Arena di Furnari, nonostante il flop d'incassi del 2015 Saija vuole il bis. E aumenta i costi - Tempostretto

Arena di Furnari, nonostante il flop d’incassi del 2015 Saija vuole il bis. E aumenta i costi

Rosaria Brancato

Arena di Furnari, nonostante il flop d’incassi del 2015 Saija vuole il bis. E aumenta i costi

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lunedì 25 Aprile 2016 - 22:09

La programmazione per l'Arena di Furnari 2.0 costerà quasi 1 milione di euro, per 10 spettacoli tra luglio ed agosto. Il progetto ha incontrato il no di alcuni consiglieri del Cda. La questione bilanci e previsioni 2016 causa non poche perplessità, mentre Bruschetta e Renzo stoppano Van Hoecke: "Non si possono avere 3 direttore artistici"

A quanto pare il sovrintendente del Teatro Vittorio Emanuele Antonino Saija, deve essere innamorato di Furnari. Non si spiega altrimenti il perché, nonostante il flop di incassi della stagione estiva dell’Arena di Furnari (leggi qui), nonostante ancora non siano stati approvati il bilancio consuntivo 2015 ed il previsionale 2016, vuol fare il bis dell’operazione, aumentando anche i costi. Finora l’unico bilancio consuntivo 2015 noto alla città è quello mediatico, presentato in conferenza stampa da Saija nei mesi scorsi.

Il sovrintendente punta quindi le sue carte sull’ Arena di Furnari 2.0, unico sito sul quale sembra voler investire rispetto alla diversificazione della stagione 2015. Scommette e rilancia, proponendo un ampliamento della struttura. Resta un mistero il motivo che spinge Saija ad ignorare il Teatro di Tindari e i vari siti di Messina, puntando invece su Portorosa che qualche spesa in più la prevede.

Stavolta però Saija sta incontrando l’opposizione di alcuni consiglieri.

Ad alzare la paletta dello stop, oltre a Totò D’Urso, sono stati i componenti del Cda Giovanni Giacoppo (che ha inviato una nota dettagliata e documentata), e Giovanni Moschella, entrambi assenti alla seduta del 18 aprile. Perplessità sono state sollevate dai direttori artistici Ninni Bruschetta e Giovanni Renzo per quel che riguarda le somme pagate dal Teatro al maestro Van Hoecke, dal momento che l’Ente continua a sostenere oneri senza avvalersi delle prestazioni dell’artista.

LA RELAZIONE DEL SOPRINTENDENTE

L’analisi del trend economico-finanziario dell’Ente riguarda diversi capitoli. In particolare le criticità evidenziate sono due: 1)gli incassi per lo sbigliettamento sono stati inferiori rispetto alle previsioni a causa della riduzione dei posti per via dei lavori che dovevano concludersi ad ottobre 2)l’utilizzo dell’orchestra stagionalizzata che inizialmente prevedeva entrate per 100 mila euro ma che si sono dimezzate. Nell’analisi Saija rileva un elevato costo degli spettacoli della lirico-sinfonica rispetto alla prosa (“molti spettacoli hanno avuto partecipazione di pubblico con spettatori inferiori alle 100 unità”), arrivando ad ipotizzare l’eliminazione della distinta stagione lirico-sinfonica, e la scelta di spettacoli che consentano il prevalente utilizzo degli orchestrali stagionalizzati.

Toni severi per quel che riguarda l’analisi del personale, al punto da ipotizzare forme di assunzione temporanea gratuita di figure professionali in pensione o il conferimento di incarichi stagionali ad indispensabili figure professionali.

Tirando le somme relativamente all’analisi della stagione 2016, le entrate previste sono pari ad 1 milione e 200 mila euro, a fronte di spese previste per 2 milioni 964 mila euro (più del doppio). La differenza però, secondo Saija sarà ridotta grazie ad una serie di entrate, quali ad esempio 200 mila euro di sponsorizzazioni, 100 mila di contributo da Palazzo Zanca e trasferimenti regionali. Cifre che farebbero salire la voce entrate, secondo Saija, a 2 milioni 310 mila euro. Con quest’analisi il disavanzo sarebbe di 653 mila euro. Infine il sovrintendente ritiene che la differenza tra costi e ricavi possa essere ridotta con gli incassi di eventi da realizzare al Palasport di San Filippo, (ipotesi oggi remota) e al Teatro Greco di Taormina, al momento “ostaggio” di diatribe tra il Comune taorminese e la Regione al punto che rischia di saltare la stessa TaoArte.

IL BIS DELL’ARENA DI FURNARI

Alla luce di queste considerazioni la ricetta salvifica di Saija è la riproposizione della stagione estiva a Furnari. Nell’estate 2015, la prima edizione, comportò una previsione di costi di oltre 700 mila euro (compresi i 50 mila euro per l’acquisto del palco), ed un incasso da sbigliettamento pari a 324 mila euro lordi, con 10 mila spettatori a fronte di una previsione di oltre 20 mila. L’ incasso è stato pari a metà dei costi (leggi qui). Nel 2016 Saija punta a ripetere l’esperienza, aumentando sia i costi che il numero dei posti dell’Arena. Tra acquisto spettacoli, noleggio attrezzature, marketing, Siae, quota per il Comune di Furnari si arriva a 834 mila 250 euro. Cifra alla quale aggiungere 188 mila euro per spese d’investimento acquisto attrezzature dell’Arena, per passare dagli attuali 3000 posti ai 4.200.

Totale costi: 1 milione di euro.

Passiamo alle entrate previste per 10 spettacoli: evento di apertura (Fiorello, Ficarra e Picone o Il Volo), Enrico Brignano, Albano, Subsonica, Gigi D’Alessio, Flavio Insinna, Fiorella Mannoia, Clementino, Venditti, De Gregori. E’ previsto, con oltre 29 mila spettatori un incasso netto di 936 mila euro. Cifra alla quale Saija aggiunge 40 mila euro di entrate varie. Stando al calcolo del sovrintendente l’operazione consentirebbe un saldo attivo risicato di 142 mila euro, se le previsioni corrispondessero alla realtà, ma dimentica i 188 mila euro per acquisto attrezzature. Quindi il saldo non c’è. Anche quest’anno verrebbe rinnovato il contratto con la Sud Dimensione servizi.

Con quest’operazione quasi tutti i costi sono a carico dell’Ente, compreso l’anticipo del 10% del cachet (oltre 54 mila euro) agli artisti da pagare entro il 30 maggio.

LE REAZIONI DEI DIRETTORI ARTISTICI E DI GIACOPPO

I direttori artistici Ninni Bruschetta e Giovanni Renzo nonostante la stagione all’Arena di Furnari non preveda neanche una produzione del Teatro ma solo spettacoli che possiamo definire “commerciali”, hanno accolto con favore l’arrivo di Gigi D’Alessio e Albano, ma alzano le barricate sulla lirica per la stagione 2016/2017. “l’impegno sarà volto verso un equilibrio possibile tra prosa e musica in modo che la prosa possa collaborare a compensare i costi della musica”. Un netto no al rapporto con il Maestro Van Hoecke che continua ad essere pagato senza alcuna prestazione artistica “non è opportuno impiegare cifre ingenti per un progetto guidato da un collaboratore esterno. Non sappiamo che tipo di contratto sia stato stilato con Van Haecke ma abbiamo fatto notare che non può esserci un terzo direttore artistico. Se abbiamo obblighi con il Maestro vi preghiamo di individuare un modo per non arrecare danno all’Ente”.

Chi ha letto attentamente la relazione di Saija e non intende sposare un’ Arena Furnari bis è il consigliere Giovanni Giacoppo che ha inviato un’analisi accurata sulla proposta del sovrintendente. La priorità, ricorda l’avvocato, deve essere l’approvazione del consuntivo 2015 e del previsionale 2016. Quanto alle differenze tra costi e ricavi Giacoppo si sofferma su alcune voci di entrate che sono estremamente incerte, come i 100 mila euro che difficilmente Palazzo Zanca, nei guai finanziari, potrà erogare, o i 50 mila euro per l’orchestra visto che la stagione è al termine e non è previsto alcun evento, o i 200 mila euro di sponsorizzazioni, visto che nel 2015 ne sono stati incassati 50 mila. Giacoppo ritiene ottimistica la soglia di 1 milione e 150 mila euro previsti tra sbigliettamento e abbonamenti, per non parlare delle entrate previste dal Teatro di Taormina e dal Palasport, oggi molto incerte. Correggendo queste cifre il saldo negativo tra entrate e uscite non sarebbe di 653 mila come previsto da Saija ma di 1 milione e 200 mila. Sull’Arena di Furnari Giacoppo rileva come il ricavo finale di 142 mila euro si raggiunga addossando totalmente il rischio d’impresa al Teatro.

Quanto alla possibilità di assunzioni temporanee il consigliere invita alla cautela ed all’acquisizione di pareri preventivi dagli organi di controllo. Val la pena ricordare che la Guardia di Finanza, su disposizione della Corte dei Conti entro l’1 maggio ha chiesto l’acquisizione di una serie di atti relativi al periodo 2010-dicembre 2015 (leggi qui). Analoga attenzione Giacoppo suggerisce per le procedure di collaborazione con società esterne e private per l’organizzazione degli spettacoli (con riferimento a SDS) acquisendo pareri attestanti la possibilità di poterle concludere senza attivare la procedura della gara o della trattativa privata.

Rosaria Brancato

2 commenti

  1. Ma chi lo ha messo li?

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  2. Ma chi lo ha messo li?

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