Il contratto del direttore amministrativo, la cui scadenza naturale era prevista il 5 ottobre, è stato prorogato di tre mesi. Importanti novità sono emerse anche dal Senato accademico: si va verso il numero chiuso in tutti i corsi di laurea
Pino Cardile(nella foto) continuerà ad essere il direttore amministrativo dell’Ateneo peloritano sino al 31 dicembre 2011.
Come anticipato la settimana scorsa, il Consiglio di amministrazione, tornato a riunirsi ieri pomeriggio, ha discusso la proposta di delibera riguardante la proroga del contratto del direttore amministrativo, che è stata alla fine approvata all’unanimità dai componenti dell’organo di governo. La “collaborazione” di Cardile è stata così prolungata di tre mesi rispetto alla scadenza naturale del contratto, prevista per il 5 ottobre 2011. Una scelta dettata da ragioni di opportunità secondo i vertici dell’Università, in quanto finalizzata a garantire continuità alla direzione amministrativa in attesa della nomina della nuova figura del direttore generale, prevista dalla legge Gelmini.
A proposito della seduta di ieri, va sottolineato che il Cda ha votato senza la componente studentesca: a causa di un ricorso presentato da un candidato al Consiglio d’amministrazione nelle ultime elezioni di marzo, il rettore Francesco Tomasello non ha ancora firmato il decreto di nomina dei rappresentanti degli studenti risultati eletti. Ritardi burocratici che, di fatto, rendono monco l’organo di governo.
Importanti novità sul futuro dell’Ateneo peloritano sono emerse anche dall’altro organo di governo, vale a dire il Senato accademico. Dal prossimo anno – questo è l’indirizzo emerso nel corso della seduta – tutti i corsi di laurea dell’Università di Messina saranno a numero chiuso. Un’ ipotesi questa che non mancherà di suscitare e che comunque dovrà passare al vaglio commissione speciale incaricata di riscrivere lo statuto d’Ateneo, la quale da due mesi si riunisce ogni lunedì pomeriggio.
Sempre in occasione dell’ultima riunione del Senato Accademico è stato deciso di costituire una Fondazione di cui faranno parte sia l’Università che l’Azienda universitaria ospedaliera -Gaetano Martino-. Il nuovo organismo si occuperà della ricerca biomedica e sarà finanziato attraverso i fondi dell’Ateneo e quelli che l’Azienda destina alla ricerca.
