Università. Anche i dottorandi contro il ddl Gelmini e gli studenti chiedono di essere il perno del sistema universitario

Università. Anche i dottorandi contro il ddl Gelmini e gli studenti chiedono di essere il perno del sistema universitario

Università. Anche i dottorandi contro il ddl Gelmini e gli studenti chiedono di essere il perno del sistema universitario

lunedì 12 Luglio 2010 - 07:53

In due diversi documenti spiegano la loro posizione in questa delicata fase di cambiamento

Anche i dottorandi e gli studenti messinesi dicono la loro sul processo di cambiamento che interesserà il sistema universitario italiano . Il Ddl Gelmini, attualmente al vaglio del Senato, non poteva infatti lasciare indifferenti due categorie fondamentali del mondo accademico, che in due diversi documenti spiegano la loro posizione sulla riforma voluta dal Governo nazionale, partendo però da due prospettive opposte. Se i dottorandi, infatti, sposano in pieno la battaglia avviata dai ricercatori – i primi a contestare il contenuto del provvedimento legisaltivo – sentendosi parte intregrante di un sistema che rischia di essere stravolto, con risvolti per lo più negativi; gli studenti, rivendicano invece un ruolo centrale nell’ambito del sistema unversitario, che troppo spesso li emargina a causa in un rigido corpotarivismo e dell’assenza di un sereno ed utile confronto con il corpo docente

Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio i due documenti, firmati rispettivamente dal rappresentante dei dottorandi in seno al Senato Accademico, Antonio Centofanti, e dai rappresentanti dell’associazione universitaria -Università Eclettica-.

Come detto, i dottorandi si sentono protagonisti tanto quanto i ricercatori di una protesta che non è e non deve essere di una sola di categoria, bensì di tutte le componenti accademiche. -I ricercatori – scrivono – hanno avuto per primi la forza di sollevare la questione, ma è dovere di tutta la comunità accademica prendere una posizione. I dottorandi guardano a questo DDL con manifesta inquietudine, in quanto si evince chiaramente che vi è un progetto di privatizzazione della Studiorum Universitas: basti pensare che le decisioni del Senato Accademico saranno subordinate al parere del Consiglio d’ Amministrazione, che sarà composto da enti pubblici e privati-.

-La forza del Tempio del Sapere – continua il documento – è stata, è e dovrà essere la piena autonomia, con cui questa Istituzione ha il dovere di formare le nuove classi dirigenti. Il nostro fermento nasce dal fatto che la ricerca in questo paese viene costretta ad inginocchiarsi al cospetto del vile denaro, ciò accade mentre negli altri paesi d Europa ( e non USA e Giappone) le risorse alla ricerca vengono salvaguardate e in alcuni casi incrementate. Noi vorremmo l’abolizione dei tagli, con una visione specifica ovvero che i fondi destinati alla ricerca siano visti come un investimento del paese per il paese e non una voce scomoda del bilancio spese. I tagli prodotti alla ricerca sono mortificanti per tutto il sistema Università. L’ Università senza ricerca può chiudere i battenti con risultati catastrofici. Infine i Dottorandi chiedono che venga stilato un razionale quanto tempestivo piano di reclutamento-.

L’analisi degli studenti parte da motivazioni che scaturiscono dalla necessità di difendere la propria categoria. Nel documento, l’associazione universitaria -Università Eclettica- pone l’accento sull’atteggiamneto contraddittorio assunto da Dottorandi, Assegnisti, Ricercatori, Associati, Ordinari, che da un lato auspicano e e ricercano la partecipazione e l’impegno degli studenti nella battaglia intrapresa contro il Ddl gelmini, dall’altra li ‘snobbano’, evitando il confronto su questioni per loro fondamentali, vale a dire: appelli d’esame, corsi di laurea, congruità dei programmi, qualità della didattica e della ricerca, pubblicazione dei dati relativi alla valutazione della qualità della didattica, crediti formativi, stage, valutazione dei fattori che determinano la definizione del voto di laurea. -Di fronte a queste questioni che incidono fortemente sulla vita degli studenti – scrive Università Eclettica – si registra spesso una certa insofferenza ed una chiusura corporativa e pregiudiziale da parte di settori del corpo docente-. L’ associazione unversitaria -intende lanciare un confronto sul piano dell’efficienza effettiva del sistema- e propone la sua personale ricetta: -ridurre il numero degli studenti fuori corso consentirebbe alle Università di attrarre più finanziamenti, eppure – sottolinea – in alcune Facoltà del nostro Ateneo, si ripete ogni anno il tentativo di ridurre il numero degli appelli d’esame, cosa che rende enormemente più difficoltoso il percorso gli studenti-.

A tal proposito, Università Eclettica annuncia che -sottoporrà in questi giorni all’esame del Senato Accademico il caso cronico della Facoltà di Scienze Politiche che, pur essendo già la Facoltà dell’Ateneo con meno appelli a disposizione degli studenti, sembra avviarsi verso una ulteriore riduzione. Verrà inoltre reiterata la proposta di rendere pubblici i questionari di valutazione del livello della didattica. Non è a nostro avviso opportuno – conclude il documento- limitare il confronto allo stato giuridico e al livello economico dei docenti, ma è necessario prendere in esame con la dovuta serietà tutti gli aspetti del funzionamento del sistema universitario, ricordando che sono gli studenti il perno, il centro ed il fine stesso del sistema formativo-.

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