Poca politica e molto "curtigghiu"? Dopo i comizi finali, arriverà il silenzio da mezzanotte. Canzoni, feroci scontri, post infuocati, foto ritoccate e video andranno in archivio
MESSINA – “Ecco, la musica è finita/ Gli amici se ne vanno/ Che inutile serata…”. Sì, sta finendo. La campagna elettorale si chiude oggi con i comizi finali di quattro candidati sindaci su cinque. E poi da mezzanotte il silenzio. Si spera. Il silenzio prima del voto 24 e 25 maggio. Ma che campagna elettorale è stata? E cosa rimarrà, sul piano delle emozioni, di questa contesa o “sciarra” all’ultimo voto?
Canzoni, situation commedy, video e tanti scontri social
I social l’hanno fatta da padroni. Canzoni, feroci scontri personali, post infuocati, dirette Facebook, foto ritoccate e video hanno dominato, con molti veleni. A prevalere, oltre ad alcuni più o meno esilaranti siparietti, sono stati gli attacchi personali. Contrasti che spesso attengono all’ambito degli interessi e delle antipatie/simpatie, piuttosto che alla sfera prettamente politica. In generale, poca politica e molto “curtigghiu” (pettegolezzo), insomma.
Cosa ci mancherà di più? Il buongiorno con granita e brioche di Basile, le dirette mattutine di De Luca in pigiama o il tormentone di Scurria “Qui Marcello”, con il “Qui Matilde” (Siracusano) e “Qui Carlotta” (Previti)? Le gag tra Antonella Russo e Alessandro Russo (“non risponde mai al telefono”), l’impegno anche social di Sciacca o i video di Valvieri?
Il tutto sempre preferibile ai livori e alle battute al vetriolo tra avversari/nemici e loro supporter. Da questo punto di vista non rimpiangeremo la campagna elettorale. E, per terminare con una nota leggera, da non dimenticare lo scontro canoro De Luca/Scurria. Al classico “Terra d’amuri” del “poeta” e “menestrello” De Luca, sostenitore di Basile – “Sicilia mia, Terra d’amuri, di suli e di mari, si giri ‘u munnu tu nun na trovi/ Sta terra ricca di ciuri e d’aranci, cu veni ca nun sa po scurdari” – ha risposto il candidato sindaco del centrodestra. Così il tormentone “Qui Marcello” è diventato anche una canzone: “Vogliamo fatti e non parole, in men che non si dica lui arriverà e tutti i problemi risolverà/ Quindi dillo a Marcello/ Dillo a Marcello/ Dillo a Marcello”.
Da mezzanotte che prevalga il silenzio.
Buon voto a tutti.
Foto del Municipio dalla pagina Fb del Comune di Messina.

Messina ha perso una buona occasione.
Non vincerá il migliore….vincerá il “meno peggio. ”
Tra qualche anno se ne ri-parla.