La figlia Simona: "Il Comune non le ha mai dato un alloggio alternativo. Non ha vigilato e fatto rispettare l'ordinanza"
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – La storia inizia nel 2014. Ad ottobre una frana fa cedere una parte del costone in uno spazio condominiale che separa la montagna dal palazzo di viale Principe Umberto. Tutto ciò che è venuto giù in quell’occasione non è mai stato rimosso ed è ancora li. L’intervento dei Vigili del Fuoco fece scattare un’ordinanza sindacale con cui veniva imposto lo sgombero alla proprietaria dell’appartamento. La signora Carmela La Corte all’epoca aveva più di 70 anni. Oggi ne ha più di 80 e a parlare per lei è la figlia Simona Celano.

“Paghiamo tasse e condominio per una casa in cui non possiamo nemmeno entrare”
“Il Comune di Messina non ha mai dato un alloggio a mia mamma. Subito dopo lo sgombero è andata ad abitare in una casa in affitto ma dopo circa un anno non riusciva più a sostenere le spese e quindi negli anni successivi ha vissuto un po’ da me un po’ da mia sorella”, racconta. Le figlie, quindi, si sono fatte carico della situazione oltre ovviamente a sostenere delle spese per un appartamento chiuso e inagibile da ormai 10 anni. “Paghiamo tasse e condominio. Non possiamo né vendere né affittare. Un immobile che ormai è solo un peso”, aggiunge.

A sostenere la famiglia nella battaglia che hanno deciso di intraprendere è il consigliere Cosimo Oteri che con una nota ha acceso i riflettori su una storia quasi dimenticata.
La famiglia celano chiede all’Amministrazione Basile di intervenire
La signora Celano, per conto della madre, chiede all’Amministrazione una soluzione ad un problema ignorato per troppo tempo. “E’ vero che l’ordinanza l’ha firmata l’ex sindaco Renato Accorinti, ma poi c’è stato Cateno De Luca e ora c’è Federico Basile. Nessuna amministrazione ha vigilato e fatto rispettare l’ordinanza, la frana è ancora li e nessuno ha fatto niente”. Come sottolinea il consigliere Oteri il Comune potrebbe intervenire per mettere in sicurezza il costone in danno ai proprietari. Questi ultimi, infatti, già nel 2014 avrebbero dovuto provvedere, come da ordinanza sindacale, a fare degli interventi ma così non è stato.

Cosa può fare il Comune
Ora il Comune di Messina vuole vederci chiaro e ripercorrere tutta la vicenda. Solleciterà i proprietari del terreno affinché venga messo in sicurezza e se ciò non avverrà non è escluso che sia lo stesso ente ad intervenire in danno. Ma al momento sono solo ipotesi perché prima di metterlo nero su bianco la questione dovrà essere approfondita dagli uffici competenti.


Questi amministratori si dovrebbero vergognare. E vogliono portare civiltà.
6° mondo.