Visti da lontano. Da Barcellona a Torino, passando per la Germania FOTO

Visti da lontano. Da Barcellona a Torino, passando per la Germania FOTO

Autore Esterno

Visti da lontano. Da Barcellona a Torino, passando per la Germania FOTO

domenica 01 Febbraio 2026 - 15:56

Restare in piedi: la vita controvento di Carmelo Triolo nella rubrica di Rosario Lucà

VISTI DA LONTANO di Rosario Lucà – Torna la rubrica settimanale con foto e racconti.

Ho incontrato Carmelo Triolo in un freddo pomeriggio di dicembre, in un bar di Torino.

È un uomo corpulento, con pochi capelli bianchi a spazzola e un sorriso accogliente. 

Ascoltando la sua storia, se dovessi sintetizzare la sua vita con una metafora direi: navigare sempre controvento. È nato a Barcellona Pozzo di Gotto cinquantanove anni fa, ma da allora il suo girovagare non si è mai fermato.Vive i primi anni della sua vita immerso nella natura, in una contrada di montagna sopra Castroreale, in un piccolo paese che si chiama Bafia. Il padre fa il pastore e Carmelo cresce tra il bosco e le pecore dell’ovile.Il nonno materno lavora in Germania, in fabbrica. Sono tempi duri e l’emigrazione verso il Nord Europa è una possibilità concreta per chi vive al Sud. Così, quando Carmelo ha solo due anni, si trasferiscono vicino a Ulm, dove il padre trova lavoro in fonderia. Restano lì fino ai suoi sei anni, poi la madre decide di tornare a Bafia con i bambini.


Carmelo comincia la scuola in Italia, ma soffre profondamente la separazione dal padre.E come se l’inconscio facesse le cose che il conscio non riesce a fare, durante una vacanza ha un grave incidente che gli provoca ustioni importanti. Il padre rientra subito e la famiglia torna unita in Germania, dove Carmelo rimane fino ai dodici anni.
Ma dopo qualche tempo il rapporto tra i genitori si incrina. Ai figli raccontano di una vacanza con la mamma dalla nonna materna, a Fiumefreddo. “Una vacanza strana”, mi dice Carmelo “i giorni passavano, i mesi passavano, ma non finiva mai”.Si trasferiscono a Milazzo, dove comprano casa. Il progetto è tornare in Germania una volta conclusi gli studi della sorella minore e assolti gli obblighi di leva di Carmelo.Ma proprio durante la leva il padre muore improvvisamente, a soli quarantadue anni durante un viaggio in Sicilia per le elezioni.

Carmelo lo ricorda come un uomo forte, sempre in canottiera anche d’inverno, ricorda le loro sfide a braccio di ferro.Così Carmelo si trova davanti a un bivio: partire da solo per prendere il lavoro del padre in fonderia o restare in Sicilia con la madre e le sorelle.
Il cuore lo spinge a restare, anche se in Germania ha lasciato un pezzo di sé e spesso si sente come un albero senza radici.È elettricista e, finito il militare, comincia a lavorare con uno zio impiantista. Poco prima aveva conosciuto Antonella, che diventerà sua moglie. Si erano incontrati alla scuola guida. Oggi hanno due figli: un maschio di trentacinque anni e una figlia di trentadue.
Carmelo è un uomo forte, i colleghi lo chiamano “demolition man” e gli affidano sempre i lavori più pesanti. Finisce per non fare più l’elettricista e decide di cambiare.
Grazie all’intervento di un medico amico di famiglia trova lavoro come guardia giurata. Turni duri, ma meno fatica fisica. 
Erano gli anni 90, anni di appalti facili ma anche poco chiari e così il vento di Tangentopoli si porta via la cooperativa di vigilanza e Carmelo è “a spasso”.I risparmi finiscono, gli affitti sono in arretrato e ci sono due figli piccoli.Così Carmelo torna a fare quello che sa fare meglio, lavorare come impiantista idraulico, torna nel cantiere dello zio .Anche lì però i debiti sono troppi e anche quell’impresa chiude, “e siamo di nuovo con il culo per terra”, mi dice.
Continua a cercare finché trova lavoro come interinale nei cantieri ma in giro per l’Italia. Trento, Ventimiglia, Aosta, Valle di Susa.Vive lontano, costruisce gallerie, manda soldi a casa, vive in stanze condivise con altri operai.La distanza dalla famiglia pesa e decide di trasferirla a Torino chiedendo solo una cosa al datore di lavoro: continuità.”Per te il lavoro ci sarà sempre”, gli rispondono. È una delle poche vere soddisfazioni della sua vita lavorativa.La famiglia si trasferisce in Piemonte, Antonella trova lavoro come OSS in ospedale.

Ma le tempeste sono sempre lì che sembrano aspettare Carmelo, il vento gira di nuovo e ci si trova di nuovo nella bufera, nel 2016 l’azienda per cui lavora perde gli appalti va in liquidazione e chiude. Adesso è Antonella a reggere la famiglia. Carmelo ricomincia a cercare lavoro, ma ha superato i cinquant’anni e gli dicono che è troppo vecchio, per certi lavori.Arriva il Covid, tutto si complica.Accetta un impiego umile, poco pagato, ricomincia dal primo livello, lucidatura e aggiustaggio di pezzi meccanici, certamente poco per Carmelo che ha un’esperienza specialistica.

Carmelo ha 54 anni e sente che diventa ogni giorno più difficile, fatica tanta,  certezze poche.Pensa di andare via per tornare a fare l’elettricista nei cantieri , magari di nuovo come trasfertista.Ne parla con il titolare, gli illustra la sua situazione e la necessità di avere certezze, che gli risponde ”se vai via un altro come te non lo troviamo più” e gli propone finalmente un contratto a tempo indeterminato.

E’ passato qualche anno da allora, ogni tanto c’è la cassa integrazione: l’azienda risente della crisi dell’automotive.
Carmelo, mi parla un po’ di lui, si sente messinese al 100% , “la Sicilia è te la porti dentro sempre” mi dice. E “tutte le volte che in macchina arrivo a Scilla e la vedo sbucare all’improvviso dopo una galleria dell’Autostrada il cuore batte forte e cioè si apre come una rosa che sboccia”Della Germania ricorda il rigore e quel senso di comunità che già gli insegnavano a scuola e che invece manca in Italia, “soprattutto in Sicilia” mi dice.
Non potrebbe rinunciare al calore delle relazioni e a tutte le tradizioni della sua terra di origine che cura con attenzione .Gli piace cucinare, conserva le nozioni imparate nei primi anni della sua vita a Bafia quando cercavano di essere autosufficienti coltivando l’orto e allevando gli animali.
Prepara le “stigghiole” con la carne di agnello e la salsiccia condita secondo la ricetta delle sue zone, le prepara con sua moglie che ha una grande manualità , Mi racconta degli strumenti che si è costruito per riempire la salsiccia e dei negozi di Torino dove trova i prodotti che arrivano dalla Sicilia. Prendo nota.
Gli chiedo se quando finirà di lavorare tornerà giù, “Sì”, mi risponde,  “stamattina ne parlavo con mia moglie, anche se lei vuole andare a vivere con il figlio che è trasferito in Norvegia con la fidanzata”. 
A Bafia c’è la casa della nonna chiusa da 40 anni, i parenti hanno rinunciato all’eredità perché ci sono troppi lavori da fare e così Carmelo deve decidere se ristrutturarla per tornare a vivere in montagna oppure seguire il mare di Milazzo che Antonella preferirebbe.
Gli chiedo di raccontarmi un pò della sua giovinezza , Carmelo si accende, il suo sorriso mi illumina e cominciano storie di mare, di pesca subacquea. 

E poi ancora mi parla dei funghi, l’altra sua grande passione , di come li riconosce di come li conserva .
“Che farai domani?” gli chiedo “Domani sto a casa” mi risponde “mi riposo e poi vado alla farmacia del paese che festeggia 10 anni di apertura, c’è un vecchietto che porto in giro perché ha quasi 80 anni e difficoltà a muoversi da solo. Ogni tanto lo porto anche a raccogliere i funghi, stiamo insieme”
Ecco questo è Carmelo, un uomo dalle braccia possenti, l’anima semplice e il cuore grande . Un pò tedesco ma tanto siciliano.
Dai, fammi un bel sorriso, gli dico, lo mettiamo in copertina.

Ok, abbiamo finito. Osservo le sue spalle possenti mentre si allontana, avvolto in un giaccone scuro con l’aria di un marinaio d’alto mare, in quel freddo pomeriggio di inizio dicembre.

Fotografie e testi di Rosario Lucà 

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED