Fa il pieno l’Orum, che conquista seggi ovunque (due al Senato Accademico). Fuori dal Csasu Giovani Universitari. L'Unione degli universitari ha denunciato ai carabinieri irregolarità durante le operazioni di voto
E’ terminato intorno alle due di questa notte lo spoglio delle elezioni universitarie per il Senato Accademico, i Cda di Ersu e Università e il Csasu, quasi dodici ore dopo la chiusura delle urne nelle facoltà. Confermati la maggior parte dei pronostici della vigilia, con l’Orum che fa il pieno conquistando almeno un seggio in tutti gli organi superiori (due al Senato). Fuori dallo Csasu Giovani Universitari. (ER-DLT).
Di seguito l’elenco completo degli eletti:
SENATO ACCADEMICO
Antonio De Moro (Orum)
Federica Mulè (Orum)
Francesco Antonuccio (Giovani Universitari)
Gabriele Laganà (Nettuno-Acui)
CDA UNIVERSITA’
Dario Agnello (Orum)
Danilo Merlo (Giovani Universitari)
Giuseppe Figliomeni (Nettuno-Acui)
CDA ERSU
Carmelo Ravidà (Orum)
Ivan Cutè (Giovani Universitari)
Francesco Bruzzaniti (Nettuno-Acui)
CSASU
Alessandro Feminò (Orum)
Francesco Cavallaro (Nettuno-Acui)
Sulle elezioni appena concluse interviene l’Unione degli universitari, che ha deciso di denunciare ai carabinieri irregolarità durante le operazioni di voto.
«Durante le votazioni a scrutinio segreto- si legge nella denuncia- potevamo notare un gruppo di studenti appartenenti all’associazione Giovani Universitari che distribuivano all’interno dei seggi dei volantini dando ad alta voce indicazioni sui cadidati da votare e sulle modalità di voto.Già nei giorni immediatamente precedenti all’apertura dei seggi – continua il documento- l’Udu aveva avvertito un clima pesante, per via di una campagna elettorale contrassegnata da accordi di potere fra i piccoli notabili delle associazioni studentesche e dalla generale apatia di gran parte degli studenti, spinti al voto non tanto da un bisogno di partecipazione democratica e di libera espressione delle proprie idee quanto piuttosto da un’antica abitudine al clientelismo e ad una politica fondata sui piccoli, banali favori personali».
«Ci chiediamo -riflette l’ UdU- perchè all’università non ci possa essere una sana competizione basata su programmi politici, discutendo di ciò che và o non và all’interno delle rispettive facoltà. Invece tutto si riduce ad una gara vinta dicendo agli studenti: -questo è amico di…. quello è amico di…- Beh noi non potremmo mai collaborare con associazioni che hanno come cultura fondamentale il clientelismo».
