I vertici dell’Ateneo peloritano non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, ma in un comunicato spiegano: atto necessario era « interruzione di pubblico servizio». Intanto, stamattina, l’incontro organizzato da una rete di associazioni e movimenti si è svolto dinnanzi al cancello dell’Università perché è stato proibito anche l’accesso al cortile
Dal cortile alla strada. I vertici dell’Università di Messina continuano ad osteggiare, senza pentimenti e passi indietro, le iniziative organizzate dal Comitato “Unime in Protesta”. E così dopo aver costretto, ieri pomeriggio, gli universitari ma soprattutto l’ing.capo del Genio civile Civile di Messina Gaetano Sciacca a svolgere il seminario sulla sicurezza del territorio nell’atrio del Rettorato (vedi articolo correlato), stamattina hanno addirittura proibito l’accesso al cortile interno e la conferenza stampa indetta da una rete di associazioni e movimenti si è svolta in strada, dinnanzi al cancello dell’Università , lato via Tommaso Cannizzaro.
Su quanto accaduto ieri, avremmo voluto ascoltare i vertici dell’Università, che però hanno preferito trincerarsi dietro un “no comment”, affidando il loro pensiero ad un comunicato stampa che vi proponiamo integralmente.
«In riferimento alla recente protesta di alcuni studenti – si legge testualmente – si ritiene necessario chiarire quanto segue:
L’aula ex Chimica è stata occupata nel mese di gennaio da uno sparuto gruppo di studenti, 15-20 circa, e 3-4 ricercatori, che si sono autonominati “Unime in protesta”.
Nel corso di questi mesi si è cercato, in numerose occasioni, di richiamare i suddetti studenti all’esercizio del buon senso, essendosi resa necessaria l’aula occupata per le attività didattiche programmate dalla Facoltà di Giurisprudenza ed iniziate nel mese di marzo u.s..
Purtroppo gli appelli sono rimasti inascoltati. La persistenza di una tale situazione anomala ha configurato la interruzione di un pubblico servizio».
«Pertanto – continua il documento- nella giornata di lunedì si è fatto ingresso nell’aula suddetta, trovandola in uno stato di avanzato degrado, tanto da dover richiedere una pulizia straordinaria. Non può sfuggire il fatto che il ripristino delle normali funzioni istituzionali è un obbligo primario dell’Amministrazione Universitaria anche se non può essere confuso con l’idea che venga impedito l’esercizio della democrazia. In un luogo pubblico il libero dibattito è consentito nella misura in cui il luogo prescelto non sia deputato, come nella fattispecie, ad altre funzioni essenziali della Istituzione pubblica».
Al di là delle motivazioni addotte dall’Ateneo per giustificare la scelta di “cacciare” gli studenti dall’aula, quello che colpisce è che nel documento non ci sia nemmeno un accenno di scuse a Sciacca, invitato dagli universitari quale rappresentante di un’importante Istituzione cittadina.
Ma torniamo all’incontro di stamattina. Alla conferenza stampa hanno partecipato l’Arci Territoriale messinese, rappresentato dalla presidente Carmen Cordaro, avvocata; il Cesv – Centro Servizi per il Volontariato di Messina, con il presidente Antonino Mantineo, docente universitario; il Museo del fango, rappresentato da Gabriella Raffa; le associazioni “Piccola Comunità Nuovi Orizzonti” e “Terra e Cielo” di Messina; la Rete No Ponte, rappresentata da Massimo Camarata e da Luigi Sturniolo.
Per il Movimento Unime in protesta sono intervenuti alla Conferenza stampa gli studenti Claudio Risitano e Marco Letizia.Nel corso dell’incontro, ha espresso il suo sostegno al movimento anche Daniele David per l’area Lavoro e Società della Cgil di Messina.
«Oggi abbiamo assistito a un atto di prepotenza gravissimo da parte dei vertici dell’Ateneo, che ci hanno impedito di incontrare la stampa nell’atrio dell’Università centrale», hanno evidenziato Mantineo, la presidente dell’Arci Carmen Cordaro, Gabriella Raffa e Massimo Cammarata e Luigi Sturniol.o
«In questi mesi – hanno continuato – gli studenti di Unime in protesta, nel segno della proposta culturale e sociale, hanno realizzato un programma fitto di seminari, cineforum, lezioni di docenti, convegni di studi, mostre e dibattiti aperti a tutta la cittadinanza, nel nome della democrazia e della partecipazione, aprendosi alle proposte e agli incontri promossi da molte altre realtà cittadine, dall’Arci al Cesv, dall’associazione “Nuovi Orizzonti” al Museo del fango, solo per fare degli esempi. Si tratta di un patrimonio prezioso per l’intera comunità, da valorizzare e non da sopprimere, nello spirito dello Statuto universitario. L’Università di Messina non può chiudersi nei confronti di una realtà giovanile capace di diventare interlocutore fondamentale nel confronto pubblico democratico».
Dal canto loro, gli studenti di Unime in protesta Claudio Risitano e Marco Letizia hanno denunciato «il silenzio assordante delle istituzioni” e hanno chiesto, ancora una volta, un «confronto pubblico con i vertici dell’Università» per affrontare il problema, ribadendo che le iniziative culturali e sociali del movimento, già programmate fino al mese di maggio, continueranno comunque, senza arrendersi «a questa ingiustizia». (Danila La Torre)
Foto di Dino Sturiale
Cliccando in basso le interviste video con i protagonisti della conferenza stampa
