E sulla destinazione dei locali dell'incubatore di imprese di Papardo al Contraente generale, l'Ateneo peloritano precisa che la scelta spetta a Sviluppo Italia Sicilia, concessionaria dell'immobile dal 2002
Pochi giorni ancora e l’Università degli Studi di Messina firmerà un Protocollo d’intesa con il Contrente generale Eurolink, società di progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, costituita dall’Ati guidata da Impregilo. Secondo fonti autorevoli , la firma verrà messa nera su bianco prima del 15 luglio.
Nonostante le proteste dei no-pontisti, che ieri hanno manifestato al Rettorato (vedi articolo correlato), l’Ateneo pelortitano non torna indietro e rivendica un ruolo da protagonista “nei processi di alta formazione, ricerca scientifica e trasferimento tecnologico collegati alla costruzione dell’imponente opera”.
La sinergia tra Eurolink e l’Università degli Studi di Messina coinvolgerà anche’Università Mediterranea di Reggio Calabria grazie ad “un rapporto di leale e fruttuosa collaborazione tra le due Università dello Stretto”.
L’imminente convenzione con Eurolink – fanno sapere dall’ Ateneno tramite comunicato – non implica un’adesione ideologica all’opera , ma rappresenta un’occasione unica per le professionalità che si sono formate all’Università di Messina ed un volano di sviluppo scientifico per il nostro territorio.
“L’Ateneo di Messina – si legge testualmnte – non è chiamato ad analizzare la questione se essere favorevoli o contrari al Ponte, la cui esecuzione dipende da una decisione governativa.
L’Università di Messina, ha solo espresso con molta chiarezza a tutti i soggetti interessati il proprio orientamento che la destinazione di locali, pur non dipendendo da sue scelte, prevedesse almeno la stipula di un protocollo di intesa che impegnasse gli attuatori a promuovere opportunità occupazionali per i giovani e ricadute di sviluppo tecnologico per il territorio e i laboratori di ricerca”.
Ed a proposito della destinazione dei locali dell’incubatore di imprese di Papardo (nella foto in basso) al Contraente generale – che intende ubicare la propria sede locale – l’Univerità precisa che “che la concessione dell’immobile a Sviluppo Italia Sicilia è stata deliberata nell’anno 2002 e che – sulla scorta di tale intesa – il concessionario può destinare locali alle imprese senza preventive autorizzazioni dell’Università, come è avvenuto nel caso specifico”.
L’incubatore d’imprese del Papardo è infatti uno stabile di proprietà dell’Università concesso in uso a Sviluppo Italia Sicilia, che ha provveduto a completare ed adattare la struttura.
Sviluppo Italia Sicilia, recentemente acquisita dalla Regione Siciliana nell’ambito delle disposizioni della legge finanziaria nazionale del 2007, è l’Agenzia regionale per lo sviluppo economico ed opera a stretto contatto con la Presidenza della Regione Siciliana ed i suoi Dipartimenti per la programmazione e la gestione degli interventi volti a migliorare la competitività del territorio siciliano.
In virtù della collaborazione avviata con l’Università, l’incubatore – che ha esemplari anche a Catania e Termini Imprese – è nato per accogliere imprese specializzate in produzioni hi-tech e spin-off da ricerca provenienti principalmente dall’Ateneo cittadino
Il complesso edilizio all’interno del polo universitario scientifico – che si estende su un’area complessiva di 4.400 mq – è stato finanziato con i fondi resi disponibili dalla legge 208/98 per interventi di promozione, occupazione ed impresa nelle aree depresse e, sino ad oggi, è rimasto inutilizzato.
