Nonostante i fatti degli ultimi giorni, gli studenti non perdono di vista la manifestazione nazionale del 12 dicembre ed organizzano nuovi dibattiti
E tra mille polemiche, vecchie e nuove, c’è chi non vuole perder-la- di vista. Sempre lei quella legge Tremonti-Brunetta 133/2008, che aleggia minacciosa sulle Università italiane. Ottobre e parte di novembre sono stati mesi di grande fermento, di proteste e manifestazioni, sia locali che nazionali, di okkupazioni, di scioperi e di chi più ne ha più ne metta.
Ora però l’attenzione si è spostato su qualcosa di diverso, più o meno grave a seconda dei punti di vista. Tutto questo però non ferma quegli studenti che rimangono convinti dei rischi che la legge 133 può creare a danno delle realtà accademiche e, proprio per questo, in vista dell’ultima grande manifestazione, almeno per l’anno, prevista il 12 dicembre, -ricominciano- con incontri ed assemblee per non far calare l’attenzione sul problema.
Il primo è fissato per venerdì 28, a piazza del Popolo, in pieno centro città, con inizio alle ore 17. Un’occasione in cui, così come recita il volantino, «Lavoratori, studenti e precari si ritrovano uniti nella lotta- per dire no alla legge 133 , allo smantellamento dello stato sociale, ai tagli alla ricerca e ricordando poi che scuola, sanità e istruzione sono beni comuni» .
Un invito quest’ultimo che già la scorsa settimana hanno rinnovato la Cgil con una due giorni di incontri, seminari, dibattiti e concerti tenuti presso la sede del Cnr nella zona Falcata, e -Unimeribelle- che nel fine settimana appena passato ha animato il plesso centrale dell’Ateneo con le -Notti Bianche-.
Foto Dino Sturiale
