Nonostante sia già entrato in funzione alla Camera il nuovo sistema di voto, con il rilevamento delle «minuzie» delle dita, giovedi mattina due deputati hanno votato per altrettanti colleghi assenti in quel momento dall’aula. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha annunciato sanzioni
La storia si ripete in Parlamento. Secondo quanto pubblicato ieri da molteplici organi di stampa sarebbero tornati in scena i -pianisti-. I due deputati in questione, sarebbero Guido Dussin della Lega e il parlamentare di Graniti Carmelo Lo Monte, che è vicepresidente del gruppo Misto.
I parlamentari, che risultano tra quelli che hanno rilasciato le -minuzie-, avrebbero votato anche per i rispettivi colleghi di gruppo Matteo Salvini ed Elio Belcastro, i quali appartengono invece alla pattuglia dei 21 deputati che si sono rifiutati di farlo e che, quindi, votano con il vecchio sistema. Di conseguenza, per votare dalle loro postazioni non è necessario -attivare- le impronte. Tutto è successo durante le votazioni delle mozioni sulla crisi.
Mentre Dussin ha coperto il meccanismo di voto di Salvini con un giornale, sotto cui ha infilato la mano per votare, Lo Monte non si è neanche preoccupato di nascondere la mano: le lucette che segnalano il voto si sono viste accese sia al suo posto sia a quello di Belcastro, che infatti è risultato presente e votante pur non essendo in quel momento in aula.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, parlando alla trasmissione tv Porta a porta, ha però annunciato che, se sarà verificata l’identità dei -pianisti-, chiederà all’ufficio di presidenza di sanzionare Dussin e Lo Monte: «Ci sono delle regole e chi fa il furbo avrà una sanzione. Se è recidivo, per esempio, si potrebbe arrivare alla sospensione».
