Vikram Sedona interprete d’eccezione del Concerto per violino di Beethoven

Vikram Sedona interprete d’eccezione del Concerto per violino di Beethoven

Giovanni Francio

Vikram Sedona interprete d’eccezione del Concerto per violino di Beethoven

martedì 20 Maggio 2025 - 14:40

Con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Corelli, l'associazione "Bellini" ha concluso la sua eccellente stagione musicale

L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, integrata da alcuni docenti, anche quest’anno ha proseguito nella proficua collaborazione con le associazioni musicali della città, in questo caso l’Associazione V. Bellini, la quale ha concluso sabato scorso la sua eccellente stagione musicale.

La collaborazione permette ai giovani studenti del Conservatorio messinese di esibirsi con affermati artisti in campo internazionale. Inoltre li mette di fronte ad alcuni grandi capolavori della musica, e tutto ciò è sicuramente fondamentale per contribuire alla loro crescita musicale.

In questa occasione, l’ospite d’onore è stato il celebre, anche se giovanissimo, violinista Vikram Sedona, già ospite al Palacultura nel 2022, in occasione della visita in città del Presidente Mattarella, ove eseguì il Concerto per violino di Cajkovskij, mentre la direzione dell’orchestra è stata affidata al Maestro Francesco Ommassini, già molto apprezzato a Messina in occasione della direzione di “Cavalleria rusticana” al Teatro Vittorio Emanuele.

Il presidente della Associazione Musicale V. Bellini ha salutato e ringraziato il pubblico, (non troppo numeroso, per la verità, complici le belle giornate di fine stagione, ma forse anche la finale del torneo di tennis di Roma con Sinner protagonista) dichiarandosi decisamente soddisfatto della stagione musicale appena finita, per poi chiamare sul palco per un intervento di saluto il vice direttore del Conservatorio Corelli, il Maestro Aversa.

Programma interamente beethoveniano quello proposto dall’Orchestra del Conservatorio, che ha iniziato, insieme al violinista Vikram Sedona, col celeberrimo Concerto per violino e Orchestra in re maggiore Op. 61., Larghetto; Rondò: Allegro

Il primo movimento “Allegro ma non troppo” dell’unico concerto che Beethoven ha dedicato al violino ha dimensioni davvero monumentali (dura circa 27 minuti, più degli altri due movimenti messi insieme) ed inizia con l’esposizione da parte dell’Orchestra dei temi – ben cinque, uno più bello dell’altro – attorno i quali si sviluppa l’intero movimento. Di seguito il violino e l’orchestra si alternano ad eseguire i temi, in un armonioso insieme, ove un tema sembra scaturire naturalmente dal precedente, e la ripresa di alcuni di questi è talora geniale e commovente. I giovani orchestrali non hanno sfigurato nell’affrontare questo monumento della musica sinfonica, certamente stimolati dallo straordinario violinista solista, che ha regalato un’interpretazione intensa, ed inoltre impeccabile dal punto di vista tecnico, come, ad es. la splendida e difficile cadenza finale. Ottima la direzione del Maestro Ommassini, equilibrata e raffinata, con ineccepibile scelta dei tempi.

Nei movimenti successivi, Il “Larghetto” e il conclusivo “Rondò: Allegro”, l’atmosfera si stempera e si rasserena, terminando in modo gaio e luminoso questo capolavoro.

La seconda parte è stata dedicata all’esecuzione della Sinfonia n. 1 in do maggiore Op. 21 di Beethoven. Composta nel 1800, all’età di trent’anni, la Sinfonia risente ovviamente delle influenze dei suoi grandi maestri, Haydn e Mozart, ma già si intravvede qua e là la personalità di Beethoven, come ad es., nell’”Adagio molto” che precede l’”Allegro con brio” del primo movimento. Chiaramente ispirato a Mozart l’Andante cantabile con moto”, mentre nel “Minuetto. Allegro molto e vivace” Beethoven si distingue già notevolmente dai suoi predecessori: il brano, infatti, dal ritmo energico ed impetuoso, non ha più nulla del tradizionale minuetto, ed è piuttosto uno “Scherzo” termine che Beethoven utilizzerà per tutte le altre Sinfonie, ad eccezione dell’Ottava, ove ritornerà il “Minuetto”. L’”Adagio – Allegro molto e vivace” conclude mirabilmente la Sinfonia in un’atmosfera spensierata e gaia. Una curiosità: molti anni fa questo movimento fu utilizzato, con ottima riuscita, da Piero Angela per un documentario sul volo degli uccelli.

Arrivederci alla prossima stagione dell’Associazione V. Bellini.

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