Agente di commercio di Palermo bloccato a Villa San Giovanni perché senza Green Pass - Tempostretto

Agente di commercio di Palermo bloccato a Villa San Giovanni perché senza Green Pass

Dario Rondinella

Agente di commercio di Palermo bloccato a Villa San Giovanni perché senza Green Pass

giovedì 13 Gennaio 2022 - 06:55

L'agente di commercio di Palermo, è fermo con la sua auto in attesa di poter ritornare a a casa sua, dopo un viaggio di lavoro a Genova

Fabio Messina, di 43 anni, agente di commercio, palermitano, è bloccato da lunedì agli imbarcaderi di Villa San Giovanni, perché senza Green Pass, in quanto non non vaccinato e per questo motivo non può rientrare a casa sua. L’uomo, come dicevamo, è fermo con la sua auto in attesa di poter ritornare a Palermo, dopo un viaggio di lavoro a Genova.

La notte l’agente di commercio dorme in un sacco a pelo, preferendolo alla propria automobile. A Messina, secondo quanto ha riferito lo stesso interessato, il personale della società che gestisce il traghettamento ha negato anche la possibilità di restare chiuso in auto durante il trasferimento in Sicilia. Nel frattempo il suo avvocato, Grazia Cutrino, del Foro di Trapani, ha presentato ricorso all’autorità giudiziaria per chiedere l’annullamento del divieto di traghettare.

Un fatto che non è passato inosservato al deputato di Alternativa, Francesco Sapia, il quale ha annunciato di aver presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Interno e della Salute. Sapia chiede ai Ministri “quali informazioni dispongano nel merito e rispetto alle condizioni psico-fisiche e di sicurezza del signor Messina e se non intendano assumere con urgenza le iniziative di competenza per consentire l’immediato rientro a casa dell’agente di commercio, che non può essere abbandonato”. A detta del deputato, “appare incomprensibile che lo stesso cittadino non possa tornare a casa, potendosi nella fattispecie adottare, anche con facilità, misure per consentirlo. La vicenda sembra dimostrativa della discriminazione operata dal Governo italiano in manifesta violazione del Regolamento 953 del 2021 del Parlamento europeo e, segnatamente dell’art. 36, secondo cui, in pratica, il possesso di un certificato di vaccinazione che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti-Covid non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione”. Secondo Sapia, inoltre, nello specifico “appaiono anche violati alcuni diritti primari previsti della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, in particolare, , quelli contemplati all’articolo 1, secondo cui la dignità umana è inviolabile e deve essere rispettata e tutelata; all’articolo 6, in base al quale ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza; all’articolo 21, che vieta ogni forma di discriminazione fondata, tra l’altro, sulle convinzioni personali, e all’articolo 45, secondo cui ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”.

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