La Cisal Fpc ritiene opportuno e necessario un incontro con tutti i lavoratori del Teatro in una assemblea che sarà indetta per l’inizio della prossima settimana presso i locali del Vittorio Emanuele
Un chiarimento sull’equiparazione e l’applicazione del contratto regionale dei dipendenti dell’Ente Teatro, per la definitiva collocazione del personale. A chiederlo, la Cisal Fpc, nel corso di un incontro con il funzionario regionale del Dipartimento Turismo, Sport e Spettacolo.
Era stato il commissario ad acta a stabilire le tabelle di equiparazione per rideterminare la pianta organica e lo statuto ma la sostituzione dell’assessore al ramo ha portato all’ennesimo blocco delle procedure. Ancora oggi, “l’ente vive grazie a soluzioni – afferma Mario Giuffrè, coordinatore di Cisal Fpc – che i vertici adottano con la formula ‘transitoria ed urgente’ ma che, oltre ad incrementare perplessità tra gli stessi lavoratori, rischiano di essere durature e inconcludenti, innescando lotte intestine e lasciando nel limbo i colleghi dipendenti, i precari, la cittadinanza e gli operatori del settore”.
La Cisal Fpc ritiene opportuno e necessario un incontro con tutti i lavoratori del Teatro in una assemblea che sarà indetta per l’inizio della prossima settimana presso i locali del Vittorio Emanuele che vede tre punti all’ordine del giorno: Applicazione contratto Regionale – Equiparazione dipendenti – Futuro dell’Ente Teatro di Messina.
“Si decideranno i punti da inserire nel documento che presenteremo al nuovo assessore nell’incontro fissato a Palermo – conclude Giuffrè – e si deciderà la data che varrà come paletto. Se non si avranno le attese risposte alla vertenza si procederà con una massiccia azione di sciopero e assemblee permanenti coinvolgendo l’opinione pubblica e gli operatori del settore, per rivendicare la dignità di tutti i lavoratori che da anni non vedono riconosciuti i loro diritti in base alla tanto attesa prima equiparazione legge regionale 6/97 e alla mancata applicazione del contratto regionale che doveva essere applicato dalla entrata in vigore della legge 10 del 2000”.

Tutti a fare le “web series”. Non resta che piangere…
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