“Chi è nato prima, il comico o la spalla?” ripropone il tema del confronto generazionale, lo scontro tra innovazione e tradizione, tra dinamismo e metodicità…
Con un’ultima rappresentazione, prima della breve pausa natalizia, la rassegna Espressione Teatro ha voluto dire arrivederci al suo pubblico, il quale, con l’occasione, è stato anche omaggiato di un piccolo presente; un’attenzione, lo sapranno gli affezionati, che il gruppo teatrale Angelo Maio riserva annualmente agli spettatori ed è ormai diventata tradizione.
A caratterizzare la serata, un fuori programma. “U cavaleri Pidagna”, in programma da cartellone, per problemi tecnici è stato infatti sostituito dalla performance di Salvo ed Eduardo Saitta, “Chi è nato prima, il comico o la spalla?”.
La coppia ha ormai alle spalle un’esperienza consolidata in ambito teatrale. Salvo ha voluto introdurre il figlio nel mondo del teatro fin dall’infanzia, instradandolo grazie alle sue competenze e creando, appositamente per lui, ruoli e personaggi che potessero adattarglisi al meglio. Tuttavia, pur assorbendo gli insegnamenti paterni, Eduardo è sempre alla ricerca della sua individualità. Intraprendente e orientato alla sperimentazione del nuovo, si contrappone al padre, più moderato, prudente e meticoloso. Opposti, eppure incapaci di fare a meno l’uno dell’altro, Eduardo e Salvo costituiscono ormai un duo inseparabile. Solo di rado, infatti, appaiono separatamente. Così, anche sulla scena, questa simpatica opposizione ritorna come motivo dominante. Tra uno sberleffo e una riverenza, i buffi siparietti che si innescano tra i due lasciano trapelare una profonda stima reciproca ed il grande affetto che li lega, nella vita come sul palcoscenico. “Chi è nato prima, il comico o la spalla?”, ripropone appunto questo tema. Il confronto generazionale, lo scontro tra innovazione e tradizione, tra dinamismo e metodicità… inevitabile opposizione che esiste dalla notte dei tempi ma che, in questo contesto, trova un ricongiungimento nella consapevolezza che queste forze sono entrambe necessarie, per conservare l’equilibrio. E’ il riconoscimento delle abilità dell’altro, che pure non vuole rinunciare al piacere del battibecco e alle affettuose frecciatine di quest’eterno giuoco delle parti. Al di là dell’indiscussa simpatia dei protagonisti, ad appesantire un po’ la fluidità dello spettacolo interferiva solo la ripetitività di talune scene e un’insistenza un po’ forzata su determinate battute che, se evitata, avrebbe reso l’intero spettacolo complessivamente più gradevole.
Gli spettatori attendono ora la ripresa delle rappresentazioni, il prossimo 10 Gennaio. Previsto in scena lo spettacolo dal titolo “Se devi dire una bugia dilla grossa”, per la regia di Angelo Tosto.
