parla di disparità di trattamento: “Se io a chi ha di più garantisco un’esenzione che invece è legittima solo per chi ha problemi, non garantisco una parità totale. Non sono d’accordo, l’esenzione parziale bisognerebbe darla in base ai ricavi annui. Gli altri, che superano questo eventuale tetto da stabilire, dovrebbero essere onerati e onorati di collaborare al bene pubblico”. E a sostenerlo è anche la capogruppo di Sud chiama Nord, Nicoletta D’Angelo: “Sposo pienamente ciò che ha detto il collega Calabrò”.
Cicala risponde: “Primo passo per incentivare il commercio”
Cicala ha risposto: “Noi vogliamo cambiare il commercio a Messina in ogni forma possibile, dando incentivi a chi vuole investire e non facendo abbandonare l’attività a chi la ha. La nostra attività non si focalizza solo sulle esenzioni, ma ad esempio vogliamo tracciare una linea di locazione per i locali sfitti, dando incentivi a chi vuole rientrare. Questi sono benefici per tutti i cittadini, perché le attività che fioriscono portano a dipendenti pagati in maniera migliore, a più lavoro per i cittadini, a una vita migliore. Non sarebbe come premere un bottone capire chi rientrerebbe e chi no, questo è un contributo che va in maniera orizzontale ed è il primo di tanti altri per far rientrare il commercio ai livello delle migliori città del sud”.
Il botta e risposta finale
Una risposta che Calabrò non accetta: “Far beneficiare tutti di questa esenzione, anche chi ha un reddito importante, comporta il rischio del ‘tutti o nessuno’. Ma non funziona così, perché il mancato gettito deve essere poi previsto in bilancio. Ma il bilancio deve passare dal Consiglio e i consiglieri possono fare emendamenti”. E Cicala: “Intanto il gettito aumenterà di 200 mila euro, proprio perché l’hanno scorso c’era l’esenzione totale. Ripeto comunque che la nostra è una visione più ampia, non è la singola esenzione. Per incentivare il commercio vogliamo portare avanti una serie di attività, non solo questa. Non ci piace vedere le saracinesche chiuse, vogliamo fare in modo che non sia più così. Questa strada ci può portare a migliorare l’offerta, aumentando l’appetibilità. Un commerciante che non ha un ritorno non investe”. Lo scontro verbale sembra essere soltanto rimandato a quando la delibera approderà in commissione per la votazione, forse già lunedì prossimo.

E’ una farsa . Sapete bene che i commercianti non verseranno nulla e che il Comune di Messina non ha la capacità di riscuotere i tributi e sanzionare chi non paga, così come avviene per l’evasione di Imu, Tari e acqua.
appare interessante avere una mappa di TUTTI questi dehors, della superficie complessiva degli spazi occupati, su strada e su marciapiedi, e poi dati statistici in cui appaiono suddivisi questi spazi in base alla tipologia dell’esercizio … tanto per capirci : quanto ai bar quanto ai ristoranti e quanto agli altri esercizi …
In base al fatturato è sbagliato, il costo del suolo pubblico, va in base alla misura.
Più che equo ridurre al 50% per tutti.
Non c’entra nulla un criterio per imprese che fatturano meno.
Sarebbe follia pura, anzi disincentivano i grandi ristoranti ad avere uno spazio perché sarebbe sbilanciato il costo.
Niente occupazione suolo niente parcheggi niente Tari per via dell’evasione, niente acqua…ma il comune da dove li prende i soldi per tirare avanti, io non l’ho mica capito.
Ammetto l’occupazione del suolo pubblico solo nelle aree a zona pedonale e non in altri posti. Tutti questi bar e baretti del centro cittadino con le verande “bellavista” non solo hanno occupato il marciapiedi e parte della carreggiata stradale togliendo posteggi per auto, ma mettono pure in pericolo l’incolumità pubblica che dal marciapiedi si è costretti a proseguire in mezzo alla strada, pensa un poco ad una mamma con la carrozzella, a rischio di essere investiti. Questo il comune non lo vede o non interessa?
15 mq di locale e 100 mq di dehors ? giusto uno spazio esterno in base alla superficie interna dell’impresa , no in aree che interessano la viabilità, si in piazze ed isole pedonali, canone adeguato all’eventuale introito percepito dalla sosta a pagamento di auto, anzi dovrebbe esser certamente superiore
Non capisco perché io semplice cittadino devo pagare le tasse senza agevolazioni e i commercianti devono avere gli sconti che oltretutto quando non ci sono controlli occupano anche marciapiedi.
Basarsi sui ricavi per erogare l’esenzione a chi sta sotto una certa soglia sarebbe un criterio che si fonderebbe sulla (diciamo così) precisione delle dichiarazioni dei redditi di tali lavoratori autonomi, precisione (continuo a chiamarla così) che magari potrebbe non essere garantita al 100%.
E tornare a far pagare a tutti tutto il dovuto ?!?!?
Pienamente d’accordo con Calabró, invece di far pagare meno ai ristoratori fate pagare meno tasse a chi ha problemi economici, facendo pagare il 50% di acqua, tari ecc…