Conti in ordine nonostante i tagli del Ministero; aree di eccellenza nella ricerca; un’opera di internazionalizzazione sempre più proficua; politiche sociali in favore degli studenti svantaggiati e dei pendolari: secondo il rettore, l’ateneo peloritano ha più di una ragione per essere orgoglioso
L’ultima conferenza stampa del rettore Francesco Tomasello risaliva al 26 luglio 2010. Da allora sono trascorsi sei lunghi mesi, durante i quali il Magnifico ha assistito silente a quanto accaduto fuori e dentro l’Ateneo peloritano: i nuovi sviluppi delle inchieste giudiziarie che lo vedono protagonista; la mobilitazione dei ricercatori e degli studenti messinsesi contro la riforma Gelmini; la trasformazione in legge del ddl; ed altri fatti sui quali il rettore,in questi mesi, non è mai intervenuto, rimanendo in disparte, nell’ultimo periodo forzatamente a causa di motivi personali che lo hanno portato fuori da Messina per qualche settimana .
Ma il Tomasello che ritroviamo in questo inizio del 2011 è più battagliero ed orgoglioso che mai. Orgoglioso soprattutto dei risultati ottenuti nell’ultimo anno dall’Università di Messina. Secondo quanto da lui stesso dichiarato nel corso dell’incontro con la stampa che si è tenuto questa mattina nell’Aula del Senato accademico , il primo motivo di vanto riguarda i conti: «il bilancio consuntivo 2010 – ha affermato – si è chiuso in pareggio, anzi – si è immediatamente corretto- con 2 milioni di euro di avanzo». Buone notizie anche dal bilancio previsionale 2011 – approvato proprio ieri dal Senato – che riesce a tenere in piedi tutte le attività istituzionali nonostante il contenimento imposto dai tagli governativi .
Anche nell’anno in corso – ha spiegato il rettore – saranno ad esempio garantite:« le borse di dottorato e assegni di ricerca per un importo superiore ai 7,5 milioni di euro;gli oneri per il personale tecnico-amministrativo ; gli impegni per i professori a contratto nel secondo semestre del corrente anno accademico (oltre 300.000 euro che si aggiungono ai 300.000 del primo semestre come stabilito dal C.d.A); i servizi agli studenti che coprono, tra l’altro, i trasporti gratuiti, i contratti per studenti part-time, la mobilità Erasmus e i rimborsi delle tasse per circa 1,5 milioni di euro; l’incremento dei fondi (200.000 euro) per garantire, tramite il CINECA, un ottimale processo di informatizzazione delle carriere degli studenti; il rispetto degli impegni per gli accordi internazionali e la previsione di oltre 200.000 euro per convegni e progetti formativi, attività di grande rilevanza istituzionale che dovranno essere selezionate con molto rigore; il finanziamento delle attività di Facoltà e Dipartimenti limitatamente al primo semestre in attesa delle rimodulazioni previste dalle modifiche statutarie richieste anche dalla legge di riforma».
Dopo i numeri ed alcune delle voci inserite nel documento finanziario, nel corso della conferenza stampa, il rettore ha poi “sbandierato” gli altri motivi di cui andare fieri: i progetti di internazionalizzazione, che destinano annualmente ben 25 borse di studio ad altrettanti giovano dottorandi provenienti da paesi extracomunitari; le aree di eccellenza nella ricerca, portata avanti dai nostri studiosi sia in loco che fuori dai confini italiani, conquistando prestigiosi riconoscimenti internazionali; le riforme attuate dall’Ateneo peloritano ancor prima che la legge Gelmini le prevedesse, come ad esempio la proroga del mandato degli organi elettivi per consentire il “traghettamento” verso il nuovo sistema universitario e il Codice etico; ed ancora la convenzione con la Metromare, operativa dal 1 febbraio, che prevede tariffe economicamente più convenienti per gli studenti pendolari del versante calabrese che frequentano l’Ateneo peloritano.
Insomma, a sentire Tomasello, per nulla scalfito dalle vicende giudiziarie, la sua Università ottiene la promozione ed anche la lode.
