Università. La FLC CGIL alza lo scudo in difesa dei ricercatori universitari “indisponibili”

Università. La FLC CGIL alza lo scudo in difesa dei ricercatori universitari “indisponibili”

Università. La FLC CGIL alza lo scudo in difesa dei ricercatori universitari “indisponibili”

lunedì 18 Ottobre 2010 - 07:07

Il segretario generale Pitsorino: «Inaccettabili tutte le forme di pressione nei loro confronti»

«I tentativi di bloccare la protesta dei ricercatori indisponibili ad assumere incarichi didattici per l’anno accademico 20101/2011 vanno rispediti al mittente».

La FLC CGIL di Messina alza lo scudo in difesa degli studiosi dell’Ateneo peloritano, anche alla luce della recente circolare inviata dal rettore Francesco Tomasello ai presidi delle Facoltà dell’Ateneo peloritrano (vedi articolo correlato), nella quale vengono fornite alcune indicazioni per arginare o forse aggirare la mobilitazione dei circa 200 ricercatori messinesi , che – rifiutandosi di svolgere attività di didattica frontale – rischiano di paralizzare interi corsi di laurea in almeno 6 Facoltà (Farmacia, Veterinaria, Scienze MFN, Ingegneria, Lettere ed Economia) .

«La nota di Tomasello – scrive il segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza di Messina Graziamaria Pistorino – cerca di aggirare l’ostacolo che l’indisponibilità dei ricercatori rappresenta per il reale funzionamento dell’Ateneo ed invita i Presidi delle diverse facoltà ad assegnare Crediti Formativi alle esercitazioni, ai seminari, al tutoraggio, facendo rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta».

La Pistorino ricorda che «il Consiglio Universitario Nazionale nella seduta del 15/9/2010 ha approvato la mozione 1445 sull’attività didattica dei Ricercatori in cui richiama con forza la necessità, per l’attribuzione di corsi e moduli didattici, della esplicita manifestazione in forma scritta del consenso del ricercatore, consenso che non può essere sostituito da forme di silenzio/assenso, peraltro non previste dalla legge. Il CUN – si legge ancora nel documento- ha ribadito inoltre l’esigenza ineludibile della corretta individuazione dei compiti didattici aggiuntivi, sottolineando che non è possibile costringere – esplicitamente o implicitamente – i ricercatori universitari a tempo indeterminato a compiti didattici che esulino da quelli definiti dalle norme come “integrativi dei corsi di insegnamento ufficiali”».

Le azioni di lotta contro il Ddl Gelmini, dunque, andranno avanti anche nelle prossime settimane : per il 25 ottobre è stato proclamato un nuovo “sciopero della prima ora”. La FLC CGIL punta ad aprire una grande e partecipata discussione pubblica sul futuro dell’Università Italiana: «innanzitutto – scrive la Pistorino – devono essere ripristinate tutte le risorse necessarie al suo funzionamento, devono costruirsi reali opportunità di carriera per i ricercatori, bisogna dare un futuro alle migliaia di precari che oggi consentono alle nostre Università di funzionare e costruire un sistema di diritto allo studio vero». Obiettivi che – secondo il sindacato – la Riforma al vaglio del parlamento non potrà mai raggiungere in quanto il «Ddl Gelmini non risolve i problemi veri dell’Università italiana ma li aggrava».

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