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Sì dell’Aula al Piano di riequilibrio ventennale: la palla passa al Ministero

Rosaria Brancato

Sì dell’Aula al Piano di riequilibrio ventennale: la palla passa al Ministero

venerdì 23 Novembre 2018 - 19:42
Sì dell’Aula al Piano di riequilibrio ventennale: la palla passa al Ministero

Con 20 presenti e 16 voti favorevoli entro le 20 è stato approvato il Piano di riequilibrio rimodulato. E' ventennale ma 5 sono già trascorsi. I faldoni sono stati trasmessi al Ministero che darà finalmente il verdetto. Poi la decisione finale alla Corte dei conti.

Dopo il voto unanime che manda in soffitta dopo 50 anni l’Atm, l’Aula ha avviato l’esame sul Piano di riequilibrio, che deve essere trasmesso al Ministero dell’Interno prima di mezzanotte.

Tutte le delibere su Messina servizi bene comune che erano all’ordine del giorno sono state ritirate in seguito al parere emesso dalla segretaria generale Carrubba nei giorni scorsi e con il quale si evidenzia che la legge Madia impone la messa in liquidazione anche per MSBC come conseguenza diretta del fallimento di Messinambiente sancito il 14 novembre dal tribunale.

Su MSBC è stata comunque approvata (15 sì, 1 astenuto 1 contrario) la mozione presentata da Alessandro Russo che prevede la richiesta di un parere alla Corte dei conti per capire se la legge Madia sia o meno obbligatoria da applicare in questo caso.

Si è poi passato al Piano di riequilibrio. Sono state votate dapprima le singole delibere che andranno a far parte del corposo faldone da trasmettere al Ministero, comprendenti le misure da adottare per fronteggiare la situazione economica e passare al risanamento (leggi qui). Il Ministerò dovrà pronunciarsi in modo definitivo (dopo oltre 5 anni), ma la Corte dei conti potrebbe decidere comunque in modo diverso e bocciare il Piano.

L’aspetto più importante è la rimodulazione a 20 anni del Piano di riequilibrio, a distanza di 9 mesi, paradossalmente, dalla bocciatura del Piano ventennale presentato dall’amministrazione Accorinti da parte dell’ex consiglio comunale. Il clima di quel no fu caratterizzato da polemiche e da uno scontro anche con i consigli di circoscrizione. Il precedente consiglio disse no ad un Pluriennale a 20 anni, con un voto scandito da polemiche e assenze.

A distanza di nove mesi le cose non sono si sono ribaltate ma addirittura il numero dei sì, così come quello delle presenze, è altissimo (a differenza di un ex consiglio che passerà alla storia per le assenze). Vi è da dire che anche il Riequilibrio è stato modificato nei contenuti, soprattutto per quel che attiene le partecipate.

Voto sul Piano di riequilibrio rimodulato a 20 anni: presenti 20, 16 favorevoli, 1 contrario 3 astenuti

Contraria Antonella Russo

Astenuti: Calabrò, Cardile, De Leo

Favorevoli: Caruso, Crifò, Gioveni, Interdonato, D’Angelo, La Fauci, Pagano, Parisi, Pergolizzi, Alessandro Russo, Rizzo, Rotolo, Scavello, Serra, Sorbello, Zante.

IL DIBATTITO

Calabrò, Pd: “Avevo presentato una proposta di delibera che però non è stata discussa per la caduta del numero legale. Un plauso voglio fare ai 5stelle che hanno consentito il risultato del raggiungimento della soglia prevista per far passare la liquidazione Atm. Il clima deve essere quello della condivisione. La mia proposta era per la riduzione dei costi della politica, ovvero ridurre il numero dei componenti del Cda ad uno solo, l’amministratore unico. Mi sono astenuto sul Riequilibrio perché ho ancora perplessità sia su questi costi che sulla previsione di nuove partecipate così come di alcune esternalizzazioni”

De Leo, Sicilia Futura: “è iniziato un percorso che prende il via da una fase di pre dissesto a forte rischio. Sicilia Futura abbiamo chiesto di capire l’interconnessione tra le varie delibere con il Piano di riequilibrio. Ho votato ciò che ritenevo utile per la città anche se ho anche io alcune perplessità”.

Antonella Russo, Pd: il sindaco ci ha sottoposto ad un tour de force disumano. Nessuno ha potuto approfondire le misure di questo Piano, né presentare proposte integrative perché non abbiamo avuto il tempo. Non capisco i colleghi che hanno approvato il mio emendamento su Atm ma poi hanno votato sì alla costituzione della nuova spa e bocciato quelli che prevedevano il solo amministratore piuttosto del cda e quello sul direttore generale scelto per concorso. Lei, caro sindaco aveva detto che il Riequilibrio di Accorinti faceva schifo e io ero d’accordo con lei. Ma poi si è perso per strada. Non abbiamo fatto tesoro di quanto accaduto altrove, come a Catania: tanti anni per evitare il dissesto e invece adesso lo ha dichiarato la Corte dei conti. Il Piano di oggi non è il mio, non mi convince. Sono contraria perché adesso non ci sarà più l’azione di responsabilità nei confronti di chi ha causato il dissesto. Non mi riferisco ad Accorinti, che sarà assolto per non aver compreso il fatto, ma a chi ha causato il disastro. Nessuno di loro pagherà. Su Atm e Messinambiente voglio dire che hanno fatto altri debiti nuovi. Siamo poi sicuri che i 101 milioni di euro di Messinambiente non toccherà poi a noi pagarli?

Alessandro Russo, Pd: il metodo non mi è piaciuto, questa corsa non mi è piaciuta, ci ha quasi sottoposto a sequestro di persona in queste settimane. Ora si deve cambiare registro, la città ha rappresentato al meglio in questa fase storica la capacità di voler superare le difficoltà economiche. Il dissesto sarebbe stata la strada più facile, ma purtroppo avrebbero pagato solo quelli che hanno amministrato negli ultimi 5 anni e non i veri responsabili, che in realtà erano prima. Non mi piace chi guarda quasi sperando che il Piano fallisca e la Corte ci mandi al dissesto, godendone pur di dire "l'avevo detto io" e mi spiace che anche in quest'Aula si sia detto. Noi crediamo nella necessità di salvare l'equilibrio contabile della città. Dietro i numeri ci sono le persone. Ho tante perplessità ma ritengo questo Pluriennale diverso e migliore del precedente

Gioveni, Pd: il mio sì è coerente con il mio voto anche nei 5 anni scorsi. La rimodulazione del Pluriennale è a 20 anni, ma noi a marzo abbiamo bocciato la modulazione ventennale. Non abbiamo la palla di vetro, il collega Argento è convinto che la Corte dei conti lo boccerà. Non lo so, ma io ho la coscienza a posto, perché io ho fatto di tutto per scongiurarlo. Ho fatto quello che era nelle mie possibilità. Noi stiamo provando a usare lo strumento normativo che il governo ci ha dato, perché quindi precluderla? Adesso però sindaco monitori periodicamente il Piano, perché dobbiamo dimostrare che è sostenibile.

Massimo Rizzo, LiberaMe: chiedete ai catanesi se oggi sono felici di essere al dissesto e vedere a rischio i loro stipendi. Chiedetelo, e poi chiedetevi perché noi abbiamo votato un mese fa il primo Salva Messina. C’era un sistema da mandare a casa, quello delle cooperative. Noi stiamo dando la possibilità alle vittime di questo sistema di essere tutelati ed è giusto che ci giochiamo la carta di tutelarli. C’è una Atm che oggi non va, ma abbiamo anche compreso perché prima i servizi erano migliori e soprattutto quanto costavano. Non si poteva mantenere in vita quel carrozzone. Davvero c’era chi voleva mantenerla? Con responsabilità anche di fronte alla Corte dei conti? E’ un Piano equilibrato, che non è perfetto ma regala alla città una possibilità. Se il Salva Messina dalla prima versione ad oggi è mutato è anche grazie a noi e noi ci stiamo assumendo la responsabilità di provare a salvarci, lo facciamo per i messinesi ed è giusto che ci sia dato atto che abbiamo scelto la strada più difficile. Questo consiglio non ha alcun legame politico con l’amministrazione ma abbiamo scelto la strada della responsabilità

Giovanni Caruso (Lista Bramanti sindaco): ho votato sì perché si tratta di atti concreti e non parole, interventi sui fitti passivi, per i servizi sociali, per l’Amam. Il Piano che abbiamo votato è il migliore che potevamo portare in questo momento. Tutta l’Aula merita che le venga riconosciuto il merito.

Salvatore Sorbello (gruppo misto): io sono orgoglioso d’aver votato questo Piano. C’è chi ha scelto di dire no a prescindere. Vogliamo evitare il dissesto e lo abbiamo fatto, con una maggioranza silenziosa senza clamore.

Salvatore Serra, Lega. "Noi siamo stati con l'amministrazione sui fatti che ritenevamo corretti per superare lo stato dei fatti drammatico. L'ultima parola spetta alla Corte dei conti, ma ci auguriamo di raggiungere gli obiettivi prefissati

CATENO DE LUCA: Abbiamo rimodulato per oltre il 50% delle misure che abbiamo ereditato dalla giunta Accorinti e il restante 50% ha avuto anche alcune modifiche. Il risultato più importante è quello della liquidazione dell’Atm. La vera svolta è stata aver individuato ed eliminato le cause. Il precedente piano era una foto della situazione debitoria. Noi abbiamo avuto il coraggio, insieme al consiglio, di eliminare le cause. Il mandato che esce dal Piano è per la riorganizzazione complessiva dei settori, degli uffici, del Palazzo. La città vi ringrazierà, questo Piano, una volta risolte anche le transazioni, non ha elementi di debolezza. Il monitoraggio ci sarà e sarà costante. Oggi abbiamo dimostrato tutti di avere il senso delle istituzioni.

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Un commento

  1. letterio.colloca 24 Novembre 2018 12:03

    Come si fa a definirsi MESSINESE si gli abitanti di codesta SVENTURATA città sono peggiori dei migranti:nessun senso d’appartenenza,nessuno orgoglio dell’inurbamento dopo aver lasciato i “tuguri paesani -anzi “importando”le consuetudini rurali;insomma Messina è sinonimo di IMBECILLITA’ e, bene fanno le SANE PROFESSIONALITA’ che l’abbandonano.Chi resta a Messina?gli “inurbati”-in prevalenza ladri e farabutti provati-,pelandroni arroganti e tutt’altro che senzienti (truffe,millanterie ogni giorno vengono alla “ribalta”della giudiziaria.Chi resta a Messina? pensionati che rimpiangono la Messina ONESTA sbranata da parassiti e senza DIGNITA’. Povera città,sopravvissuta al terremoto ed alla guerra:ma sempre saccheggiata da lanzecchinetti!!!!!!!!

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