Il coordinatore dell’ Associazione “Atreju e Componente della Commissione per la revisione dello Statuto Cutè e la “senatrice” Mulè (Orum) puntano il dito contro la decisione di limitare l’accesso ai corsi di laurea, assunta dai vertici universitari senza interpellare i rappresentanti degli studenti, ancora fuori dagli organi elettivi
Numero chiuso nelle Facoltà e ritardi nella nomina dei rappresentanti eletti nelle ultime elezioni universitarie sono l’oggetto di due diversi comunicati scritti da altrettanti studenti, “politicamente” distanti ma accomunati da un unico sentimento: un profondo malcontento per le recenti decisioni assunte sai vertici dell’Ateneo.
Ivan Cutè Coordinatore dell’ Associazione “Atreju e Componente della Commissione per la revisione dello Statuto e la “senatrice” (almeno sulla carta) eletta nella lista Orum Federica Mulè intervengono sui due argomenti di cui vi abbiamo dato conto nell’articolo pubblicato ieri (correlato a questo) e che interessano direttamente la popolazione studentesca dell’Università di Messina.
A proposito dell’ ipotesi, emersa in occasione dell’ultima seduta del Senato accademico, di limitare – a partire dal prossimo anno accademico – l’accesso a tutti i corsi di laurea dell’Ateneo, Cutè sottolinea nel suo documento che «una simile decisione debba essere estremamente ponderata ed approfondita attraverso un dibattito con la componente studentesca».
L’ex consigliere d’amministrazione critica aspramente l’atteggiamento dei vertici universitari colpevoli di aver «avviato questa riflessione – o peggio assunto questo orientamento – senza aver neppure interpellato i rappresentati degli studenti che, anzi, sono assenti dagli organi collegiali dell’Ateneo (malgrado siano stati eletti quasi due mesi addietro!) a causa della non corretta gestione delle procedure elettorali da parte dell’Amministrazione Universitaria».
Non è certamente più morbida la posizione della Mulè, eletta nelle ultime consultazioni universitarie membro del Senato accademico ma non ancora insediatasi nonostante «il termine per la presentazione dei ricorsi riguardanti le elezioni era fissato al 28 marzo; non ci sono stati ricorsi riguardati il Senato; e la Commissione elettorale si è già espressa in merito a i ricorsi presentati».
Nel comunicato, la Mulè avvisa che «una volta nominata, chiederà di ridiscutere le delibere approvate in assenza dei rappresentanti degli studenti», soprattutto, neanche a dirlo, la delibera che prevede l’istituzione del numero chiuso per tutti i corsi di laurea dell’Ateneo. « Paradossale risulta il fatto – scrive testualmente – che la componente studentesca, eletta il 3 marzo scorso e non ancora nominata, non abbia potuto partecipare a queste importanti decisioni».
La stessa problematica- fanno notare i consiglieri di Facoltà Mauro Prestipino (Ingegneria), Giuseppe Guarino (Scienze Politiche), Antonio Picciolo (Farmacia), Eliana De Pasquale (Giurisprudenza) Silvia Caruso (Lettere) Maria Cristina De Domenico (Lettere) Fabrizia D’Arrigo (Lettere) – si riscontra per le sedute dei consigli di Facoltà, in cui l’attività procede senza la componente studentesca.
Anche l’associazione studentesca “Ingenium” chiede che la delibera sul numero chiuso per gli studenti sia ridiscussa in Senato accademico alla presenza della rappresentanza studentesca. «Gli studenti non possono – precisano Prestipino e Spadaro, consiglieri di Facoltà di Ingegneria – essere semplicemente informati di una decisione di tale rilevanza senza essere messi a conoscenza delle motivazioni addotte dal Senato nell’ultima seduta».
