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“Anime legate”: l’amicizia tra giovani in Neuropsichiatria diventa musica VIDEO

Rosaria Brancato

“Anime legate”: l’amicizia tra giovani in Neuropsichiatria diventa musica VIDEO

domenica 02 Maggio 2021 - 07:52

Ovunque voi siate, lettori di Tempostretto, fermatevi e ascoltate ad occhi chiusi. Lei è una delle adolescenti che il covid ha ferito ma la sua voce ha superato ogni barriera

“ Passa il tempo volando, noi aspetteremo, tra un segreto e l’altro, tu fidati di me e io di te. Un’amicizia così bella fatta in ospedale che non potevo neanche immaginare….Non posso dirti cosa sei, né cosa devi essere, solamente posso volerti come sei, ed essere tua amica. Credo in te, ti sei fatta una corazza che è più forte di te. Anime legate dalla stessa cosa…..tu sei la più forte che c’è, ti voglio bene e non solo per quello. Perché tu fai la differenza, tra tutte queste cose io scelgo ancora te……Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere, solamente posso volerti come sei, ed essere tua amica…..Credo in te, ti sei fatta una corazza, che è più forte di te….Anime…legate dalla stessa cosa…..”. (Video montato da Matteo Arrigo)

Non vi diremo chi è

Non vi diremo come si chiama la giovane donna che sta cantando questo brano, del quale è l’autrice, né quanti anni ha, né quali percorsi di vita l’hanno portata nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico di Messina. Vi lasciamo all’incanto della sua voce ed alla storia che racconta.

Gli adolescenti in era covid

La storia di un’amicizia nata in una corsia, in un tempo nero di covid che ha lasciato indietro le anime più belle e più fragili. Li ha chiusi in casa, gli ha spento la socialità, gli ha negato gli abbracci e i sorrisi nascondendoli dietro mascherine. I nostri adolescenti feriti da una pandemia che ha colpito le loro anime più di un virus. Lei è una di noi, una delle nostre figlie o sorelle più piccole e proprio nel momento più duro ha ritrovato la forza di combattere, ha ritrovato nell’amicizia il legame che supera ogni dolore. Nelle parole di questa canzone c’è tutta la bellezza e la forza della vita e la prova che nonostante tutto ce la faremo perché ci sono loro, che sono la parte migliore di questa società rarefatta ed egoista.

Le loro storie

Tempostretto ha deciso di raccontare le loro storie, nel rispetto del più totale anonimato. E ringraziamo la dottoressa Gabriella Di Rosa (che dirige l’UO di Neuropsichiatria infantile) , il dottor Carmelo Romeo (direttore Dai Materno Infantile) e tutta l’equipe del reparto di Neuropsichiatria infantile perché ci stanno dando modo di dare voce ai nostri figli e figlie che stanno pagando le conseguenze della pandemia con ferite meno visibili di altre. C’è chi li chiama “effetti collaterali”. Per noi è molto di più.

Grazie a chi non dice mai no

Grazie a chi non dice mai di no neanche quando i reparti sono pieni e il telefono squilla in qualsiasi ora del giorno e della notte. Raccontiamo le loro storie perché purtroppo, anche a livello nazionale, mentre aumentano in modo allarmante gli accessi al pronto soccorso ed ai reparti di Neuropsichiatria, non ci sono abbastanza strutture per dare risposte all’altezza.

Mancano posti, psichiatri, presidi

Al Policlinico di Messina ad esempio in questo momento i posti letto disponibili (a causa di lavori di ristrutturazione) sono ridotti al minimo, ma soprattutto mancano le psicologhe (il contratto è scaduto) ed i servizi di collegamento con il territorio. La ragazza che ha scritto questa canzone ha trovato “un’anima affine” nella stessa corsia, ma a fine degenza è andata via. E’ tanto quel che si costruisce in reparto ma è altrettanto fondamentale quel che avviene dopo, quelle “anime legate” come il titolo della canzone, che chiedono di non restare sole dopo. Dopo, quando si chiude la porta del reparto e torni in quel mondo che non è cambiato, è lo stesso che magari ti ha ferito, ti ha profondamente deluso, ti ha emarginato, non ti ha amato.

Fenomeni in aumento

Vogliamo raccontarvi di loro perché sono centinaia le storie analoghe nell’Italia della Dad, del lockdown, della depressione, dell’autolesionismo, della solitudine, del cyberbullismo, dell’anoressia, dei tentativi di suicidio. Sceglieremo il modo che loro stessi ci diranno. Lei ha scelto una canzone, e ve la facciamo ascoltare in anonimato, perchè davvero questo messaggio è universale.

Credo in te

Grazie a chi ha scritto queste parole: “Credo in te, tra tutte queste cose tu fai la differenza”. Loro, questi adolescenti che fingiamo di ascoltare e in cui fingiamo di credere consegnando loro un futuro che non esiste, loro sono migliori di noi. “Fidati di me e io di te”. Nel buio di un tunnel che le ha portate in un ospedale si sono riconosciute e si sono fidate l’una dell’altra. Incidiamoci questa frase ogni volta che crediamo di sapere cosa sia giusto o sbagliato per loro: “Non posso dirti cosa sei né cosa devi essere, solamente posso volerti così come sei”.

Fermatevi ad ascoltare

Ovunque i nostri lettori siano in questa domenica di maggio, l’auspicio è che si fermino ad ASCOLTARE, per due minuti, questa canzone, questa voce meravigliosa e le parole di una farfalla che ha avuto la forza di alzarsi e dire quella frase magica: credo in te. Quella che ognuno di noi, a qualsiasi età vorrebbe sentirsi dire. Ovunque i nostri lettori sono in questo momento mi piacerebbe che si fermassero due minuti, spegnessero il mondo intorno, chiudessero gli occhi e l’ascoltassero. Perché quando l’anima dell’Universo parla dobbiamo saperla ascoltare. Poi, se tra i lettori c’è chi ha un ruolo, rappresenta un’istituzione e può fare qualcosa di concreto lo faccia. E subito. Perchè i nostri adolescenti sono gli adulti feriti di domani.

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Un commento

  1. Mi sono fermata stamattina per ascoltare questa dolce voce che sfiora l’ anima, ma non l ‘ho fatto ad occhi chiusi perché non c è stato bisogno per sentire meglio, o per capire di più il senso delle parole …..anzi, il suono del pianoforte scandiva in modo struggente ciò che diceva come se fosse il tempo stesso a scandire ogni cosa che ha vissuto questa ragazza in questa canzone ….. le splendide immagini hanno rappresentato il senso di tutto ciò……..chiunque tu sia ,spero che ti stia riprendendo in mano la tua vita …..lo” devi” a te stessa in primis ,e anche alle persone che ti vogliono bene e che,” vivono” di riflesso il tuo malessere perché credimi che sta male anche chi ti sta vicino che “assiste” impotente alla tua sofferenza……LA VITA È BELLA …lo so è una frase fatta ,ma osserva il montaggio fatto alla tua canzone,osserva tutto ciò che ti circonda anche se in questo momento ti sembrerà tutto brutto , e credo fermamente che anche tu la pensi così come me se “guarderai con gli occhi del cuore “la meraviglia del mondo seppur “malato” ,ma pur sempre meraviglioso ,ma pur sempre con la speranza che si può guarire e che c’è sempre la luce che schiarisce il buio….fidati…… basta che siamo noi ad accenderla…..basta che sia tu a volerlo👋😘

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