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Viviana e il suo dramma interiore nei file audio di Daniele

Redazione

Viviana e il suo dramma interiore nei file audio di Daniele

giovedì 29 Luglio 2021 - 14:38

Viviana stava male, da almeno due anni. Ma non è stata curata a dovere. Le prove del delirio e la tesi della Procura

Viviana non stava bene: un demonio interno la stava divorando, un demonio che lei ormai percepiva anche fuori di sé. Le sue condizioni psicologiche precarie non erano recenti e non si manifestavano in sfoghi episodici. Era una vera e propria malattia che andava avanti da almeno due anni, e che avrebbe dovuto essere curata.

Lo spiega la Procura di Patti nell’atto di chiusura delle indagini preliminari e nella richiesta di archiviazione, che sarà avanzata al Giudice per le indagini preliminari una volta scaduti i termini. La conferma, oltre che nelle perizie psichiatriche effettuate per conto della magistratura, arriverebbe dalla documentazione medica di Viviana stessa, dai tanti testimoni sentiti, dagli stessi messaggi scambiati tra moglie e marito nei mesi precedenti e persino nei file audio che Daniele Mondello ha registrato, all’insaputa della donna.

Erano già venuti alla luce lo scorso anno i due accessi all’ospedale di Viviana. Il primo a Barcellona a marzo 2020, su una richiesta di Trattamento sanitario obbligatorio. Viviana si agitava, parlava di figli e del demonio, ha raccontato il medico del pronto soccorso agli investigatori.

A fine giugno successivo Viviana viene portata da Daniele al Policlinico di Messina perché ha ingerito troppi farmaci. I medici gli consigliano il consulto psichiatrico – emerge dal referto – ma lei rifiuta e torna a casa.

Poi è un susseguirsi di manie di persecuzione, di declamazioni della Bibbia ad alta voce sul balcone di casa, per tutto il periodo del lockdown, con una unica ossessione: la punizione divina e il legame con i figli, hanno raccontato i testimoni.

: … tu o devo morire io? … Chi deve morire qua? Dimmi un pò, chi deve morire? Deve morire qualcuno?! Devono morire i nostri genitori!! Deve morire qualcuno?!!! Perché è stato toccato qualche tasto magari troppo… troppo… troppo esplosivo, come la pentola che è esplosa?!!!

Così parlava Viviana, in un audio registrato da Daniele, che a giugno sembra tentare di convincere la moglie a curarsi. Tentativi testimoniati da tanti messaggi mandati alla moglie: “Prendi le pillole, se ami tuo figlio”, recita uno dei tanti analizzati dalla magistratura di Patti.

Messaggi che lasciano trasparire tutta la preoccupazione di Daniele Mondello per la salute di sua moglie, per le sorti di suo figlio e di tutta la sua famiglia. Tentativi amorevoli ma anche inefficaci, a volte goffi, certamente frutto di tutta la buona volontà del dj ma anche della sua umana impreparazione a trattare come Viviana come era necessario, ovvero con un supporto specialistico.

Le precarie condizioni di salute della donna, peraltro, sono state confermate dalla risultanze dell’ “autopsia psicologica” operata dal professore MassimoPicozzi, il quale ha stabilito come costei soffrisse di “una patologia di importante valenza psicotica”, patologia dalla quale non si era mai ripresa completamente da almeno due anni”, con aspetti clinici tali da spingere a ipotizzare un accertamento sanitario obbligatorio per fronte alla situazione, caratterizzati dalla “presenza di spunti psicotici, con tematiche mistiche, persecutorie e di rovina”, scrive il procuratore capo Angelo Cavallo nelle sue conclusioni.

Le precarie condizioni di salute di Viviana sono, secondo la magistratura di Patti, un indizio del figlicidio-suicidio, che trova comunque altri riscontri.

Daniele ha sempre respinto l’idea che Viviana possa aver fatto male a Gioele, ed ha incaricato diversi esperti di effettuare ulteriori accertamenti. In particolare il criminologo Lavorino, convinto che la dj e il figlio siano morti entrambi per asfissia, forse in un pozzo, poi i loro corpi spostati.

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