I nomi coinvolti nell'inchiesta della Gdf sulle discariche non autorizzate
Materiali di risulta da costruzione di ogni tipo: è ciò che il GiCo della Guardia di Finanza ha trovato a Messina, Pace del Mela e Villafranca Tirrena negli otto siti utilizzati dalle tre aziende finite sotto la lente dell’inchiesta sfociata ieri nelle misure cautelari per traffico illecito di rifiuti. Nel dettaglio la Gip Ornella Pastore ha autorizzato la sospensione per 12 mesi dalle attività imprenditoriali di Salvatore Antonino Imbesi, amministratore unico della Pro.Co.Ge.Im. di Barcellona e legale rappresentante della Venuto e della Venuto Antonino; obbligo di dimora per la madre Tindara Venuto e l’obbligo di firma per barcellonese Salvatore Tindaro Imbesi, infine sei mesi di sospensiva per Fernando Plicanti (Palermo) e Giuseppe Serro (Alcamo), che operavano alla tracciatura dei rifiuti certificando il corretto smaltimento. Sono difesi dagli avvocati Francesco Chillemi, Carlo Autru Ryolo e Giovanni Cicala.
Gli altri indagati, chi sono
Insieme alle persone per le quali sono scattate le misure cautelari chieste dalla Procura e autorizzate dalla Giudice dopo gli interrogatori di garanzia, nell’indagine figurano altre 18 persone il cui ruolo è ancora al vaglio degli investigatori. Si tratta di: Santina Barbera, Salvatore Scarcella, Tindaro Impalà, Michele Bitto, Carlo Giovanni Inferrera, Giuseppe Bellinghieri, Antonino Pitale, Giuseppe Costa, Carmelo De Luca, Gaetano De Luca, Rosaria Cipriano, Giovanni Alesci, Michele Aurelio Crisafulli, Marco Giovanni Mataffesi, Adriano Torre, Domenico Torre, Emanuele Genovese, Marianna Calderone.

