Telefonate private da Palazzo Zanca: udienza preliminare per l’ex assessore Santalco e il padre Benito

Telefonate private da Palazzo Zanca: udienza preliminare per l’ex assessore Santalco e il padre Benito

Telefonate private da Palazzo Zanca: udienza preliminare per l’ex assessore Santalco e il padre Benito

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martedì 22 Maggio 2012 - 18:43

L'assessore Carmelo Santalco è indagato dalla Procura per peculato ed appropriazione indebita. Queste le ipotesi di reato scoperte durante le indagini dell'inchiesta che il 4 dicembre 2011 ha portato all'arresto del padre Benito

L’assessore comunale all’e government, Carmelo Santalco indagato nell’inchiesta giudiziaria nell’ambito della quale il 4 dicembre 2011 è stato arrestato il padre Benito con l’ipotesi di reato di concussione si dovrà presentare insieme al genitore il 29 maggio davanti al gup Maria Teresa Arena per l’udienza preliminare.
La vicenda per la quale l’assessore è finito sul registro degli indagati non ha comunque alcuna relazione con quella che ha portato ai domiciliari l’ex presidente provinciale del patronato Ente assistenza sociale per gli artigiani. Però indagando sulle presunte minacce ad un dipendente del sindacato da parte di Benito Santalco i Carabinieri avrebbero ravvisato delle responsabilità penali a carico dell’assessore della giunta Buzzanca.
Le ipotesi di reato contestate a Carmelo Santalco, dal sostituto procuratore Stefano Ammendola, sono peculato ed appropriazione indebita. Gli investigatori misero sotto controllo i telefoni dell’assessore e scoprirono che dagli apparecchi di Palazzo Zanca partivano molte telefonate private quindi non di tipo istituzionale. In particolare, secondo l’accusa, nel giro di soli quattro mesi sarebbero state accertate telefonate a numeri privati e siti internet per un totale di circa 500 euro. Per le due ipotesi di reato di appropriazione indebita e peculato il sostituto procuratore Ammendola aveva chiesto al gip Massimiliano Micali gli arresti domiciliari per Carmelo Santalco. Il gip però ha rigettato la richiesta restrittiva.
Quanto al padre Benito Santalco, che da sabato si trova ai domiciliari nella sua abitazione, sarà interrogato venerdì prossimo a Palazzo di Giustizia dal gip Micali. L’ex assessore e consigliere comunale è accusato di aver costretto per cinque anni un ex dipendente del patronato Easa a versare 250 euro al mese ad un altro lavoratore in nero dello stesso sindacato.

Un commento

  1. puzza di bruciato 22 Maggio 2012 20:02

    Lo vogliamo capire che quando si elegge un rappresentante del popolo, il medesimo deve essere l’esempio e l’orgoglio dei propri elettori. Da anni appena eletti, specialmente se figli d’arte, si sentono intoccabili e onnipotenti… Se hanno sbagliato devono pagare; anche se il valore del “sottratto” equivale a un mandarino….

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