Università. Parla il preside della Facoltà di Scienze Matematiche Gattuso: “Altro che proroga, più opportune le dimissioni”

Università. Parla il preside della Facoltà di Scienze Matematiche Gattuso: “Altro che proroga, più opportune le dimissioni”

Università. Parla il preside della Facoltà di Scienze Matematiche Gattuso: “Altro che proroga, più opportune le dimissioni”

martedì 04 Maggio 2010 - 10:50

Continua a far discutere la modifica dell’articolo 57 dello Statuto. Critiche anche per le modifiche apportate agli articoli 9 e 11, che ridefiniscono le competenze di Senato accademico e Cda

Mario Gattuso, preside della Facoltà di Scienze Matematiche dell’Università degli studi di Messina, viene spesso indicato come uno dei ‘nemici’ del rettore Francesco Tomasello.

Nonostante, infatti, definisca i suoi rapporti con il rettore “formalmente perfetti”, i suoi interventi in Senato accademico – tutti diligentemente raccolti in resoconti non ufficiali pubblicati sul sito http//sites.google.com/site/mariogattuso – raccontano di posizioni spesso divergenti tra i due rappresentanti delle istituzioni universitarie su molteplici questioni.

L’ultimo scontro in ordine di tempo si è consumato in occasione dell’ultima seduta del Senato accademico, chiamato ad esprimersi sulla modifica dell’articolo 57 dello Statuto universitario.

Su esplicita proposta di Tomasello, l’organo di governo universitario ha prolungato di un anno il mandato di tutte le cariche elettive, tra cui quella del rettore. La modifica è stata largamente condivisa dal Senato accademico, che si è espresso con 20 voti favorevoli, 3 astenuti (due studenti e il preside della facoltà di Giurisprudenza, Salvatore Berlingò) e due soli voti contrari. Quello del preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Emanuele Scribano, e quello –appunto- del preside della Facoltà di Scienze Matematiche.

A quattro giorni esatti dalla votazione in Senato abbiamo cercato di capire le ragioni che hanno indotto Gattuso a porre il veto sulla proroga del mandato, di cui anche lui – in qualità di preside – beneficerà.

A precisa domanda, Gattuso vuole, però, prima tornare sulla modifica degli articoli 9 e 11 dello Statuto, che ridefinisce compiti e competenze del Senato Accademico e del Consiglio d’ amministrazione. A tal proposito dice:“ Non riesco a capire la logica di questo provvedimento, considerando che il disegno di legge sulla riforma universitaria, attualmente al vaglio del Parlamento, comporterà la revisione degli Statuti di tutti gli atenei italiani, con direttive precise anche sulle modifiche che dovranno essere apportate ai due organi di governo. Perché, quindi, questa revisione preventiva”?

Quando gli chiediamo cosa contesti esattamente della modifica agli artt. 9 e 11 – votata dal Senato accademico la scorsa estate -Gattuso preferisce non approfondire gli aspetti tecnici, ma allude ad una filosofia perversa che potrebbe arrecare danni al mondo accademico.

Tornando alla modifica dell’articolo 57, Gattuso è convinto si tratti di un provvedimento inutile ed inopportuno: “Se il ddl dovesse essere approvato – dice – serviranno più di 12 mesi per istituire la commissione incaricata di modificare gli atti costitutivi delle Università e seguire tutte le procedure previste dal Miur. E poi – aggiunge – provvedimenti del genere richiedono un confronto democratico e non devono nascere, come accaduto nel caso specifico, da iniziative decise dall’alto”.

La proroga di 12 dodici mesi al mandato del rettore Tomasello – si capisce dal tono di voce e dalle mezze frasi pronunciate – è un boccone amaro per il preside Gattuso, il quale – pur non avendo mai formalmente chiesto le dimissioni di Tomasello in seguito agli scandali giudiziari che lo hanno direttamente coinvolto – non riesce a trattenersi e, senza troppi indugi, afferma: “Sarebbero state opportune”.

La modifica dell’articolo 57, come detto, consentirà anche ai presidi di rimanere in carica un anno in più . Dodici mesi durante i quali Gattuso continuerà una battaglia che persegue con impegno da molti anni: “Dal 2004 – ricorda amareggiato- la Facoltà di Scienze si trova in uno stato inaccettabile. I fondi per la ristrutturazione c’erano, ma sono inspiegabilmente scomparsi. Quando gli chiediamo se le tensioni e gli attriti con il rettore derivano anche dal ‘disinteresse’ nei confronti della facoltà da lui presieduta risponde: “Quando mi toccano la Facoltà divento rigido”. Tuttavia, tiene a precisare: “Forse qualcosa si sta movendo: aspetto nei prossimi giorni la visita del rettore, che si è già impegnato a venire in Facoltà a presentare il progetto di ristrutturazione del polo che ci ospita”.

Tensioni e attriti tra Gattuso e Tomasello si sono registrati, ultimamente, anche su un’altra questione che sta suscitando – fuori e dentro il mondo accademico – insieme polemiche e grande interesse: la ‘rottamazione ‘ dei ricercatori con 40 anni di contributi, forzatamente indotti dai vertici del’Università al pensionamento. Il preside Gattuso è tra coloro i quali hanno sin qui sostenuto la battaglia degli studiosi. Curiosi di sapere se si tratta di una difesa di principio o se, invece, crede davvero che questi ricercatori diano all’Università un apporto scientifico di cui non si può fare a meno, Gattuso risponde: Dietro ogni atto amministrativo ci sono persone e non si possono mandare, improvvisamente e senza spiegazioni , lettere di licenziamento”. Ne fa, insomma, una questione di forma più che di sostanza perché è ovvio che “tra i ricercatori c’è chi produce e chi no; chi dà valido sostegno alla didattica e chi non contribuisce”.

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