Non bisogna girarsi dall'altro lato ma, oggi più di ieri c'è una comunità che ha bisogno d'aiuto, Falcone deve rialzarsi ed arrivare in estate bella e florida più di prima…
A distanza di un mese la ferita è ancora aperta, più si fanno verifiche sul territorio e più aumentano i danni causati da quel maledetto giorno. Immagini che testimoniano come ancora oggi si lavora per liberare le case dai detriti dove acqua e fango hanno raggiunto altezze inimmaginabili e dove gli affetti personali venivano ridotti in un frullato di immondizia… Mobili, poltrone, televisori, cucine, frigoriferi, letti, materassi, tutti beni personali trasformati in detriti e tutti raccolti in unico punto, vicino quel lungomare che era l’orgoglio dei residenti e che adesso non esiste più! Lì si è deciso di raccogliere vere e proprie montagne di arredamenti rovinati a testimoniare il profondo dolore che ha bussato nelle case dei residenti di falcone trasformando il calore delle loro case in una fredda e dura realtà. Strade ancora piene di fango, lungomare distrutto dove la spiaggia non esiste più, vivai, terreni e giardini trasformati in contenitori di fango. Non bisogna girarsi dall’altro lato ma, oggi più di ieri c’è una comunità che ha bisogno d’aiuto, Falcone deve rialzarsi ed arrivare in estate bella e florida più di prima.
“Chi ha sbagliato deve pagare: i danni provocati dalle piogge torrenziali sono legati a scelte scellerate nel governo del territorio.Questo territorio, QUESTA POVERA GENTE ha pagato un prezzo altissimo per le scelte incredibili che hanno permesso di costruire strade a fondo valle, di cementificare l’alveo dei fiumi e di costruire sui fianchi delle colline, compromettendo l’equilibrio dell’ambiente in ogni forma possibile-. Bisogna verificare le eventuali responsabilità per le autorizzazioni concesse o le violazioni non contestate.
E’ evidente constatare un forte legame tra eventi dannosi ed una gestione del territorio irresponsabile e piegata ad interessi speculativi e clientelari.
“Bisogna considerare il grave rischio che continua a gravare ancora sulle comunità a causa dell’alterazione del corso dei fiumi, della cementificazione del territorio e dell’urbanizzazione spinta fin sulla battigia.
“Speriamo che non si aspetti la prossima “calamità- e si cominci da subito ad operare concretamente per rinaturalizzare il corso dei torrenti, per frenare ulteriori cementificazioni ed escludere nuove urbanizzazioni lungo la costa.
FALCONE DEVE RIALZARSI!!! LASCIAMO L’ATTENZIONE PUNTATA SU FALCONE , AFFINCHE’ TUTTI INDISTINTAMENTE POSSANO COLLABORARE A RICOSTRUIRLA, OGNUNO CON IL PROPRIO RUOLO E CON LA PROPRIA COSCIENZA!
