MAGGIOR SICUREZZA NELLE SCUOLE: CONSIGLI UTILI PER FAMIGLIE, STUDENTI E LAVORATORI

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MAGGIOR SICUREZZA NELLE SCUOLE: CONSIGLI UTILI PER FAMIGLIE, STUDENTI E LAVORATORI

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giovedì 11 Dicembre 2008 - 18:02

( prima parte )

Non faccio altro che leggere sui giornali il dolore e la rabbia di fronte all’assurda morte di uno studente nella sua scuola, il Liceo Scientifico “C. Darwin- di Rivoli. Dolore e rabbia, sentimenti che provo sia come docente sia come padre. Non riesco proprio ad immaginare lo stato d’animo e la sofferenza, acuta e devastante, che stanno provando quei genitori. Non ci sono parole e non può essere solo disgrazia o fatalità. Bisogna essere sinceri, di solito ci si preoccupa di sapere chi è il corpo insegnante, la sua preparazione, i progetti, sì da un’occhiata alla pulizia delle aule e dei bagni, ma non alla struttura dell’edificio. Nasce così la domanda: di chi è il compito per verificare le caratteristiche, la compattezza, le eventuali migliorie, il buon funzionamento generale della scuola.

Il crollo al liceo Darwin di Rivoli ha messo in evidenza la mancanza di controlli sulla sicurezza delle scuole. La legge (D. Lgs. 626/94 e succ. modifiche), in questo settore, è carente: i controlli obbligatori sono pochi, solo per le nuove costruzioni si parla di valutazione dei progetti, e troppo di rado di controlli -a sorpresa- sulle strutture una volta completate e in funzione.

Grave la situazione delle scuole più vecchie, dove la manutenzione è spesso carente, e i lavori non sempre eseguiti a regola d’arte. È il caso di Rivoli, dove il controsoffitto era stato fatto in traversino e non in cartongesso. Quando viene fatta qualunque modifica a strutture esistenti, bisognerebbe prevedere controlli ad hoc, perché gli interventi potrebbero avere ripercussioni negative sulla sicurezza.

Si propone in questo articolo un vademecum della sicurezza nelle scuole, che possa essere d’aiuto alle famiglie nel chiedere con competenza di causa, ragione su alcune situazioni di personale interesse, o meglio ancora di pubblico interesse.

La salute individuale è, quindi, un diritto fondamentale ed inalienabile. Ma è anche un interesse collettivo, in quanto le spese sanitarie e quelle relative alle assenze dallo studio e/o dal lavoro, hanno costi materiali e sociali molto alti e sono a carico della collettività, non del datore di lavoro che, nel settore scuola sia pubblico che privato, corrisponde alla figura del dirigente scolastico.

Quando si parla d’igiene e sicurezza a scuola ( D. Lgs. 626/94 e succ. modifiche ), si pensa immediatamente allo stato fatiscente e pericoloso in cui versano gli edifici scolastici.

Sono molti i rischi sicuramente riconducibili al disastroso stato degli edifici, condizione dovuta principalmente all’assenza di una manutenzione ordinaria che, com’è noto, portano in breve tempo ad un prematuro degrado delle infrastrutture.

Molti altri rischi, invece, sono da addebitarsi direttamente al tipo d’organizzazione dell’attività adottata dal D.S., alla disinformazione, all’assenza di una formazione specifica e di partecipazione delle diverse componenti coinvolte.

Se la competenza, i finanziamenti, la responsabilità per la fornitura e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, degli arredi e delle attrezzature (tutto a norma) è degli EE.LL. (Province e Comuni), la minimizzazione dei rischi derivanti dalle situazioni organizzative, formative ed informative precitate è, sicuramente, un obbligo ed un dovere dei dirigenti scolastici e richiede scarso impegno economico, molta buona volontà e competenza.

Studiare in un ambiente confortevole, igienico e sicuro è un diritto dello studente, sancito anche dalla -Carta dei Servizi Scolastici- – titolo 3° – DPCM 7 giugno 1995 (G.U. nr. 138 del15/06/95) – che rappresenta un vero è proprio -contratto- stipulato fra il dirigente scolastico e l’utenza (scolastica).

La materia è talmente vasta e complessa che, per poterla compiutamente gestire, sono necessarie competenze particolari, delle quali la maggior parte dei genitori e degli studenti non sono sicuramente in possesso.

Pertanto, al fine di mettere chiunque nella condizione di poter intraprendere un idoneo iter di controllo sullo stato d’applicazione della 626 in ogni singolo istituto scolastico onde tutelare i propri figli, si pubblica questo breve vademecum:

1) allo scopo di visionarli, chiedere al dirigente scolastico se è stata eseguita la valutazione dei rischi, se è stato emesso il -documento della sicurezza- ed il -piano delle emergenze-, se è stato richiesto un elenco dettagliato dei lavori necessari per mettere tutto a norma e se sono state adottate le misure necessarie per eliminare i rischi derivanti dall’eventuale cattiva organizzazione dell’attività in ossequio a quanto previsto dalla 626/94. In caso di silenzio/rifiuto è necessario produrre un’istanza conforme a questo modello:

La domanda deve essere rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente (art. 25, 2° co. L. 241/90). Tale amministrazione dovrà dunque essere indicata nella intestazione della domanda.

ad es.: al Comune di.. alla Regione.. all’azienda… alla Provincia di… al Ministero…

Il sottoscritto (specificare la qualità, se in proprio o quale rappresentate legale di società, ente associazione o comitato)

PREMESSO CHE

l’intestata amministrazione (ente o azienda) detiene i documenti relativi a (specificare a che cosa tali documenti si riferiscono, ad es.: documento sulla valutazione dei rischi; che è interesse dell’istante di poter accedere a tali documenti in considerazione (motivare la richiesta d’accesso);

FA ISTANZA

affinché l’intestata amministrazione (ente o azienda) voglia autorizzarlo ad accedere ai documenti indicati, comunicando a tal fine l’ufficio presso il quale tali documenti sono conservati ed il funzionario responsabile dello stesso, con facoltà di prenderne visione e di estrarne copia.

Il sottoscritto avverte che in caso di diniego della richiesta autorizzazione e, in ogni caso, decorsi 30 giorni dalla presentazione della presente istanza senza che l’amministrazione (ente o azienda) si pronunci, si procederà ai sensi dell’art. 25 della L. 241/90, che prevede la possibilità di ricorrere al tribunale amministrativo regionale avverso le determinazioni concernenti il diritto di accesso.

Eventuali comunicazioni potranno essere inviate a (specificare il domicilio, la sede sociale o l’eventuale domicilio speciale).

2) chiedere il nominativo dell’R.S.P.P. (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) e dell’R.L.S. (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza). Il primo, unitamente al D.S. datore di lavoro, deve essere il vostro interlocutore come contro parte; il secondo, invece, in considerazione del fatto che gli alunni sono dalla 626 equiparati ai lavoratori, deve essere il vostro (e dei vostri figli) rappresentante e controparte dell’RSPP.

3) Comparare la valutazione dei rischi documento sulla sicurezza e il piano delle emergenze redatti dalla scuola – con i modelli ideali redatti dallo SPISAL dell’AUSL :

4) previa materiale verifica, compilare la – scheda fai da te di autovalutazione- ( di cui sarà presentato un facsimile nel prossimo articolo ) sullo stato di adempimento dei dettati della 626 e consegnarla al D.S. previa apposizione di timbro, data e firma di ricezione su copia da conservare gelosamente;

Fino a quando non saranno emesse ulteriori norme tecniche ai sensi della delega di cui all’art. e della legge nr. 23/96 (edilizia scolastica), gli indici minimi validi di funzionalità didattica, di urbanistica e di edilizia scolastica sono ancora quelli previsti dal D.M. LL.PP. 18/12/1975;

5) per mancanze ed omissioni tali da suscitare seri dubbi sul grado d’igiene e sicurezza a scuola e/o di pericolo cui possono andare incontro quotidianamente gli alunni, inviare (per raccomandata A.R.) apposito esposto all’Ente di vigilanza preposto, ovvero allo S.P.I.S.A.L. (Servizio Prevenzione, Igiene e Sicurezza sugli Ambienti di Lavoro) presente in ogni A.U.S.L. Per problemi riguardanti la prevenzione incendi, l’esposto va inviato al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Lo schema dell’esposto è riportato di seguito:

ALLO SPISAL DELL’AUSL NR._______

(oppure VV.F.) DI _______________

(indirizzo completo utilizzando il sistema di busta con finestrella)

e, per conoscenza ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA di

OGGETTO: Esposto e richiesta di visita ispettiva ai sensi del D.Lgs. 758/94.-

Il/i sottoscritto/i _________________________, residente/i in __________________ alla via _________________, in qualità di genitore/i (oppure comitato, associazione, tutore) degli alunni la scuola ______________________, avendo verificato lo stato di inapplicazione delle norme dettate dal D.Lgs. 626/94 e successive modifiche, integrazioni e normative ad esso collegate, che di seguito si elencano in modo non completamente esaustivo:

a) impianto elettrico con fili scoperti

b) impianto di riscaldamento non efficiente

c) cartellonistica di sicurezza non affissa

d) pavimento scivoloso

e) mancanza di certificato antincendio

f) vetri rotti, ecc. ecc.

CONSIDERATO

Che lo stato delle cose su esposto espone i propri figli a rischi per la salute ed a possibili infortuni;

SI RICHIEDE

Di effettuare nei prescritti tempi massimi una visita ispettiva alla scuola in argomento ai sensi della normativa in oggetto specificata e di prescrivere il tempo massimo di adempimento alla norma qualora fossero confermati i rischi segnalati.

Si resta in attesa di conoscere gli esiti dell’ispezione nel rispetto della riservatezza e della segretezza istruttoria.

La presente è valida anche agli effetti ed ai sensi dell’articolo 328 del Codice Penale.

I due documenti proposti, quello della richiesta all’accesso dei documenti sulla sicurezza e quello dell’esposto a richiesta di visita ispettiva dello SPISAL, possono essere strumenti utili per le famiglie onde poter verificare direttamente le buone pratiche sulla sicurezza esercitate all’interno dei plessi scolastici e tutelare maggiormente l’ambiente di lavoro dei propri figli.

Aldo Ficara

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