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Ufficializzazione informale per Occhiuto? In Calabria, Regionali-rebus

Mario Meliadò

Ufficializzazione informale per Occhiuto? In Calabria, Regionali-rebus

sabato 12 Giugno 2021 - 18:48

Frena il coordinatore regionale di Fi, Mangialavori: manca l'ok. Intanto neanche il centrosinistra, affascinato dall'ipotesi-Falcone, ha fatto chiarezza

S’è tenuta a Vibo Valentia non si sa esattamente cosa.
Sì, lo sappiamo, non è un bell’inizio per uno scritto giornalistico. Potenzialmente, dovremmo scrivere che è stata ufficializzata stamattina la candidatura alla Presidenza della Regione per il centrodestra del capogruppo forzista alla Camera Roberto Occhiuto. Ma, per strano che possa apparire, siamo costretti a infilarci un condizionale curioso, e però grande quanto una casa.
L’ufficializzazione è stata infatti informale: un ossimoro bestiale, ma a queste latitudini ci siamo ormai abituati. Ecco perché la “vera” notizia – non strettamente di oggi – è che in Calabria la politica è un rebus.

Corsi e ricorsi storici

Nella primavera 2019, l’allora sindaco forzista di Cosenza Mario Occhiuto era “partito in quarta” con la presentazione della sua candidatura. Certo, si sapeva che qualche avviso di garanzia pendeva su di lui. All’esplodere della “grana” piazza Bilotti, il centrodestra traccheggia. L’ufficializzazione da parte degli alleati non arriva mai. Morale della favola: a fine 2019 anziché Occhiuto viene candidata la sua vice Jole Santelli, coordinatrice regionale azzurra.
Già diversi mesi fa, il Pd aveva pregato il vicepresidente (ed ex presidente) del Consiglio regionale Nicola Irto di “scendere in campo”. Dopo qualche resistenza, Irto aveva accettato. Ma i mesi passavano, e l’impegno del partito su scala regionale e nazionale sembrava davvero flebile. E anche qui, l’ufficializzazione non arrivava mai. Proprio per questo siamo già a due volte che Irto – in modo differente – annuncia il “gran rifiuto”. Non proprio alla Celestino V (Santo che peraltro si festeggia in queste settimane, il 19 maggio), ma perché il segretario pd Enrico Letta gli avrebbe chiesto di farsi da parte. A vantaggio di un candidato differente, che potrebbe essere sostenuto da una coalizione larga che includa Cinquestelle.
Il 18 dicembre scorso, ancòra, Carlo Tansi abbandonava il “tavolo” del centrosinistra per candidarsi solitariamente alla Presidenza. Solo che successivamente esplodeva un amore politico imprevedibile: quello con Luigi de Magistris, con cui andava a formare il TanDem. Salvo optare per due rotture nel giro di poche settimane: l’ultima, recente, definitiva. Il Movimento Cinquestelle, poi, dilaniato dalle scissioni nazionali – e da “non amori” locali –, fin qui fa la figura della bella statuina.
In Calabria, la politica è un rebus. (Appunto). E visto il silenzio di vari forzisti e di tutti gli alleati, a molti non è parsa “blindata” neanche la candidatura di Roberto Occhiuto (fratello di Mario, peraltro). Tanto più che un pattuglione leghista nicchiava, facendo capire che il Governatore reggente Nino Spirlì non era poi così fuori dai giochi.
Almeno fino a un paio di giorni fa, quando il leader nazionale leghista Matteo Salvini ha detto con chiarezza che in Calabria la scelta tocca a Fi. E nelle stesse ore s’è appreso che sabato 12 giugno sarebbe stato il giorno giusto. Il giorno dell’ufficializzazione della candidatura di Occhiuto (Roberto, appunto).

Da Vibo con furore

Stamattina, Roberto Occhiuto s’è presentato sorridente alla scalinata “della Cerasarella”, a Vibo. Se vogliamo, anche un omaggio al coordinatore regionale del partito, il giovane senatore Giuseppe Mangialavori. Insieme a lui tutti i consiglieri comunali di Fi e i rappresentanti dell’Amministrazione di centrodestra, in testa il sindaco Maria Limardo. «La campagna elettorale sarà avvincente – ha affermato tra l’altro Occhiuto –. Utilizzeremo questi mesi per preparare il progetto di cambiamento, quella “bella Calabria” che è possibile: e lo dimostreremo all’intero Paese. E ripartiremo dalla Sanità: i calabresi devono avere gli stessi diritti di tutti gli altri italiani, ma bisogna scrivere la parola “fine” sul commissariamento». Ha poi aggiunto il capogruppo berlusconiano alla Camera che «i mesi con Jole Santelli presidente sono stati straordinari: la nostra sarà un’esperienza in continuità con quella pagina di buona amministrazione».
A parte tanti obietti programmatici tutti da verificare – come per qualsiasi coalizione –, un pensiero più squisitamente politico. L’unità assoluta dello schieramento di centrodestra c’è: «La candidatura – ha fatto notare il deputato di Fi – è sempre stata di Forza Italia. Del resto il centrodestra è unito dappertutto; e in Calabria, lo è stato ancor prima che altrove».

Mangialavori frena

Solo che, pur parlando Occhiuto davanti ai suoi occhi di un «rapporto privilegiato» che esisterebbe con Giuseppe Mangialavori, il coordinatore regionale di Forza Italia ha messo a dura prova il suo self-control. Chiaramente, Mangialavori ha ribadito il rapporto «di stima e unità d’intenti» con Roberto Occhiuto, nell’auspicio di “fare il botto” alle prossime Regionali soprattutto con le liste azzurre. E ha sottolineato che per tutti i vibonesi «dev’essere un grande orgoglio che sia stata scelta proprio questa città per far partire la campagna elettorale».
Però, nei fatti, è stata un’ufficializzazione… informale, come si diceva. E a domanda specifica, lo stesso Mangialavori non ha potuto che ammetterlo.

Giuseppe Mangialavori, coordinatore regionale di Fi

«Attendiamo con fiducia l’ufficializzazione della candidatura per la Presidenza della Regione, che dovrà necessariamente arrivare dai leader nazionali del centrodestra», ha frenato ogni entusiasmo soverchio il senatore. E la kermesse vibonese di oggi? Un incontro «finalizzato all’avvio di un dialogo con i cittadini e le forze produttive e sociali calabresi». Niente ufficializzazione? L’iniziativa «non aveva lo scopo d’anticipare un annuncio che, come da prassi nel centrodestra – ha scandito bene le parole Peppe Mangialavori –, spetta esclusivamente ai segretari nazionali dei partiti» dell’alleanza.

E le sorelle di Jole…

Nelle ore immediatamente successive, però, è arrivata un’altra doccia fredda per Roberto Occhiuto. L’avvocato Sabrina Rondinelli, nell’interesse di Paola e Roberta Santelli – le due legatissime sorelle della compianta Jole –, ha rilasciato una dichiarazione che lascia adito a pochi dubbi. «In prossimità della imminente campagna elettorale per il governo della Calabria» le sorelle di Jole, «sicure d’interpretare le sue volontà, per mio tramite fanno sapere di desiderare che il suo nome non venga utilizzato strumentalmente per tornaconto elettorale».
Questo soprattutto perché, ha fatto sapere la Rondinelli, «sarebbe a nostro avviso offensivo della memoria di Jole intestarsi arbitrariamente parole come continuità – appunto utilizzata da Roberto Occhiuto, ndr – o fare solo annunci e proclami da campagna elettorale». Mentre l’ex Presidente sarebbe stata felice di sapere che vengono effettuate «scelte ispirate al solo bene della Calabria e dei calabresi, immuni da interessi di carattere privato e vari particolarismi che hanno portato solo danno alla nostra amata terra».

Centrosinistra, ipotesi “rosa”

Nel frattempo, dalle parti di Carlo Tansi cresceva l’ipotesi di dare “via libera” a un possibile candidato Presidente donna, come possibile candidato “di superamento” per un centrosinistra allargato. L’indiscrezione prendeva ulteriore corpo anche attraverso alcuni esponenti dell’area-de Magistris, area globalmente tutt’altro che convinta di questa soluzione.

Anna Falcone

Soprattutto perché la donna in questione sarebbe proprio Anna Falcone: la giurista cosentina che lo stesso ex pm di Catanzaro ha individuato quale vicepresidente della “sua” Giunta regionale, in caso di vittoria alle prossime Regionali.
A caldeggiare quest’opzione sarebbe, in particolare, l’ex ministro per il Mezzogiorno Peppe Provenzano, vicesegretario nazionale del Partito democratico. Che non avrebbe ravvisato nel nome di Irto le caratteristiche necessarie per evitare dolorosi sparpagliamenti di consensi fra un centrosinistra “in formato ridotto”, la minicoalizione di Tesoro Calabria e gli alfieri di de Magistris.
Naturalmente, finora quella relativa alla fondatrice del laboratorio politico Primavera della Calabria è poco più di una suggestione. Che però potrebbe presto essere portata al “tavolo” nazionale, da Enrico Letta e Giuseppe Conte. A un rapido sondaggio, tuttavia, pare davvero difficile che la giurista si presti a una “carambola” politica di questo tenore, e che – nel caso – i seguaci di de Magistris, Mimmo Lucano & C. la supportino.

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