Buon 1 Maggio ai lavoratori sottopagati, rassegnati, calpestati, disillusi - Tempo Stretto

Buon 1 Maggio ai lavoratori sottopagati, rassegnati, calpestati, disillusi

Francesca Stornante

Buon 1 Maggio ai lavoratori sottopagati, rassegnati, calpestati, disillusi

domenica 30 Aprile 2017 - 22:49
Buon 1 Maggio ai lavoratori sottopagati, rassegnati, calpestati, disillusi

La crisi economica che ha impoverito i territori e annientato il tessuto occupazionale ci sta portando a credere che non avere diritti sia normale. Storie di tutti i giorni raccontano di contratti al ribasso, stipendi sottodimensionati, carichi di lavoro esagerati. E il peggio è che questa deriva ci appaia naturale. Buon primo maggio in attesa di un lavoro giusto.

Commessa in un negozio di abbigliamento con un contratto part time e uno stipendio da 400 euro al mese. Impiegato in un supermercato che lavora il doppio delle ore che compaiono in busta paga, senza giorno libero e per 800 euro al mese. Segretaria in uno studio che per 500 euro al mese lavora 10 ore al giorno con un contratto a tempo determinato e ovviamente part time. Barista per la stagione estiva, 4 mesi di lavoro con turni di almeno 10 ore al giorno, 900 euro senza l’ombra di un riposo settimanale. Giovani professionisti di ogni settore che vanno avanti a stage, tirocini, gavette infinite e sottopagate per anni. Storie senza nomi perché troppo comuni. Storie che ognuno di noi può ritrovare pensando ad un amico, un conoscente, un fratello. Storie di giovani e purtroppo anche meno giovani, di persone che fanno i conti con quello che c’è e si accontentano. Perché una delle peggiori convinzioni che la crisi economica e il periodo di difficoltà hanno lentamente instillato nelle nostre menti, soprattutto in quelle dei giovani, è che qualsiasi cosa è sempre meglio che niente. Anche perché, purtroppo, sa che se tu lasci c’è già qualcuno pronto a prendere quel posto. Il bisogno di lavoro qui dalle nostre parti è tanto. E approfittare del bisogno è fin troppo semplice. E’ questa forse una delle facce più tristi della disoccupazione, della crisi, del precariato che si è generato: un popolo di lavoratori al ribasso, la cui dignità spesso viene calpestata non principalmente dai datori di lavoro, ma dagli stessi lavoratori che accettano tutto pur di non perdere quella possibilità. Perché di questi tempi, a Messina, in Sicilia, in quasi tutto il sud Italia, non è facile combattere un sistema distorto che ci suona quasi come normale e poi pensare di trovare un altro impiego il giorno dopo. E allora si fanno sacrifici, si accettano paghe e orari che ci stanno facendo tornare indietro nel tempo di decenni, che rischiano di cancellare anni di lotte per i diritti dei lavoratori.

Il Primo Maggio celebra proprio quelle lotte operaie per conquistare il diritto alle 8 ore di lavoro giornaliero. L’Italia poi è stata cambiata dall’autunno caldo del 1969 che scosse tutto il Paese, nel nome di una dignità operaia che chiedeva aumenti salariali, diritti, migliori condizioni di lavoro. Il Primo Maggio ricorda tutto questo. Ricorda che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma oggi, al di là del giorno rosso sul calendario, degli slogan e delle riflessioni di rito, si dovrebbe riflettere sul fatto che i problemi da affrontare stanno diventando molto più profondi di quello che raccontano le cronache. Il lavoro che non c’è sta minando le coscienze, annientando i diritti, sta normalizzando gli stipendi sottodimensionati, il surplus delle ore di lavoro, le ferie non pagate o neanche concesse, i contributi non versati. La crisi e l’impoverimento del nostro territorio ci ha portati a pensare solo all’oggi, cancellando la possibilità di fare progetti, di risparmiare per compare una casa, di mettere su famiglia. Senza pensare che così si annientano i sogni di intere generazioni. Quelle stesse generazioni che ormai hanno messo in conto di fare la valigia e partire per trovare un’opportunità migliore, lasciando nella propria terra la famiglia, gli affetti, le radici. Ci siamo rassegnati anche a questo ormai. E’ diventato normale per i nonni di oggi veder crescere i propri nipoti su Skype, è diventato normale che le mamme insegnino a cucinare ai figli tramite le chat di Whatsapp, è diventato normale rivedersi con fratelli e amici di una vita solo a Natale, a Pasqua e in estate, se va bene. E tutto questo sarebbe anche normale se fosse una scelta. Ma non lo è quasi per nessuno. Ecco quindi che il Primo Maggio dovrebbe anche far riflettere sul diritto di scegliere dove poter lavorare e costruire la propria vita.

Forse poi per questo in città un’esperienza come quella del Birrificio Messina risveglia le coscienze e restituisce speranza. La storia di un gruppo di operai che non si sono arresi, si sono rimboccati le maniche e ce la stanno facendo con le proprie forze, ha appassionato i messinesi e chiunque abbia sentito parlare dei 15 operai/imprenditori forse anche perché ha riacceso la fiammella delle opportunità, delle possibilità, dei sogni, mettendo ko almeno per una volta la disillusione.

E allora dedichiamo questo Primo Maggio a chi non vuole girarsi dall’altra parte e far finta che tutto questo non esista. A chi crede davvero che “il lavoro nobilita l’uomo” piuttosto che impoverirlo. A chi continua a lottare per i propri diritti, come gli ex Servirail che da oltre due mesi sono in presidio a piazza Cairoli per riprendersi quel lavoro che gli è stato scippato e che solo per oggi non saranno in quel banchetto perché non lavorano e non hanno niente da festeggiare. Dedichiamo questo Primo Maggio a chi fa sacrifici tutti i giorni, a chi sta entrando adesso nel mondo del lavoro e sa già che dovrà tirare fuori le unghie per ottenere quello che gli spetta, a chi ha perso il lavoro e non sa come comprare un regalo ai propri figli perché a una certa età ti tagliano fuori. Buona festa dei lavoratori, sperando che davvero arrivi il giorno in cui potremo festeggiare un lavoro vero e dignitoso per tutti.

Francesca Stornante

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12 commenti

  1. sergio indelicato 1 Maggio 2017 07:47

    Bisogna avere il coraggio di dire che le nuove professioni ad esempio quelle create dalla digitalizzazione, impongono una preparazione che stride che la percentuale impressionante di abbandoni scolastici dopo la scuola dell’obbligo, di un numero lauree più basso d’Europa frutto anche di un disagio sociale sempre più ampio. Bisogna avere il coraggio di dire che il posto fisso inteso come stipendio e certezza di assenze totale di responsabilità è terminato. Bisogna avere il coraggio di smetterla di parlare di problemi,tanto li conosciamo benissimo tutti, e cercare di trovare le soluzioni , ognuno facendo la sua parte. Per 40 anni si è venduto il proprio avvenire per un piatto di pasta e ora ci lamentiamo? Ma ne abbiamo il diritto? RIFLETTETE

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  2. sergio indelicato 1 Maggio 2017 07:47

    Bisogna avere il coraggio di dire che le nuove professioni ad esempio quelle create dalla digitalizzazione, impongono una preparazione che stride che la percentuale impressionante di abbandoni scolastici dopo la scuola dell’obbligo, di un numero lauree più basso d’Europa frutto anche di un disagio sociale sempre più ampio. Bisogna avere il coraggio di dire che il posto fisso inteso come stipendio e certezza di assenze totale di responsabilità è terminato. Bisogna avere il coraggio di smetterla di parlare di problemi,tanto li conosciamo benissimo tutti, e cercare di trovare le soluzioni , ognuno facendo la sua parte. Per 40 anni si è venduto il proprio avvenire per un piatto di pasta e ora ci lamentiamo? Ma ne abbiamo il diritto? RIFLETTETE

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  3. L’italia è una repubblica fondata sul lavoro si, ma quello cinese o ad esso assimilabile. Ormai a Messina sono solo un ricordo le produzioni di SMEB, Sanderson agrumaria, i negozi storici di abbigliamento, calzature ecc. ecc. la parola d’ordine (aldilà delle proprie capacità di spesa) è: pagare qualsiasi cosa sempre meno, sia un bene, un servizio un lavoratore perchè accanto a chi vende oggi domani ci sarà un altro che sarà disposto a perderci pur di incassare qualche euro sottraendo clienti al primo facendolo per giunta passare per ingordo per poi magari chiudere bottega comunque . Una spirale che sta facendo perdere dignità al lavoro e che a rotazione sta colpendo tutti.Benvenuti olio tunisino, muratori est-europei,ristoranti a 10€.

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  4. L’italia è una repubblica fondata sul lavoro si, ma quello cinese o ad esso assimilabile. Ormai a Messina sono solo un ricordo le produzioni di SMEB, Sanderson agrumaria, i negozi storici di abbigliamento, calzature ecc. ecc. la parola d’ordine (aldilà delle proprie capacità di spesa) è: pagare qualsiasi cosa sempre meno, sia un bene, un servizio un lavoratore perchè accanto a chi vende oggi domani ci sarà un altro che sarà disposto a perderci pur di incassare qualche euro sottraendo clienti al primo facendolo per giunta passare per ingordo per poi magari chiudere bottega comunque . Una spirale che sta facendo perdere dignità al lavoro e che a rotazione sta colpendo tutti.Benvenuti olio tunisino, muratori est-europei,ristoranti a 10€.

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  5. SERGIO INDELICATO I POSTI CI SONO SOLTANTO CHE I PRIMI I SINDACI NON LI METTONO A DISPOSIZIONE DEI DISOCCUPATI, INVALIDI E ALTRO, PERCHE’ HANNO INTERESSE A SOSTITUIRE GLI IMPIEGATI FISSI CON LE COOPERATIVE. HANNO IL LORO TORNACONTO SERGIO INDELICO E VANNI NON VADO OLTRE PER OVVII MOTIVI CHI HA DETTO CHE OGGI E’ LA FESTA DEGLI OCCUPATI? NO E’ ANCHE FESTA DEI DISOCCUPATI, OGGI E’ L’ANNIVERSARIO DI UNO CHE SI E’ FATTO LA CARRIERA, OVVERO UN PEONES CHE OGGI E’ MORTO. GIUSTIZIA E’ FATTA.

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  6. SERGIO INDELICATO I POSTI CI SONO SOLTANTO CHE I PRIMI I SINDACI NON LI METTONO A DISPOSIZIONE DEI DISOCCUPATI, INVALIDI E ALTRO, PERCHE’ HANNO INTERESSE A SOSTITUIRE GLI IMPIEGATI FISSI CON LE COOPERATIVE. HANNO IL LORO TORNACONTO SERGIO INDELICO E VANNI NON VADO OLTRE PER OVVII MOTIVI CHI HA DETTO CHE OGGI E’ LA FESTA DEGLI OCCUPATI? NO E’ ANCHE FESTA DEI DISOCCUPATI, OGGI E’ L’ANNIVERSARIO DI UNO CHE SI E’ FATTO LA CARRIERA, OVVERO UN PEONES CHE OGGI E’ MORTO. GIUSTIZIA E’ FATTA.

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  7. MI HA DETTO UN MIO CONOSCENTE VECIO ALPINO REDUCE DI GUERRA CHE ALL’ATTO PREPARATORIO DELLA COSTITUZIONE, AVEVANO INSERITO NEL PRIMO ARTICOLO DEL PROGETTO DELLA COSTITUZIONE LA SEGUENTE FRASE: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E’ IL GARANTE. IMMEDIATAMENTE E’ STATA TOLTA, PERCHE? HANNO CAPITO CHE DOVEVANO COMPLETARE IL PRIMO ARTICOLO CON LA SEGUENTE FRASE, L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SULLE RACCOMANDAZIONI SCHIFOSE.

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  8. MI HA DETTO UN MIO CONOSCENTE VECIO ALPINO REDUCE DI GUERRA CHE ALL’ATTO PREPARATORIO DELLA COSTITUZIONE, AVEVANO INSERITO NEL PRIMO ARTICOLO DEL PROGETTO DELLA COSTITUZIONE LA SEGUENTE FRASE: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E’ IL GARANTE. IMMEDIATAMENTE E’ STATA TOLTA, PERCHE? HANNO CAPITO CHE DOVEVANO COMPLETARE IL PRIMO ARTICOLO CON LA SEGUENTE FRASE, L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SULLE RACCOMANDAZIONI SCHIFOSE.

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  9. Bisogna avere la coscienza e la coerenza di non scontarsela sempre con quelli di prima, è fare i conti con i governi attuali.
    Ho sempre avuto idee di sinistra ma le mie idee si scontrano con i governi di sinistra degli ultimi anni. Tagli ai pensionati, tartassamento dei lavoratori, nessun progetto valido di lavoro per i giovani, cinquantenni tagliati fuori dal lavoro. Grossi finanziamenti alle banche, investimenti di miliardi al nord, nulla al sud ect.ect. Vanni, ormai solo pochi comprano nei negozi. La maggior parte degli italiani sono così poveri che comprano abbigliamento usato nei mercati. Gli italiani si vestono con i rifiuti del mondo. Siamo ridotti male. Gli ultimi governi hanno massacrato l’Italia.

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  10. Bisogna avere la coscienza e la coerenza di non scontarsela sempre con quelli di prima, è fare i conti con i governi attuali.
    Ho sempre avuto idee di sinistra ma le mie idee si scontrano con i governi di sinistra degli ultimi anni. Tagli ai pensionati, tartassamento dei lavoratori, nessun progetto valido di lavoro per i giovani, cinquantenni tagliati fuori dal lavoro. Grossi finanziamenti alle banche, investimenti di miliardi al nord, nulla al sud ect.ect. Vanni, ormai solo pochi comprano nei negozi. La maggior parte degli italiani sono così poveri che comprano abbigliamento usato nei mercati. Gli italiani si vestono con i rifiuti del mondo. Siamo ridotti male. Gli ultimi governi hanno massacrato l’Italia.

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  11. Carissima dott.ssa Stornante, ha dimenticato di mensionare i contratti part time dove gente lavora a 30/40 km di distanza da casa per 2/3 ore al giorno (sulla carta)…
    E ce ne sarebbero da elencare….purtroppo la colpa per questi “contratti” che lei ha mensionato é dei principalmente dei commercialisti, che giustamente pagati dai datori di lavoro, trovano tutti gli escamotage per fare questi tipi di contratto…
    Perché al momento dell’assunzione mettono le parole in bocca ai poveri operai che si devono accontentare e senza fiatare.
    Poi é anche di chi va a fare i controlli perché si bevono tutto quello che gli dicono, consapevoli delle infinite “balle” che gli operai sono costretti a raccontare per tenersi il lavoro.

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  12. Carissima dott.ssa Stornante, ha dimenticato di mensionare i contratti part time dove gente lavora a 30/40 km di distanza da casa per 2/3 ore al giorno (sulla carta)…
    E ce ne sarebbero da elencare….purtroppo la colpa per questi “contratti” che lei ha mensionato é dei principalmente dei commercialisti, che giustamente pagati dai datori di lavoro, trovano tutti gli escamotage per fare questi tipi di contratto…
    Perché al momento dell’assunzione mettono le parole in bocca ai poveri operai che si devono accontentare e senza fiatare.
    Poi é anche di chi va a fare i controlli perché si bevono tutto quello che gli dicono, consapevoli delle infinite “balle” che gli operai sono costretti a raccontare per tenersi il lavoro.

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