Truffa Ue, 23 indagati a UniPa. Nomi e dettagli

Truffa Ue, 23 indagati a UniPa. Nomi e dettagli

Alessandra Serio

Truffa Ue, 23 indagati a UniPa. Nomi e dettagli

mercoledì 01 Aprile 2026 - 13:11

Accertamenti sul progetto Bythos, tra i partner il Comune di Lipari. Tutti gli indagati

Palermo – La Procura Europea ha avviato un accertamento sull’uso dei fondi destinati ad alcuni progetti con capofila strutture d’ateneo dell’Università di Palermo. L’ipotesi è di truffa all’Ue e i pubblici ministeri Fery Ferara e Amelia Luise stanno valutando i ruoli di 23 tra docenti, ricercatori ed imprenditori.

Protagonisti e progetti di ricerca

Al centro della discovery c’è il professor Vincenzo Arizza come direttore del dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche di UniPa, e responsabile scientifico dei progetti Bythos e Smiling, e Antonio Fabrizio, amministratore – e secondo gli investigatori titolare di fatto – delle associazioni Progetto Giovani e Più Servizi Sicilia. La notizia emerge perché la Procura Europea ha fatto ricorso al Riesame chiedendo l’emissione di misure cautelari per 17 dei 23 indagati, misure che il giudice aveva negato per difetto di esigenze cautelari pur in presenza di gravi indizi – tra la richiesta della Procura il provvedimento del giudice è passato più di un anno.

Spese gonfiate per truffa all’Ue

Truffa aggravata, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione e falso materiale le ipotesi contestate a vario titolo dopo i controlli sul programma scientifico Bythos, che vede tra i partner il Comune di Lipari. In estrema sintesi secondo la Procura sono state rendicontate spese per acquisto attrezzature e attività di ricerca mai effettivamente sostenute o gonfiate.

Un ricercatore ha parlato

Uno dei ricercatori, ascoltato dagli investigatori durante le indagini, svela i retroscena di un ordine di materiale da circa 80 mila euro, materiale mai arrivato in ateneo. La versione del ricercatore è che il professor Arizza ha chiesto loro di sostituire le etichette ai materiali di una precedente ricerca, apponendo quelle appositamente realizzate con gli estremi del progetto Bythos. Così rendicontato, quel materiale sarebbe stato finanziato come acquistato ex novo mentre era già in possesso dell’ateneo. Al vaglio della Procura anche i lavori assegnati al figlio del professor Arizza e, di contro, l’aggiudicazione alla società di Fabbrizio del progetto Smiling.

Tutti i nomi degli indagati

Insieme al professor Arizza e a Fabrizio, di Canicattì, sono indagati Alberto Di Maio, legale rappresentante di Bioimmun srl e agente di commercio per Gesan Com srl, il mazarese Mauro Cudia, rappresentante legale della Gesan Com e della Gesan Production, la mazarese Sonia Cudia, socia della Gesan Com, e la palermitana Stefania Fanara, rappresentante legale della Associazione Più Servizi Sicilia. Richieste cautelari respinte anche per la palermitana Mirella Vazzana, ordinario allo Stebicef, e la ricercatrice Manuela Mauro, Lucie Branwen Hornsby, docente a contratto dell’Università, Quarto Giovanni Callea, consulente dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e del Distretto turistico pescaturismo e Cultura del mare, Salvatore Ditta, rappresentante legale della Bono Ditta spa Patrizia Diana, professore ordinario dello Stebicef, Aita Vizzini, professore associato dello Stebicef. Indagate anche le imprese Gesan Production di Campobello di Mazara, Bioimmun srl di Palermo, Bono Ditta spa di Campobello di Mazara.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED