Studenti di Scienze politiche impossibilitati a tenersi informati: da due anni sospeso l’acquisto dei quotidiani

Studenti di Scienze politiche impossibilitati a tenersi informati: da due anni sospeso l’acquisto dei quotidiani

Studenti di Scienze politiche impossibilitati a tenersi informati: da due anni sospeso l’acquisto dei quotidiani

venerdì 25 Febbraio 2011 - 09:57

L’UDU ha avviato una raccolta firme per chiedere di ripristinare il ‘servizio’ precedentemente offerto e di poter autogestire gli scantinati

Gli studenti di Scienze politiche,da oltre due anni , non possono più leggere i quotidiani in Facoltà.

In seguito al trasferimento da via Tommaso Cannizzaro all’attuale sede in via Malpighi, Scienze politiche non ha più lo spazio “emeroteca”ed è stato soprattutto sospeso l’acquisto dei quotidiani e delle riviste destinate alla libera fruizione degli studenti.

La denuncia arriva dall’Udu (Unione degli Universitari), che ha dato il via ad una raccolta di firme per il ripristino della emeroteca, per la libera fruizione dei quotidiani e per l’utilizzo, come spazi autogestiti, degli scantinati oggi usati come depositi.

Il sindacato studentesco definisce «una conquista, quella dei quotidiani e della emeroteca nella facoltà di Scienze politiche fondamentali per studenti di discipline che hanno a che fare con l’attualità e la politica, che venne ottenuta nel 1994 grazie al Collettivo unitario di base che si era autotassato per l’acquisto di quotidiani e riviste da mettere a disposizione di tutti gli studenti, poi istituzionalizzata dal Consiglio di facoltà».

«Avere i quotidiani o riviste di politica internazionale a disposizione in una facoltà di Scienze politiche – scrive l’Udu in un comunicato- è la cosa più normale, come del resto avviene in tutta Italia. Non si capisce perché a Messina non possa essere così. Le studentesse e gli studenti della facoltà – si legge ancora nel documento- sentono il bisogno di esprimere il proprio dissenso per la privazione di tale servizio ritenendo che costituisca una lacuna e la lesione di un diritto fondamentale per l’intera collettività universitaria».

Le firme raccolte dall’Udu saranno consegnate al preside della facoltà Andrea Romano.

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