Inserita nel programma triennale delle opere pubbliche insieme alla Scicli - Gela, a tre rotatorie a Patti e allo svincolo di Gioiosa Marea
Lo sanno bene i catanesi e anche i messinesi che si muovono da e per il capoluogo etneo e soprattutto da e per l’aeroporto. Da Acireale a Catania, e a volte anche da Giarre, si creano lunghe code che rischiano di far saltare impegni lavorativi o viaggi in aereo, tanto che spesso è necessario partire da casa molto prima.
In futuro, forse, non sarà più così. Il presidente del Consorzio per le Autostrade Siciliane, Filippo Nasca, ha disposto l’avvio delle attività necessarie all’inserimento nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche e alla successiva fase di progettazione della realizzazione della terza corsia sull’autostrada A 18 Messina – Catania, nel tratto terminale a sud, “da Acireale o da Giarre, vedremo come si svilupperà la progettazione” – spiega Nasca.
Più probabile da Acireale che da Giarre
La sostenibilità del progetto si scontrerà inevitabilmente con la complessa morfologia del territorio etneo. Se l’allargamento a tre corsie nel tratto tra Acireale e la barriera di Catania appare tecnicamente fattibile grazie a un’orografia più regolare e priva di gallerie significative, l’ipotesi di estendere l’intervento di altri 10 chilometri (20 in entrambe le direzioni) fino a Giarre solleva perplessità ingegneristiche ed economiche. Quel segmento autostradale è infatti caratterizzato da continui saliscendi, gradoni lavici e viadotti alti nati per superare i valloni che dal vulcano scendono verso il mare; opere che richiederebbero ricostruzioni o raddoppi strutturali dai costi elevati. È quindi probabile che i successivi livelli di progettazione, nel fare i conti con i budget reali e con l’effettivo flusso di traffico, ridimensioneranno le ambizioni iniziali, limitando la terza corsia ai soli 7 chilometri (14 in entrambe le direzioni) compresi tra Acireale e Catania Nord, l’imbuto più grosso della tratta dove l’opera risulta al contempo necessaria e realizzabile.
Le altre opere
Con una nota indirizzata al direttore generale del Consorzio, il presidente ha richiesto l’attivazione di tutti gli adempimenti propedeutici alla programmazione e alla progettazione di questa e altre tre opere: 1) il completamento dell’asse autostradale A18 Siracusa-Gela, attraverso la realizzazione della tratta compresa tra Scicli e Gela (ma mancano anche 11 km tra Modica e Scicli, progettati ma non finanziati); 2) la realizzazione di tre rotatorie allo svincolo di Patti, lungo l’asse viario di collegamento tra il casello autostradale, il centro urbano e l’Autostrada A20 Messina-Palermo; 3) la realizzazione dello svincolo di Gioiosa Marea lungo l’Autostrada A20 Messina-Palermo.
L’inserimento delle opere nella programmazione triennale costituisce il primo passo verso la definizione dei relativi percorsi progettuali e la successiva individuazione delle risorse necessarie alla loro realizzazione.
«Si tratta di infrastrutture attese da anni e di interventi strategici per il futuro della mobilità siciliana – ha dichiarato il presidente Filippo Nasca –. L’obiettivo è avviare con tempestività le attività necessarie affinché queste opere possano entrare concretamente nel percorso di programmazione e realizzazione, dando risposte alle esigenze dei cittadini, dei territori e del sistema produttivo regionale».

