Lo assicura il preside Gattuso. Intanto, però, gli studenti denunciano disagi e disservizi e chiedono «il rimborso totale della tassa d’iscrizione e l’esenzione dal conguaglio»
Quarantuno esperti provenienti da tutta Italia prederanno presto possesso, probabilmente già da lunedì prossimo, delle cattedre della Facoltà di Scienze Matematica e Fisiche naturali lasciate vacanti dai ricercatori in protesta contro la riforma Gelmini.
Lo assicura il preside Mario Gattuso, il quale – raggiunto telefonicamente – ci spiega che la selezione, avvenuta attraverso apposito bando di concorso scaduto lo scorso 31 marzo, ha visto numerose adesioni e che proprio ieri – dopo il Consiglio di facoltà tenutosi il 6 aprile – sono stati affidati gli incarichi. «Molti neo-docenti – sostiene il preside – hanno già firmato e ad altri firmeranno nei prossimi giorni, per cui presumo che già da lunedì i corsi possano riprendere regolarmente».
Gattuso è conscio dei disagi vissuti nel primo semestre di quest’anno accademico dagli studenti, che in questi mesi hanno spesso lamentato i numerosi disservizi legati ad un’attività didattica praticamente inesistente.
L’ultimo grido “disperato” è di ieri pomeriggio, prima quindi della notizia fornita oggi dal preside Gattuso ma non per questo anacronistico visto che i disagi sono ancora in atto, e giunge attraverso un comunicato firmato dai ragazzi dell’UDU (Unione degli universitari). «A Messina – scrivono gli studenti di Scienze mm. ff. nn – la prima lezione avrebbe dovuto tenersi circa sei mesi fa, ma arrivati a Marzo le attese si sono dimostrate vane. I ricercatori sulle cui spalle si reggeva tutta l’attività didattica privati delle risorse attraverso cui fare ricerca, da settembre stanno giustamente protestando, lanciando un segnale forte con il blocco delle lezioni.
Circa il 60% dei ricercatori sono fermi e 41 corsi non sono mai iniziati, di cui 18 solo nel corso d’informatica».
Da settembre ad oggi, dunque, niente lezioni e soprattutto niente esami, il che significa – come segnalato dalla responsabile dell’UDU Daria Lucchesi – che molti studenti sono, loro malgrado, entrati nella poco ambita schiera dei “fuori corso”.
Alla luce dei disagi patiti, i ragazzi dell’UDU «chiedono con forza il rimborso totale della tassa d’iscrizione e l’esenzione dal conguaglio, per quanti non hanno usufruito del servizio didattico».
