Smantellate le vecchie travi in cemento armato. Operai e macchine da palificazione in azione per completare l'opera entro il 30 aprile
MESSINA – Il cantiere dell’ultimo tratto della nuova via Don Blasco accelera e cambia volto. La fase di demolizione può dirsi definitivamente archiviata: il vecchio “viadottino” Portalegni è stato rimosso e al suo posto è iniziata la fase della ricostruzione strutturale.
Dal cantiere
In un’area di cantiere ormai sgombra dai detriti del vecchio impalcato, domina la scena una grande perforatrice idraulica (una Mait), utilizzata per le trivellazioni profonde. Questa macchina è fondamentale per la posa delle nuove pile che dovranno affondare nel terreno per garantire stabilità alla futura struttura.
Gli operai specializzati sono impegnati nelle operazioni di taglio e messa in sicurezza delle armature metalliche residue. Equipaggiati con imbracature e cestelli elevatori, i tecnici stanno preparando i punti di appoggio dove poggerà la nuova campata in acciaio da 40 metri. La pulizia dell’area sopra l’alveo del torrente è ormai completata, permettendo una visione chiara del tracciato che riunirà finalmente i due tronconi della via.
Tecnologia sismica e acciaio
La scelta progettuale segna un netto distacco dal passato. Se il vecchio ponte poggiava su pesanti travi in cemento, la nuova struttura sarà a campata unica, realizzata interamente in acciaio. Questa soluzione non solo risponde ai più moderni standard antisismici, ma garantisce una maggiore “luce” sopra il torrente Portalegni, migliorando il deflusso idrico in caso di forti piogge. La carreggiata sarà inoltre più ampia, permettendo il transito fluido su due corsie di marcia.
La volata verso il 30 aprile
Con l’inizio delle trivellazioni, l’obiettivo è confermare il cronoprogramma originario. Nonostante i rallentamenti dovuti al necessario coordinamento con Rfi per la sicurezza dei binari limitrofi, la data del 30 aprile rimane il traguardo per l’apertura definitiva dell’arteria.
Una volta completate le sottostrutture, l’impalcato d’acciaio verrà varato in tempi rapidi. Gli ultimi passaggi tecnici riguarderanno la stesa dell’asfalto speciale “fuso”, noto per la sua resistenza all’usura, e l’installazione di sensori e telecamere di ultima generazione. Questi ultimi sistemi saranno collegati a una centrale di monitoraggio per sorvegliare in tempo reale il livello del torrente, garantendo che l’opera sia non solo un polmone per il traffico, ma anche un presidio di sicurezza idrogeologica per la città.



