I “big” messinesi che si contenderanno un seggio all’Ars - Tempostretto

I “big” messinesi che si contenderanno un seggio all’Ars

Danila La Torre

I “big” messinesi che si contenderanno un seggio all’Ars

lunedì 09 Ottobre 2017 - 04:53

Le porte dei Palazzo dei Normanni si spalancheranno solo per 8 dei candidati in campo. Ancora prima delle preferenze, sarà fondamentale il raggiungimento della soglia del 5% a livello regionale della lista di riferimento

Con la presentazione delle liste è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per l’appuntamento elettorale del prossimo 5 novembre. I siciliani saranno chiamati ad eleggere il nuovo Presidente della Regione ed i 70 deputati che siederanno all’Ars, 20 in meno rispetto alle elezioni regionali del 2012.

Sono in tutto 900 gli aspiranti onorevoli che nelle 9 province si contenderanno un seggio all’Ars. A Messina le liste presentate sono complessivamente 14, ma come noto, ieri mattina il Tribunale di Messina ha escluso “Arcipelago Sicilia” e Noi Siciliani”. Sebbene la lista del candidato Micari abbia annunciato ricorso, al momento i candidati regolarmente in lizza per un seggio sono 92, e non più 108.

Le porte di Palazzo dei Normanni si spalancheranno solo per 8 dei candidati in campo. Conditio sine qua non per poter sperare di entrare nel Parlamento più antico d’Europa sarà il raggiungimento della soglia del 5% a livello regionale della lista di riferimento. Non saranno infatti ammesse all'assegnazione dei seggi le liste che non supereranno lo sbarramento previsto dalla legge.

L’attribuzione dei 70 scranni avverrà nel seguente modo: 62 saranno ripartiti con il metodo proporzionale sulla base delle liste presentate nei collegi elettorali provinciali; 7 scatteranno con il listino del presidente eletto, nel caso in cui questi non raggiunga il 50% delle preferenze; un seggio andrà di diritto al “miglior perdente” tra i candidati presidenti.

In campo, a tentare di conquistare il governo della Sicilia dopo i cinque anni targarti Crocetta, ci sono: il candidato del Movimento Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri; il candidato di centrodestra Nello Musumeci, appoggiato da 5 liste (Forza Italia, “Popolari ed Autonomisti”, Sicilia vera-Unione di centro, Diventerà Bellissima e Fratelli d’Italia-An-Noi con Salvini); il candidato di centrosinistra Fabrizio Micari, che dopo l’esclusione di “Arcipelago Sicilia” può contare sul supporto di tre liste (Pd, Ap, Sicilia Futura); il candidato della sinistra radicale Claudio Fava, sponsorizzato dalla lista “Cento Passi per la Sicilia”; e gli outsider Roberto La Rosa del “Movimento Siciliani Liberi”; Francesco Busalacchi di “Noi Siciliani”, che a Messina non avrà candidati a sostegno perché la lista è stata esclusa; Pierluigi Reale di “Casapound”; e Piera Maria Loiacono della “Lista civica per il lavoro”.

Secondo i sondaggi, la partita si giocherà tra Nello Musumeci – sulla cui candidatura si è ricompattato il centrodestra, almeno sino al giorno delle elezioni – e Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle. Entrambi già candidati alla Presidenza della Regione cinque anni fa. Sempre stando ai sondaggi, il vero avversario da combattere sarà per tutti l’astensionismo, con dati che vanno ben oltre il 50% e sono il chiaro sintomo del forte e crescente sentimento di sfiducia che regna tra gli elettori siciliani.

Non essendo comunque previsto il quorum per la validità della consultazione elettorale i candidati continuano la loro campagna per le regionali senza troppi allarmismi, gli unici a lanciare messaggi anti-astensionismo sono i pentastellati, probabilmente convinti di poter intercettare il consenso di chi al momento non vuole andare a votare magari perché deluso dalla politica e dai partiti tradizionali.

In vista di ciò che accadrà tra qualche settimana, proviamo a capire chi sono, nel collegio provinciale di Messina, i candidati più forti, i “big” che verosimilmente possono aspirare ad andare, o tornare, a Palermo.

Dando uno sguardo alle varie liste, la parte del leone la fa senza dubbio la lista di Forza Italia, dove ben cinque candidati su otto si contenderanno all’ultimo voto un seggio all’Ars: ci sono innanzitutto gli uscenti Santi Formica, che spera nel sesto mandato; Nino Germanà; Bernadette Felice Grasso , quest’ultima inserita anche nel listino di Musumeci. Da non sottovalutare il peso di Tommaso Antonino Calderone, presidente della Camera penale di Barcellona Pozzo di Gotto. C’è poi Luigi Genovese, figlio di Francantonio e nipote dell’uscente Franco Rinaldi, che – come da tradizione familiare – ha messo in campo una macchina elettorale imponente .

Restando nel centrodestra, nella lista “Popolari ed Autonomisti” spiccano i nomi di Roberto Corona, ex presidente della Confcommercio e rimasto fuori dalla politica negli ultimi tempi per via di alcuni guai giudiziari; Pippo Currenti, deputato uscente. In lizza per uno scranno ci sono anche Santo Catalano che ha già avuto una breve parentesi all’Ars e Mario Briguglio, ex sindaco di Scaletta Zanclea.

Nella lista Unione di Centro la lotta sarà tra lo scatenato Cateno De Luca, che fa campagna elettorale per le regionali pensando anche alle amministrative del 2018, ed ha già presentato la sua candidatura a sindaco di Messina; e Saro Sidoti, ex consigliere provinciale che nel 2012 sfiorò l’elezione all’Ars, ottenendo il miglior risultato della lista Udc dopo Giovanni Ardizzone.

Per quanto riguarda la lista Diventerà Bellissima la partita si giocherà tra Ferdinando Croce, da sempre molto vicino a Nello Musumeci e appoggiato dal movimento “Vento dello Stretto”; Chiara Sterrantino, che ha il sostegno dell’ex parlamentare nazionale Carmelo Briguglio; e Giuseppe Galluzzo, ex consigliere provinciale. Vuole sfruttare al meglio l'opportunità della candidatura anche Davide Paratore, che ha l'appoggio pieno dell'ex senatore Mimmo Nania e che già alle regionali del 2012 ottenne 2700 preferenze.

Nella lista Fratelli d’Italia-An-Noi con Salvini, in pole position c’è Elvira Amata , inserita anche nel listino del presidente Musumeci. L’attuale consigliera comunale era in campo per un seggio all’Assemblea Regionale anche cinque anni fa con Grande Sud di Micciché. Porteranno voti ed esperienza politica alla lista anche Pippo Corvaja, ex assessore all’urbanistica di Palazzo Zanca durante l’amministrazione Buzzanca, e supportato dal deputato nazionale Carmelo Lo Monte; e Carmelo Pino ex sindaco di Milazzo.

Spostiamoci adesso nel centro-sinistra, dove il pasticcio della lista Arcipleago Sicilia, presentata con 8 minuto di ritardo e per di più incompleta nella documentazione, ha fatto restare fuori dalla competizione elettorale nomi altisonanti come quello del presidente della Regione uscente Rosario Crocetta, dell’attuale assessore alla cultura Aura Notarianni. Avrebbero voluto giocarsela fino in fondo anche i due ex consiglieri comunali Nicola Barbalace, che già nel 2012 ottenne un ottimo risultato personale e che in questi 5 anni ha svolto incarichi importanti negli Uffici di Gabinetto di alcuni Assessorati; e Tani Isaja, la cui candidatura era inizialmente prevista nella lista del Pd.

A proposito della lista Pd, sono quattro i candidati che si daranno battaglia per entrare a Palazzo dei Normanni: il veterano Giuseppe Laccoto, che ambisce al suo quinto mandato; e i “neofiti”Matteo Sciotto, appoggiato dai renziani della prima ora; Franco De Domenico, sostenuto dalla corrente accademica del partito democratico, con in testa il rettore Navarra; ed Emanuele Giglia, espressione dell’area rappresentata dall’uscente Filippo Panarello.

Nella lista Sicilia Futura, il candidato da battere sarà Beppe Picciolo, che in questi cinque anni,soprattutto componete della commissione sanità, ha gettato le basi per la sua rielezione all’Ars. Spera di farcela anche Marcello Greco, pure lui uscente, ma è quasi impossibile che scattino i due seggi.

La lista AP schiera come capolista Giovanni Ardizzone. Dovrà vedersela con Matteo Francilia, il quale non ha alcuna intenzione di fare la comparsa o il semplice portatore di voti ma vuole dare filo da torcere al presidente dell’Ars uscente.

Nel lista del M5S, ha ottime possibilità di essere rieletta Valentina Zafarana, che in caso di vittoria di Cancelleri potrebbe prendere uno dei sette seggi distribuiti con il listino indipendentemente dal risultato personale.

Nella lista “Cento Passi per la Sicilia” il capolista è il candidato presidente Claudio Fava. Al suo fianco, tra i compagni di squadra che dovranno portare voti alla lista, sperando che scatti il 5% , ci sono il consigliere comunale Maurizio Rella, espressione di sinistra Italiana; Giuseppe Grioli, ex segretario cittadino del Pd e ai tempi molto vicino a Francantonio Genovese; e Ketty Bertuccelli, appoggiata dal Movimento “Cambiamo Messina da Basso”.

Tutti i candidati avranno uno scoglio comune da superare: lo sbarramento del 5% della lista con la quale giocheranno la competizione elettorale. Superato l’ostacolo, a fare la differenza sarà il numero di preferenze ottenute ed in alcuni casi, come abbiamo visto, sarà scontro tra titani. Nelle prossime settimane, dunque, la battaglia elettorale si farà sempre più dura. La poltrona all’Ars è comoda e fa gola a tutti.

Danila La Torre

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2 commenti

  1. Da far venire la pelle d’oca…………………………………………

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  2. considerando che la maggior parte dei giovani siciliani per trovare lavoro sono costretti a emigrare, prima di andare a votare vi invito a leggere questo articolo preso da un giornale del nord, perchè ci riguarda e parecchio http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/10/09/news/non-si-affittano-alloggi-a-meridionali-e-stranieri-1.15965546?ref=hfmppdea-1

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