Teatro antico di Taormina, la norma regionale dopo i diktat di De Luca e la mediazione: "Non sono contento, ma..."

Teatro antico di Taormina, la norma regionale dopo i diktat di De Luca e la mediazione: “Non sono contento, ma…”

Carmelo Caspanello

Teatro antico di Taormina, la norma regionale dopo i diktat di De Luca e la mediazione: “Non sono contento, ma…”

mercoledì 28 Giugno 2023 - 15:22

Presidente irremovibile sui privati che organizzano grandi eventi: "Non saranno tassati". Risorse ai Comuni dagli ingressi nei luoghi della cultura. La reazione del sindaco di Taormina

di Carmelo Caspanello
PALERMO – Sui siti archeologici siciliani, a dire di Renato Schifani, alla fine è passata la linea del governatore e non quella del deputato regionale e sindaco di Taormina Cateno De Luca (nella foto insieme ad una riunione con i deputati di Sud chiama nord di oggi pomeriggio). Di tutt’altro avviso il primo cittadino della Perla dello Jonio, il quale parla di un “compromesso che non lo lascia contento, ma…”. Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha espresso dal canto suo soddisfazione per l’approvazione, da parte dell’Ars, dell’emendamento che consentirà ai Comuni di incassare una percentuale sui proventi della vendita dei biglietti d’ingresso ai siti archeologici situati negli stessi centri. “Una disposizione – sottolinea il presidente – il cui impianto normativo è stato fortemente voluto dal governo, che, invece, come diversamente ipotizzato ha ritenuto di non “tassare” gli imprenditori con una quota del 20% (questa la proposta di Cateno De Luca, ndr) per gli incassi relativi agli eventi organizzati all’interno dei siti archeologici. Una posizione non condivisibile, sia perché avrebbe causato molto probabilmente un trasferimento del costo sull’utente finale, il cittadino, sia perché non si può chiedere al privato di accollarsi il rischio di impresa, se lo sbigliettamento dello spettacolo va male, e tassarlo alla fonte, invece, se va bene. È un principio che stride con chi ha una concezione economica liberista”. La replica del sindaco di Taormina, Cateno De Luca non si è fatta attendere: “Non sono contento – taglia corto – ma accetto intanto il compromesso. E’ un primo passo importante considerato che sulla mia proposta si è aperta una crisi politica alla Regione che rischiava di far saltare la Giunta. Questa mattina ci siamo incontrati nei locali della presidenza dell’Ars con il presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, che ringrazio per la disponibilità. Non sono contento, rimarco, perché sulla questione degli sbigliettamenti legati ai grandi eventi organizzati dai privati non c’è stato nulla da fare. Noi chiedevamo che una percentuale andasse ai Comuni per la garanzia dei servizi, eravamo andati al ribasso anche sulla percentuale al punto che sembrava di essere al mercato. Ma nulla, non c’è stato nulla dare. Dico solo che non ci arrendiamo su quella che per noi è una questione centrale”.
Entrando nel merito della norma, Schifani ha dichiarato che “ha lo scopo di far partecipare i Parchi alla spesa sostenuta dai Comuni per il potenziamento dei servizi di viabilità, sicurezza, decoro urbano, raccolta e smaltimento dei rifiuti, in ragione della pressione turistica generata dall’attrattività dei luoghi di cultura. Nell’emendamento predisposto da Palazzo d’Orleans e votato dall’Aula, comunque, è stata inserita anche la possibilità che i Comuni, dei territori nei quali ricadono i Parchi archeologici, possano usufruire dei siti per un massimo di cinque giorni al mese. Voglio ringraziare – conclude Schifani – i deputati della maggioranza e dell’opposizione che in maniera sinergica hanno contribuito a migliorare il testo originario e il presidente dell’Ars per la conduzione dell’Aula e l’attività di sintesi esercitata”.

De Luca: “Schifani ha preferito gravare sulle casse della Regione piuttosto che toccare i privati”

“Avrebbe fatto meglio il presidente Schifani a tacere – ha chiosato Cateno DeLuca – piuttosto che commentare l’approvazione dell’emendamento proposto da me cercando di giustificare il rifiuto da parte del Governo a tassare gli imprenditori con una quota del 20% per gli incassi relativi ai grandi eventi organizzati all’interno dei siti archeologici. Fino a poco prima di entrare in aula la proposta del Governo che aveva rimodulato il mio emendamento originario presentava più trappole. Innanzitutto – prosegue il leader di Sud chiama Nord – ci siamo trovati di fronte ad una norma dispositiva e non imperativa. Vale a dire che secondo la versione del Governo la Regione poteva, da capire poi in base a quale criterio, riconoscere una percentuale ai comuni che ospitano Parchi archeologici. Abbiamo chiesto con forza che ciò che veniva presentata come una possibilità fosse invece una disposizione non facoltativa. Inoltre il testo del governo prevedeva che ai Comuni poteva essere riconosciuto fino al 10 % dello sbigliettamento a discrezione dei singoli direttori dei Parchi archeologici, abbiamo chiesto e ottenuto il riconoscimento del 15% per tutti i comuni senza alcuna intermediazione. Ed è qui che si è giocata la partita più importante, perché Schifani ha preferito riconoscere un 5% in più scegliendo così di gravare sulle casse della Regione siciliana piuttosto che toccare i privati. La trattativa è stata serrata, sono arrivato a chiedere anche solo il 5% sugli incassi relativi agli eventi organizzati all’interno dei siti archeologici dai privati a fronte della richiesta iniziale del 20%, ma niente. È stato irremovibile e adesso tenta di giustificare l’ingiustificabile. Noi al momento ci accontentiamo del risultato raggiunto perché abbiamo riconfermato intanto un principio, ma non ci arrendiamo. Riproporremo la norma – conclude De Luca – per ottenere il riconoscimento di una percentuale sugli introiti dei grandi eventi alla prossima occasione legislativa”.

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