-Diamo i soldi del Ponte di Messina ai terremotati abruzzesi- dopo Ciambetti (Lega Nord) anche Primo Mastrantoni, segretario dell'associazione consumatori Aduc

-Diamo i soldi del Ponte di Messina ai terremotati abruzzesi- dopo Ciambetti (Lega Nord) anche Primo Mastrantoni, segretario dell’associazione consumatori Aduc

-Diamo i soldi del Ponte di Messina ai terremotati abruzzesi- dopo Ciambetti (Lega Nord) anche Primo Mastrantoni, segretario dell’associazione consumatori Aduc

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martedì 14 Aprile 2009 - 17:39

Ciambetti, Lega Nord: -Diamo i soldi del Ponte di Messina ai terremotati abruzzesi- - ADUC, USARE SOLDI DEL PONTE DI MESSINA PER OSPEDALI ANTISISMICI

Cosa ha potuto trasformare quello che è stato per più di 50 anni il sogno di generazioni di Messinesi nell’opera più detestata del nostro Paese?

Le conoscenze scientifiche sono progredite insieme alle tecnologie e ai nuovi materiali, il Mediterraneo si appresta ad occupare un nuovo ruolo nell’ambito dell’economia mondiale grazie all’avvio dell’Area di libero scambio, fiumi di merci vi entrano da Suez dirette al cuore dell’Europa ricca, il Governo indica nel collegamento stabile un poderoso strumento per superare la crisi economica …

tutto sembra convergere verso la realizzazione dell’antico sogno …

e invece, inattesa, un’ondata di odio investe il Ponte sullo Stretto.(Giovanni Mollica)

TERREMOTO: ADUC, USARE SOLDI DEL PONTE DI MESSINA PER OSPEDALI ANTISISMICI

Utilizzare i soldi per il ponte sullo stretto di Messina per mettere a norma antisismica gli ospedali italiani. E’ la richiesta lanciata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dal segretario dell’associazione consumatori Aduc, Primo Mastrantoni. -Il ponte sullo Stretto dovrebbe costare 6,1 miliardi di euro – ricorda Mastrantoni – con una partecipazione dello Stato, cioè di tutti noi, di 1,3 miliardi. Vista la scarsità di risorse pubbliche, occorre scegliere tra un’opera che può essere rimandata o attribuita al solo settore privato e la salvaguardia di vite umane in caso di terremoto con la messa a norma antisismica degli ospedali pubblici, in particolare quelli che si collocano in aree a rischio geologico-. -I momenti tragici e drammatici del recente terremoto in Abruzzo – aggiunge il segretario Aduc – dovrebbero far riflettere i nostri governanti e indirizzare le poche risorse disponibili a strutture che sono state, sono e saranno coinvolte in prima istanza nella salvaguardia di vite umane. Nel nostro Paese ci sono 500 ospedali nelle aree a rischio da mettere a norma. Occorre intervenire prima che il prossimo terremoto, che sappiamo si verificherà, semini morte e distruzione. Un capo di Governo che abbia a cuore la vita dei suoi governati dovrebbe saper scegliere-, conclude Mastrantoni.

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