Università. Incontro con Dacia Maraini: «Il cambiamento culturale unico argine contro la violenza sulle donne»

Università. Incontro con Dacia Maraini: «Il cambiamento culturale unico argine contro la violenza sulle donne»

Università. Incontro con Dacia Maraini: «Il cambiamento culturale unico argine contro la violenza sulle donne»

venerdì 20 Marzo 2009 - 09:57

Si è svolto ieri pomeriggio nell’Aula polifunzionale della Facoltà di Scienze, lo spettacolo “Passi affrettati” di e con Dacia Maraini, che ha diretto e scritto il testo interpretato magistralmente da una compagnia di attori che porta in giro per il mondo cinque storie di donne profanate dalla violenza. Dopo i saluti del Pro rettore Vicario Prof. Giuseppe Calabrò, è intervenuta la Prof. Mariaenza La Torre, Presidente del CPO dell’Università di Messina, che ha proposto alcune suggestioni sul tema dei diritti umani, tema che richiede la vigile attenzione di tutti per saperne riconoscere la lesione, ora evidente, ora celata sotto un velo di apparente normalità.

La Presidente ha spiegato la scelta del Comitato di affrontare la complessa tematica attraverso la magia della rappresentazione teatrale, che è apparsa la strada più diretta per raggiungere il doppio obiettivo di informare narrando e creare un circuito di riflessione e condivisione, base di un rinnovamento culturale. Dacia Maraini ha quindi dissertato su una serie di problematiche, sottolineando la trasversalità della violenza sulle donne, che riguarda tutti i ceti sociali e tutti i Paesi ed è in continuo aumento, come rivelano le statistiche, sebbene molti fatti non vengano denunciati. Non serve, secondo la scrittrice – che pure ha mostrato apprezzamento verso la nuova legge sullo “stalking”- il solo deterrente dell’inasprimento delle pene e delle misure detentive: quello che realmente è necessario per porre un argine al fenomeno è un cambiamento culturale: ed è per questo cambiamento culturale che porta avanti il suo progetto. Alla fine del dibattito gli attori hanno messo in scena le storie, tratte da episodi realmente accaduti e segnalati da Amnesty International, raccontate con pathos narrativo e seguite con partecipe ascolto dal pubblico, che ha lungamente applaudito, concluse dalla voce fuori campo della Maraini.

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