vorrei per una volta che si smettesse di dare addosso alla sinistra. Credere che a sinistra vi sia mancanza di idee, che a sinistra si navighi nel buio evidenzia rozzezza di pensiero che non tiene conto in modo alcuno della vera missione che si è prefissata il PD: il fan cazzeggio.
Reggendosi sul motto: “Fancazzeggio ergo sum” l’esplicita mission politica del loft consiste nel condurre il pensiero umano, di tutti noi poveri debosciati, a vette elevate di speculazione filosofica, del tipo: “Tre ore di TV mi hanno stancato, adesso mi riposo un po’ dormendo”. Il fancazzeggio come modus vivendi è dunque possibile a patto che in tasca si abbia la tessera cocktail del partito liquido.
Ammettiamolo: chi tra noi, in questi ultimi mesi, non si è chiesto, almeno una volta, cosa sarebbe accaduto se in Italia a gestire la crisi fosse stata la sinistra? E chi, nel tentativo di darsi una risposta, non ha pensato alla proposta avanzata da Franceschini, di tassare i redditi superiori ai centoventimila euro per aiutare i redditi zero, come all’apoteosi massima del fancazzismo duro e puro di una sinistra che non si preoccupa più di aumentare i redditi dei lavoratori, ma di diminuirli sin quasi ad azzerarglieli? Non c’è livello che vada dalla segreteria romana e giù giù scendendo sino ad arrivare alle Regioni, Province, Comuni, Quartieri, dove il fancazzismo della moderna e democratica sinistra piddina non dia il massimo di sé.
Prendiamo l’ultima delle questioni che hanno portato alla ribalta della cronaca nazionale Messina: il caso Circoscrizioni su Panorama. Sappiamo quanto nel nostro Paese serpeggi la retorica dell’antipolitica, una retorica sterile e perniciosa che ha individuato, assieme alle province, le circoscrizioni nel nemico da abbattere nella lotta contro i costi della politica. Un giornalista di Panorama telefona a un qualunque presidente di circoscrizione di una qualunque città del sud e chiede: «Scusi, devo scrivere un articolo sugli sprechi del Sud… sa l’antipolica… lei ha qualcosa da dirmi?». «E come no! Scriva questo: “Si dovrebbe indagare su un meccanismo che ormai sarebbe frequente: il neoeletto viene assunto da una cooperativa, firma la presenza alle sedute, poi va a lavorare. A fine mese l’amministrazione paga gli oneri previdenziali per la sua assenza. Lui ha il gettone. E l’azienda gli oneri previdenziali, che poi decide se dividere con il consigliere. Un gioco delle tre carte fatto in maniera lampante, che conviene a tutti. Tranne che ai contribuenti”. Può bastare?». «Sì, sì… grazie!». Titolo conseguente: «Circoscrizioni, una casta piccola piccola» e tanti complimenti all’intervistato che, appartenendo al PD, ha agito coerentemente: ha fancazzeggiato.
Ora, un fancazzista poteva dire che il problema non sono le circoscrizioni, ma l’uso che se ne fa? Poteva dire che le circoscrizioni fungono da strumento sussidiario e sono state pensate dal legislatore per rendere più vicine le istituzioni ai bisogni dei cittadini e quindi dare risposte più precise e concrete alle loro esigenze? No, e infatti non l’ha detto. Il fancazzismo non ammette il buon senso e allora, se fancazzismo deve essere, che sia totale: liberiamo le Circoscrizioni dai fancazzisti, mandiamoli a cazzeggiare altrove, dove il danno per i cittadini è nullo. Ne guadagneremo tutti.
