Teatro Vittorio Emanuele. "Gli anni al contrario", dal romanzo di Nadia Terranova

Teatro Vittorio Emanuele. “Gli anni al contrario”, dal romanzo di Nadia Terranova

Redazione

Teatro Vittorio Emanuele. “Gli anni al contrario”, dal romanzo di Nadia Terranova

giovedì 22 Ottobre 2026 - 09:00

Dal 23 al 25 ottobre in Sala Grande

Dal romanzo di Nadia Terranova, il Teatro Vittorio Emanuele porta in scena Gli anni al contrario, con l’adattamento e la regia di Antonino Lo Presti, protagonisti Davide Colnaghi e Isabella Giacobbe.

Un viaggio nella memoria di una generazione che ha vissuto intensamente le trasformazioni politiche e sociali del proprio tempo, tra sogni, ideali, passioni, desiderio di libertà e sete di giustizia.

Sono gli anni delle grandi speranze e delle profonde contraddizioni, delle discussioni politiche, delle lotte di classe e delle utopie. Anni in cui il desiderio di cambiare il mondo si intreccia alle vicende personali, agli affetti e alle scelte che segnano un’intera esistenza.

Ma sono anche gli anni delle disillusioni, dell’arrivo delle droghe pesanti e dell’AIDS, che irrompe nelle vite di tanti giovani lasciando dietro di sé dolore, assenze e domande senza risposta.

Per Antonino Lo Presti, l’incontro con il romanzo di Nadia Terranova diventa qualcosa di profondamente personale.

Nelle sue note di regia racconta come, superate le iniziali perplessità legate all’adattamento teatrale, si sia ritrovato improvvisamente catapultato nella Messina della propria giovinezza, tra persone realmente conosciute, discussioni sulla politica e sul futuro, passioni, sogni e utopie condivise.

Il romanzo diventa così anche un’occasione per ripercorrere un tempo vissuto, ritrovare volti e ricordi, confrontarsi con le speranze e le ferite di una generazione.

Eppure, oltre il dolore e le disillusioni, resta uno sguardo rivolto al futuro.

La figlia dei protagonisti assume, nella lettura del regista, un significato che va oltre la speranza: rappresenta la continuità dell’esistenza attraverso il ricordo, la possibilità che le nostre storie continuino a vivere nella memoria di chi viene dopo di noi.

È proprio questa riflessione a dare al racconto una dimensione universale, capace di parlare non soltanto a chi quegli anni li ha vissuti, ma anche alle generazioni successive. «È nella memoria di chi ci ricorda che continuiamo a esistere.»

Repliche:

23 e 24 ottobre | ore 21:00
25 ottobre | ore 17:30
Sala Grande – Teatro Vittorio Emanuele

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