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Un giovane imprenditore: “Ecco perchè la giunta De Luca ci sta spingendo a lasciare Messina”

Redazione

Un giovane imprenditore: “Ecco perchè la giunta De Luca ci sta spingendo a lasciare Messina”

martedì 23 Giugno 2020 - 07:52

"Ho 30 anni ed ho deciso d'investire nella mia città, ma le recenti ordinanze mi costringeranno a chiudere"

Di seguito la lettera firmata di un giovane imprenditore messinese danneggiato dalle recenti ordinanze della giunta De Luca.

Sono un imprenditore messinese di 30 anni che ha avuto la fortuna, a seguito di tanti sacrifici familiari, di mettere in piedi un’impresa e di continuare a farla crescere, grazie a progetti sempre più dinamici e ambiziosi che sono mossi dalla volontà di lavorare nella mia città, Messina.

Sarò costretto a chiudere

Purtroppo oggi l’amministrazione di questa città, piuttosto che stimolare noi giovani a crescere, investire e poter vivere nel posto dove siamo nati e che amiamo, ci sta spingendo sempre di più ad andare via.Le ultime Ordinanze (nello specifico la n.187 del 12 giugno 2020 e la n. 189 del 18 giugno 2020) hanno messo in ginocchio tante attività, come i miei negozi di distribuzione automatica, e li porteranno inevitabilmente alla chiusura dopo numerosi sacrifici e investimenti. Le due Ordinanze sopracitate tendono da un lato, a favorire i locali di grandi dimensioni, dotati di aree esterne e/o posti a sedere e, dall’altro, discriminano ed impediscono ai locali più piccoli, come i miei – o comunque quelli a gestione familiare – di lavorare. Le Ordinanze in questione vietano ai gestori di distributori automatici, come il sottoscritto, di vendere alcolici dalle ore 20 alle ore 8 (precedentemente dalle ore 19 alle ore 8), di fatto danneggiando e penalizzando le piccole imprese che, nello specifico, non essendo dotate ad esempio di aree all’aperto con posti a sedere sono impossibilitate a vendere alcolici e di conseguenza vedranno diminuire il proprio fatturato almeno dell’80%.

Servono controlli, non divieti

Inoltre, secondo la mia personale opinione, vietare il consumo di alcolici sul suolo pubblico porta inevitabilmente ad un assembramento all’interno dei locali; al contrario, favorendo l’asporto, le persone potrebbero disperdersi nelle vie e nelle piazze della nostra città, rispettando il distanziamento sociale che la Legge prevede. L’Amministrazione, infatti, dovrebbe aumentare i controlli da parte delle Forze dell’Ordine ed installare i cestini di raccolta differenziata nelle aree salienti della Movida. Di questi ultimi attualmente la città ne è totalmente sprovvista e siamo noi commercianti a dover offrire ai clienti la possibilità di gettare le lattine o le bottiglie una volta consumate.

Scelte discriminatorie

A tal proposito, ci tengo a rendere noto che nelle ultime cinque settimane Messina Servizi, nelle notti tra sabato e domenica, non ha effettuato nessuna pulizia dei marciapiedi, neanche in una zona nevralgica come la Via Primo Settembre, dove, invece, durante il periodo di Lockdown la stessa manteneva pulite le strade dai rifiuti che venivano abbandonati dai consumatori di tutti i locali.A questo punto mi chiedo se tutto questo non sia pianificato per far ricadere la responsabilità sui gestori dei locali, giustificando l’entrata in vigore di certe ordinanze. L’ultima ordinanza (n. 189 del 18 giugno 2020) appare fortemente discriminatoria nei confronti del Nostro settore, portando di conseguenza un danno economico non quantificabile.

I danni del proibizionismo 2.0

L’attività di distribuzione automatica h24 nasce con l’intento di dare al cliente la possibilità di acquistare autonomamente prodotti, come ad esempio la birra, inserendo la Tessera Sanitaria ai fini della verifica della maggiore età, e di scegliere di consumarli ove si ritenga più opportuno.Alla luce del danno già subito nei mesi scorsi a causa del Lockdown mi auspico che il Vicesindaco Mondello e l’Assessore Musolino possano rendersi conto che il proibizionismo che si sta facendo nelle ultime settimane porterà inevitabilmente alla chiusura di numerose attività della nostra città. Pertanto vorrei che la Nostra Categoria venisse presa in considerazione, al pari delle altre e che il divieto che ci è stato imposto venga rimosso dal momento che per Noi rappresenta un vero e proprio “divieto a lavorare” per i motivi che sopra ho esposto.E’ necessario che l’Amministrazione, nell’emettere Ordinanze, tenga conto di TUTTE le realtà che operano nell’economia della nostra città, che sono fra loro ben diverse ma che meritano tutte la medesima tutela. Nella speranza che questo grido di aiuto possa essere accolto dall’Amministrazione.
Un giovane lavoratore messinese (lettera firmata)

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4 commenti

  1. bonanno giuseppe 23 Giugno 2020 08:38

    quando la smettete di mettere solo piagnistei ???? ……rispettare le regole non e male o no ??….

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    1. Sono anch’io un piccolo imprenditore , non so lei che lavora fa ho abbia fatto comunque noi non siamo piagnistei , forse lei sara pagnottista perchè difendere chi sta logorando infangando una città e lei poverino che come i bravi buddaci non arrossisce neanche di vergogna , io sfortunatamente si !!!!

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  2. Provo molta solidarietà e mi auguro che questa azienda possa restare a Messina. I politicanti che ne sanno?

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  3. Messina è composta per il 56,3% da abitanti con età compresa tra i 41 e gli 84 anni, e quasi il 4% da ultra 85enni! (dati ISTAT) – Pertanto quando i giovani imprenditori esprimono le loro opinioni – non piagnistei – bisogna ascoltarli e fare qualcosa per aiutarli a lavorare.

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