Un manifesto per Torre Faro: "Facciamo rinascere il nostro borgo, ora o mai più"

Un manifesto per Torre Faro: “Facciamo rinascere il nostro borgo, ora o mai più”

Redazione

Un manifesto per Torre Faro: “Facciamo rinascere il nostro borgo, ora o mai più”

sabato 30 Agosto 2025 - 11:00

I comitati Messina 3S e Salviamo Torre Faro all'attacco dell'amministrazione

MESSINA – Il comitato Messina 3S e Salviamo Torre Faro hanno chiamato a raccolta abitanti, commercianti, imprenditori e tutta la popolazione del villaggio per “richiamare l’attenzione su una questione che da decenni affligge” il borgo. I due comitati, infatti, sottolineano come Torre Faro sia un borgo “splendido, ricco di storia, identità e potenzialità” ma anche “abbandonato all’incuria, alla disorganizzazione e a un’amministrazione troppo spesso sorda ai veri bisogni della comunità”.

I comitati: “È tempo di agire per Torre Faro”

“È tempo di agire, insieme – scrivono i due comitati, che poi attaccano l’amministrazione Basile”. Tra le domande “a cui nessuno ha mai risposto” ci sono: “Perché un borgo di pescatori come Torre Faro non ha un porticciolo per le feluche e barche o un’area dignitosa per la vendita del pesce locale? Perché ogni estate ci ritroviamo con piani di viabilità caotici e improvvisati, che penalizzano residenti e attività? Perché nessuno ha mai progettato seriamente la rimozione delle barriere architettoniche, rendendo impossibile la mobilità a persone con disabilità o famiglie con passeggini? Perché non si è mai pensato a creare un vero ‘brand turistico’ di Torre Faro, valorizzando simboli unici come il Pilone, le feluche e la nostra storia? Perché tutti i tentativi di riqualificazione sono sempre stati disorganici, scollegati, senza una visione d’insieme, estetica e funzionale?”.

“Torre Faro sorpassata dagli altri borghi siciliani”

Poi l’affondo: “Così gli altri ci sorpassano. Mentre Torre Faro resta bloccata tra promesse mancate e interventi improvvisati, altri borghi siciliani ci mostrano che un altro futuro è possibile. Realtà come Marzamemi, Scopello, Cefalù, Sampieri e tanti altri hanno investito nella cura del territorio, nell’accessibilità, nella promozione delle loro tradizioni e nella creazione di un’identità turistica forte e riconoscibile. Hanno saputo riqualificare senza snaturare, con scelte condivise tra amministrazioni attive e cittadini consapevoli. Oggi attirano turisti da tutta Italia e dall’estero, creano occupazione, valorizzano la cultura locale. Noi invece restiamo fermi, a guardare”.

La proposta di un bando per trovare proposte per Torre Faro

Infine la proposta per Torre Faro: “Un progetto dal basso, per tutti. Vogliamo lanciare un percorso di democrazia partecipata, concreto e inclusivo. Ecco l’idea: indire un bando pubblico rivolto a professionisti del territorio. Architetti, urbanisti, paesaggisti. Il bando dovrà rispondere ai veri problemi elencati sopra: viabilità, accessibilità, spazi pubblici, pesca, turismo. Ogni proposta ricevuta sarà valutata dai cittadini, che voteranno quella migliore. Il progetto vincente riceverà un premio economico, finanziato tramite una raccolta fondi pubblica. Il progetto sarà donato all’amministrazione comunale, che non avrà più scuse per non realizzarlo: sarà pronto, condiviso e approvato dalla comunità”.

8 commenti

  1. Il solito chiacchiericcio allo stomaco delle persone. Personaggi a caccia di consensi elettorali. Individui che fino a pochi giorni fa erano contrari all’ isola pedonale in centro. Torre Faro comincia a vivere adesso con l’isola pedonale. Bisogna fare di più questo è vero ma non tornare indietro.

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  2. Cittadino sconvolto 30 Agosto 2025 12:08

    …ahi,ahi … Fatevene una ragione…..Torre Faro e’ popolato da persone di esperienza e di alto profilo….ergo….non ha votato, negli anni, questa amministrazione…. Il risultato e’ questa sorta di abbandono….cui e’ condannato il borgo…

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  3. L’idea e meritevole di essere favorevolmente “partecipata”. Sono d’accordo il borgo avrebbe bisogno di essere valorizzato e pubblicizzato magari anche con lo svolgimento di qualche sagra nel periodo di maggior afflusso di turisti che si potrebbe svolgere nello spiazzo sotto il pilone. Vento in poppa magari con una raccolta firme. Si spera in una maggiore visibilità con il prossimo svolgimento dei lavori della strada principale e della piazza dell’Angelo

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  4. Va raso al suolo, per quanto e’ brutto. Un concentrato di cemento che non ha nessuna identita’, nessun pregio architettonico. Basta solo guardare la bruttezza degli orrendi lampioni, della piazzetta attuale, della pavimentazione dissestata, delle brutture presenti ovunque. Va ricostruito, perche’ attualmente nessun turista ci trova nulla di bello.

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  5. Fino a quando si penserà in modo esclusivo alle esigenze di un singolo borgo marinaro e non alla globalità di tutti i villaggi che si affacciano nello stretto, si otterrà assoluta indifferenza se non addirittura avversione , da parte delle altre contrade, nei confronti di Torre Faro che, comunque, nel bene o nel male, sembra essere unico depositario delle attenzioni dell’ amministrazione comunale.
    Non esiste solo Torre Faro. Il resto dei villaggi sono soltanto aree per bagnanti chiassosi e finti lidi. Contemplazione, Pace, Sant’Agata, Ganzirri sono stati mortificati da scelte scellerate che hanno cancellato per sempre il loro spirito marinaro

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  6. Bellissima iniziativa. Mi piacerebbe molto seguirne gli sviluppi. Purtroppo temo che l’amministrazione comunale di scuse per non realizzare il progetto né possa mettere sul piatto molte. Dai “progetti” fallimentari già avviato che probabilmente non vedranno mai la luce (Maxxi e affini), all’enorme incognita del ponte sullo stretto, alla scusa per eccellenza, ovvero la mancanza di fondi. Tuttavia stimo moltissimo chi si impegna in modo attivo per far sentire la voce troppo spesso inascoltata dei cittadini. Vi auguro di avere successo nei vostri nobili intenti.

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  7. Cittadino Attento 30 Agosto 2025 20:44

    Sono i residenti i primi responsabili del degrado con case ammalorate, senza un minimo di amore per il verde e la cura delle proprietà. Vero è che, le Amministrazioni degli ultimi 50 anni, han fatto poco o niente, e quel poco fatto è stato scellerato e ignorante (vedasi quell’orrendo capannone, eliminato di recente, che doveva essere inizialmente l’approdo di una antieconomica “metropolitana marina”, poi riconvertito in squallido locale per ritrovo di anziani). Non soprassiedo sulla pavimentazione lavica sottile, inadatta al passaggio dei mezzi pesanti, come pure sugli orrendi lampioni “minimalisti” completamente fuori contesto architettonico. Se ci avventuriamo nei locali per la ristorazioni, bar compresi, si ha la misura della miseria culturale di chi li gestisce: baracche e ambienti stabili da terzo mondo, alcuni mai seriamente rinnovati. Mi fa ridere il paragone con Marzamemi, Porticello e altri borghi siciliani, dove si è messa la mano in tasca per rendere i luoghi civili ed attraenti. Ultimo esempio, Borgo Parrini (Partinico, PA), non va copiato, ma il colori rendono gioioso l’animo di chi ci vive, oltre alla cura per l’ambiente. Riflettete, anche Chianalea di Scilla ha saputo reinventarsi e rinascere.

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  8. Personalmente ritengo che, vada rinnovato e valorizzato tutto il borgo. Senza più privilegi per i soli residenti – costruzioni e chiusure abusive ??? – e che dire che passeggiando nel borgo si notano stendini di biancheria sia sul marciapiedi che sotto il marciapiede onde evitare di parcheggiare, oltre a vasi di fiori, motocicli e biciclette da rottamare.

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